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in archivio dal 24 mag 2007

Valerio Soriani

19 novembre 1981, Pisa - Italia
Segni particolari: Cicatrice sulla guancia destra
Mi descrivo così: "..Rimarranno i ricordi. Rimarrà la forza che sei riuscito a tirare fuori da situazioni che sembravano inafferrabili. Rimangono gli amici. Quelli veri. Rimane una vita intera. Vivila.."
Mi trovi anche su:

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  • 09 novembre 2012 alle ore 1:28
    Meriggio a Piombino

    Nubi alle Capanne
    Leggere e posate
    Soffici le ondate 
    Sulla vita in panne

    Sguardo volge fiero
    E la vista segue il pensiero
    Sotto un strano solleone
    Guardando l'île di Napoleone

    Compagnia antica rimane
    Tra sorelle vicine e lontane
    Come una trama dal segno fitto
    Eccola, insperata, quella de' relitto.

    Guardiana a chiusura 
    Di un tesoro di cui ti nutri
    Vicino alle sue mura
    La fedele Giannutri. 

    Volgi il capo col sorriso
    Il sole ti scalda ormai il viso
    Cerboli e Palmarola t'han visto
    Selvaggia e potente, Montecristo. 

    Esplode di contorni e bellezza
    Come dentro ad una polveriera
    Addolcita da una tiepida brezza
    Sei tu, Elba, la vera miniera.

    È una mano che cinge la vita
    Frastagliata e nerboruta
    Chiude il mare come una matita
    Corsica, mai posseduta

    Sincero scoglio livornese
    Passaggio di rotta francese
    Unica senza un vera playa,
    Aspra, decisa e netta, Capraia. 

    Il nord si fa evidente
    In un vociare di gabbiani
    Nella vista sei l'unica assente
    Testimone dei tempi pisani.

    Da Salivoli all'Argentario,
    Protetto come un fortino,
    Un regalo, una foto nel diario
    Magia di un meriggio a Piombino.

     
  • 26 settembre 2011 alle ore 19:44
    Silenzio

    Smetti, ti prego.
    Terribile è il suono
    Urla il tuo ego
    Troppo è il frastuono
    Rimbomba nelle pareti
    Sorride sul divano
    Mi svela i segreti
    Di un futuro lontano.
    Assordante nella stanza
    Il silenzio della tua mancanza.

     
  • 26 settembre 2011 alle ore 18:57
    25 Settembre

    Ci volevi tu.
    Strano e nodoso
    il vento di ieri
    nei freddi inverni
    steppa dell’anima.
    Avvinghiato
    Ad una facciata
    Rigata adesso.
    Non un terremoto
    Ma un fiore caduto
    Distrugge l’anima.

     
  • 02 marzo 2010
    Nonostante

    Negli occhi il calore
    Vibrar l’anima l’odore

     

    Nonostante tutto

     

    Avanti per mano
    Parlando invano

     

    Nonostante tutto

     

    Primavera inesplosa
    Attende però gelosa

     

    Nonostante tutto

     

    Rabbia di passione
    Amore d’evasione

     

    Nonostante tutto

     

    Convinzione di ghiaccio
    Scioglie un abbraccio

     

    Nonostante tutto

     

    Mondo rovesciato
    Forse è innato

     

    Nonostante tutto

     

    Può essere così forte
    Fino alla sua morte

     

    Nonostante tutto

     

    Non si ferma ma trascina
    Dove niente s’avvicina.

     
  • 20 luglio 2009
    Da zero

    Nessuno mai
    Censurerà l’anima.
    Sentire, provare,
    vedere quello
    che gli altri non scorgono.
    Ridere del cielo
    E piangere del mare
    Abbracciare un libro
    E consolare un amico
    Soffrire per te
    E dimenticare chi siamo
    Mentre corriamo nel verde
    Dei nostri sogni.
    Cercarti dentro e non trovarti
    Scappare e tornare
    Vivere di nuovo.
    Da zero.

