username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Umberto Saba

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Umberto Saba

  • 01 aprile 2006
    Felicità

    La giovanezza cupida di pesi
    porge spontanea al carico le spalle.
    Non regge. Piange di malinconia.

    Vagabondaggio, evasione, poesia,
    cari prodigi sul tardi! Sul tardi
    l'aria si affina ed i passi si fanno
    leggeri.
    oggi è il meglio di ieri
    se non è ancora la felicità.

    Assumeremo un giorno la bontà
    del suo volto, vedremo alcuno sciogliere
    come un fumo il suo inutile dolore.

  • 01 aprile 2006
    Trieste

    Ho attraversata tutta la città.
    Poi ho salita un'erta,
    popolosa in principio, in là deserta,
    chiusa da un muricciolo:
    un cantuccio in cui solo
    siedo; e mi pare che dove esso termina
    termini la città.

    Trieste ha una scontrosa
    grazia. Se piace,
    è come un ragazzaccio aspro e vorace,
    con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
    per regalare un fiore;
    come un amore
    con gelosia.
    Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
    scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
    o alla collina cui, sulla sassosa
    cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.

    Intorno
    circola ad ogni cosa
    un'aria strana, un'aria tormentosa,
    l'aria natia.
    La mia città che in ogni parte è viva,
    ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
    pensosa e schiva....

  • 01 aprile 2006
    Città vecchia

    Spesso, per ritornare alla mia casa
    prendo un'oscura via di città vecchia.
    Giallo in qualche pozzanghera si specchia
    qualche fanale, e affollata è la strada.

    Qui tra la gente che viene che va
    dall'osteria alla casa o al lupanare,
    dove son merci ed uomini il detrito
    di un gran porto di mare,
    io ritrovo, passando, l'infinito
    nell'umiltà.

    Qui prostituta e marinaio, il vecchio
    che bestemmia, la femmina che bega,
    il dragone che siede alla bottega
    del friggitore,
    la tumultuante giovane impazzita
    d'amore,
    sono tutte creature della vita
    e del dolore;
    s'agita in esse, come in me, il Signore.

    Qui degli umili sento in compagnia
    il mio pensiero farsi
    più puro dove più turpe è la via..

  • 01 aprile 2006
    Dopo la tristezza

    Questo pane ha il sapore d'un ricordo,
    mangiato in questa povera osteria,
    dov'è più abbandonato e ingombro il porto.

    E della birra mi godo l'amaro,
    seduto del ritorno a mezza via,
    in faccia ai monti annuvolati e al faro.

    L'anima mia che una sua pena ha vinta,
    con occhi nuovi nell'antica sera
    guarda una pilota con la moglie incinta;

    e un bastimento, di che il vecchio legno
    luccica al sole, e con la ciminiera
    lunga quanto i due alberi, è un disegno

    fanciullesco, che ho fatto or son vent'anni.
    E chi mi avrebbe detto la mia vita
    così bella, con tanti dolci affanni,

    e tanta beatitudine romita!.