     

    Nessuno mai
    Mi farà morire fino in fondo.

     
  • 23 marzo 2009
    Antico sapore dolente

    Antico sapore dolente
    Enigma irrisolto
    Privo di un volto
    Tormento immanente

     

    Stella tra i diamanti
    Astro nella luce
    Ciò che conduce
    Sempre più avanti

     

    Con follia estrema
    Mantide dorata
    Perdizione alata
    Sublime anatema

     

    Eppur avvinghia e lega
    Come edera sui muri
    E il dolor s’annega
    Negli odori più puri

     

    Così Alba e Tramonto
    Legati dalla distanza
    Né fanno alcun conto
    A lor amor ch’è danza

     

    Darebbero la lor natura
    Per cambiare quell’altrui
    Ma fan ben più cura
    A non lasciar giorni bui

     

    Sfogliar un libro dalla forza dirompente
    Sapendo di ignorar la lingua corrente
    Riponendolo così con anima nolente
    Lasciando per sempre una ferita silente

     

    Antico sapore dolente

     
  • 23 marzo 2009
    Bacio

    Dolce è lo svanir di contorni
    E denso istante d’abbandono
    Non più distingui alcun suono
    E già ancor sulle sue labbra torni

     

    Voglioso e inebriato allor t’affanni
    Di sfamare il cuor tuo in subbuglio
    Dal calor avvolto com’ in pien luglio
    Con la speranza che non s’inganni

     

    D’ardor e passione s’accende
    La bocca tua risponde ai sensi
    Trascinato ormai né più pensi
    All’altrui che pur non s’offende

     

    In un vortice di voluttà silente
    Trascinato con sifforte piacere
    Com’incantato non paion vere
    Le parole che s’affaccian alla mente

     

    Flebili e leggere, talvolta gridate
    Altalena tra dolcezze e pulsioni
    Mentre tutto quello che sprigioni
    Con un sol gesto le rende innate

     

    Sinfonia d’anime dipinte al muro
    Intrigo di pensieri e sensazioni
    Al di là di tutte le convinzioni
    Basta un bacio per aprir il futuro.

     
  • 27 gennaio 2009
    Noel

    Sorrisi disegnati
    Riflessi sulle vetrine
    Stonano nella sinfonia
    Delle mie lacrime gelate.
    Luci sfavillanti
    tra i colori dell’enfasi,
    spunti di bontà d’occasione
    rinnovata.
    Senza vento
    Anche la bandiera più bella
    Resta nascosta.
    Natale lontano,
    canzone delicata da sospirare,
    melodia di candori puri.
    Dove sei?
    Cieco ti cerco
    Tra il tintinnìo dei tuoi addobbi,
    albero spoglio troppo esile
    per festeggiarti.
    Allora sorrido anch’io,
    abbandonandomi
    al tuo splendore di facciata.

     
  • 22 settembre 2008
    Puzzle

    Voci incontrollabili
    in ogni angolo.
    Supponi sia la noia
    e l’abitudine.

    Casi, circostanze,
    evidenze.
    Sincronismi perfetti
    congelati nel calore
    del limbo che non si vede.
    Calamite sorte
    nel medesimo terreno,
    specchi riflessi che
    abbagliano.
    Coincidenze sublimi e
    fragili.
    Sintomi di eternità rapite.

    Un sussulto.

    Simbiosi di un puzzle
    troppo grande,
    incerto,
    indefinibile.
    Rintocchi asincroni
    di un tempo che sfugge.
    Bellezza di comporre
    un quadro magico
    ma indecifrabile.
    Tutto è a terra,
    ognuno riprende i suoi
    ad un passo dalla perfezione.
    Illusoria.

    Incastrati nei nostri incastri.
    Unici, cristallini,
    ma mai insieme.

    Inafferrabile realtà.

     
  • 08 luglio 2008
    Profumo d'argento

    Argentea anima regale,
    coriacea e scintillante
    al suo polso scende e sale
    dolce gesto disarmante

     

    Delicato ricalca le forme
    Da lei disegnate, poi
    Assorbe mentre dorme
    I colori dei sogni suoi.

     

    Grigio vivo risaltante
    Con forza provocante
    Lega, sedato e già commosso
    Le perle di corallo rosso

     

    Immagine incarna sublime
    Convivenza di contrast
    Dura resistenza da alte cime
    E profondo oceano di astri

     

    Monile breccia del suo cuore
    Ruba sorrisi e regala ricordi
    Giunto a lei da lontano tepore
    Emblema del luogo dei primordi.

     

    Splendida isola così lontana
    Fermento di sensazioni potenti
    Fulcro della mia vita elbana
    Mi ha condotto su soffici venti

     

    Sui suoi capelli un raggio cala
    Riflettendosi su quel regalo intriso
    Nel silenzio della notte regala
    Il più intenso ed importante sorriso.

     
  • 01 luglio 2008
    Sopra un'ala

    Leggero planare
    su un mare incendiato
    soffice mantello
    di immota realtà
    Lontano migra
    con il suo volo
    incensurabile
    Il pensiero.

     
  • 01 luglio 2008
    Dirompe

    Giallo di girasole
    splendi fervido
    in un aria cristallina
    che conosci bene.
    Pizzicori di lascivia
    all'orizzonte,
    rosso intensamente
    sfuggente.
    Nuvole leggere
    si lasciano perdere
    nel cielo irreale
    del tramonto.
    La tua voce incanta
    sola e malinconica
    dirompe nel
    misticismo del momento.
    Ed è connubio perfetto.

     
  • 18 giugno 2008
    Lucciola nel buio

    Sterminate distese vuote
    lontane e faticose
    per essere vissute
    Lucciola nella notte
    esile, flebile, delicata
    Rischiara dentro
    senza dare respiro
    ma luce trascinata
    di forza
    dove non vuole,
    onnisciente,
    accende il buio.

     
  • 18 giugno 2008
    Vorrei

    Vorrei poter sussurrare alle foglie che non cadono per niente
    Vorrei parlare tutte le lingue del mondo
    Vorrei placare la rabbia degli oceani
    Vorrei illuminare l'oscurità
    Vorrei cullare te
    Vorrei essere
    quello che
    non sono

     
  • 23 aprile 2008
    Assale

    Soffoca il cielo
    staccato dai tetti
    quanto basta per non crollare
    Distante il telo
    umido dei nostri letti
    livida aurora crepuscolare.

     
  • 18 aprile 2008
    Mani

    Una poesia mi chiedesti
    in una notte nostra
    tra sogni ancestri
    vicino ad una giostra

     

    Parole scandiscono i sensi
    quello che non passa
    ma che fortemente pensi
    urliamo, a voce bassa

     

    Fuoco mai acceso arde
    troppo in fretta dilaga
    ignorando ore tarde
    folle incantesimo da maga

     

    Arcobaleno umido impalbabile
    di colori ruvidi attende
    come un dolce vino amabile
    sulle tue labbra scende

     

    Negare è silenzio
    vivere di semplici intuizioni
    come ubriachi di assenzio
    travolti da uniche emozioni

     

    Sensazioni oltremodo unite
    volontà deboli e decise
    azioni travolgenti carpite
    speranze ancora non uccise

     

    Al vento tenui orizzonti
    profumi di orienti lontani
    al calare di infiniti tramonti
    noi, soli, intrecciando le mani.

     
  • 12 aprile 2008
    Quando finisce il mercato

    Lenta soffia la malinconia
    spazza la strada e pulisce gli sguardi.
    Quanta magia appagava poc'anzi
    le mani e le menti
    ricerca semplice e infinita
    volontà di soddisfare
    Felicità effimera e sincera
    sorda e assordante voce interna.
    Silenzio ora, parla l'aria pesante
    e soffice come un caldo mantello
    copre le spalle di chi ripone
    gli oggetti e sè.
    Sera tranquilla e irreale,
    al tramonto sorride
    il mercante.
    Vendere e non cedere
    a quella voglia di perdersi
    così
    nel sublime vortice
    di immaterialità.
    Illusionista dei beni
    cacciatore di passioni
    altrui,
    dispensatore di panacee,
    cannibale di emozioni.
    Il mercante torna a casa
    scevro di parte di sé
    e ricco di attenzioni rubate.
    L'ombra scende nel pallore dei visi,
    inverno sofferente di fronte
    all'imminente fine:
    il mercato è finito,
    si chiudono le bancarelle.
    La magia si è spostata nelle case
    di chi
    ha trovato cosa non voleva.
    Ma non lo sa ancora.
    E lesto tolgo lo sguardo
    dal vuoto della strada
    per non farmi travolgere
    da cosa in realtà cerco invano.

     
  • 05 novembre 2007
    Cuore Aperto

    Amore ti prego ascoltami
    Ho paura
    Soffro
    Ho bisogno di parlarti
    Per capire che non sono solo
    Davanti alle mie paure
    Conducimi con te
    Dove il terrore non c’è
    Dove il tepore è nell’aria
    Dove il cuore batte
    Dolcemente
    e così tornerò forte
    come tu mi vuoi
    prima consolami
    capiscimi e rinfrancami
    la mia mente è confusa
    la mia anima è stanca
    dovunque guardo vedo buio
    ma sai quanto voglia la luce
    temprami
    ma teneramente
    con le mani di chi sa
    che la sofferenza brucia
    Amami come ameresti
    Colui che ti rifugge
    Perché più debole di te
    E del tuo amore.
    Perdona la mia fragilità
    Ma accettami
    Come un viandante alla tua porta
    Credimi
    E credi al mio amore
    Che ha bisogno del tuo
    Ora più che mai
    Nascondimi
    Dagli occhi che sanno
    Solo dare giudizi
    E guardami con gli
    Occhi di chi si innamora
    Per sempre
    Attendi, con fiducia e
    Combatti con me
    Tutte le mie paure
    Io sarò più forte di te
    Quando tu chiederai il mio aiuto
    Cercami anche se sono assente
    E non ti stancare di esserci
    Il mio fianco ti starà appresso
    Per me e per te
    Scoprimi
    E meravigliati
    Di scoprirmi nuovamente
    Con la delicatezza di
    Colui che non vuol avere
    Troppa fretta
    Se lo vuoi sarò tuo
    Incondizionatamente
    E tu ti prego
    Prendimi
    Ho bisogno di te.

     
  • 05 novembre 2007
    Sentimenti persi

    Due anni. Forse di più.
    Un salto nel passato,
    parole dimenticate,
    ferite curate con sofferenza,
    sentimenti persi
    e mai più ricercati.
    Ricordi che riappaiono
    Foto,colori e sfumature
    Mai più viste
    Tutto è diverso
    Ma
    Tutto dentro
    È rimasto.
    Sentimenti persi.

     
  • 05 novembre 2007
    Mezz'ora

    Mezz’ora con una scusa.
    Mezz’ora di sguardi, imbarazzi, sorrisi.
    Mezz’ora di una bellezza disarmante e di una intensità indescrivibile.
    Mezz’ora fatta di istanti impalpabili, di frasi non dette, di gesti non compiuti, di sospiri e lamenti interiori.
    Mezz’ora di pensieri confusi, di rimpianti e di rimorsi, di buoni propositi e di convinzioni.
    Mezz’ora di caos, di paura, di terrore, di voglia, di coraggio.
    Mezz’ora senza tempo.
    Mezz’ora di eternità.
    Mezz’ora.
    La mezz’ora più bella della mia vita.
    L’ultima mezz’ora con te.

     
  • 05 novembre 2007
    Sul tuo viso

    Lenta nel suo cammino racconta.
    Appare come rugiada sulle foglie la mattina.
    Ma non teme di sparire.
    Racconta di giorni che furono e disegna un domani.
    Nasce per essere ricordata.
    Scende lenta così da permettere
    Mille pensieri e mille ricordi.
    Compie un tragitto breve ma intenso
    Non si nasconde perché è la verità
    Di un animo che vive.
    Ero in essa, per tutta la sua breve esistenza
    Perché in essa ho vissuto.
    L’ho scorta e l’ho seguita,
    non più con lo sguardo ma con
    la mente e con il cuore.
    Fugace ultimo atto di un poema
    Idilliaco che non può essere dimenticato.
    Se ne va, lasciando il suo sapore salato
    Riempiendo un vuoto che ha lacerato
    Un amore incantato.
    Ti ringrazio, piccola goccia in un mare agitato
    Perché in una tiepida domenica
    Hai capito che un semplice gesto innato
    Racchiude il vero senso della vita.

     
  • 05 novembre 2007
    8 Marzo

    Una mimosa per te
    Festeggia il giorno in tuo onore
    Una mimosa per te
    Che ho raccolto con sudore
    Una mimosa per te
    Giallo tenue è il suo colore
    Una mimosa per te
    Che hai seccato il mio ardore
    Una mimosa per te
    Che sei diventata il mio terrore
    Una mimosa per te
    Ho placato il mio furore
    Una mimosa per te
    Nella notte cerco un bagliore
    Una mimosa per te
    Nel silenzio cerco un clamore
    Una mimosa per te
    Non ho più un umore
    Una mimosa per te
    Guardo la vita con squallore
    Una mimosa per te
    Fulgido era il tuo candore
    Una mimosa per te
    Adesso c’è solo il mio pallore
    Una mimosa per te
    Adesso c’è solo dolore 
    Una mimosa per te
    ... soffrire ancora per quante ore?

     
  • 02 luglio 2007
    Asseti

    Il suono dei passi
    che si allontanano
    tra le pareti dell'io
    Oblìo di gemme dorate,
    asseti.
    Confondo me nello sciame
    di brulicanti sorrisi
    regalati e condivisi
    ma lasciati in pasto
    a sussulti di passato.
    Piccola sorgente decisa
    e delicata
    privata
    della sua fonte,
    debilitata.
    Muore il giorno
    che segue domani.

     
  • 23 giugno 2007
    Straniero in patria

    Cullato nel soave limbo
    dell'affetto incondizionato
    e svegliato dal freddo
    opportunismo non calcolato.
    Rabbia diversa
    coinvolgimento minimo
    ma enorme conferma
    a tutti i tuoi dubbi.
    Straniero in patria
    scappo da me stesso
    per non essere come
    volete.

     
  • 23 giugno 2007
    Apatia

    Bicchiere mezzo vuoto
    sintomo di nostalgia
    voglia di indefinito
    trascorso nei tuoi pensieri
    Senza impeto tranquillo
    nè calma sonora.
    Niente ti placa, tutto vuoi
    ma non vedi cosa.
    Mente annebbiata da
    un afoso e irrespirabile
    sentimento incontrollato.
    Non sei sazio, non sei
    in fondo
    felice.
    Ma solo sorridi
    piangendo.

     
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  • 06 giugno 2007
    Tramonto

    Come comincia: Ero appena arrivato, trafelato. Sapevo dentro di me che lì sarei potuto stare in pace, almeno per qualche minuto. Mi tolsi le scarpe e le appoggiai sopra un ammasso confuso di legni. Il sole tiepido stava scendendo e, d'un tratto, salì il rumore del mare. Era un suono che veniva da lontano, che parlava di immensità incomprensibili e di angoli nascosti chissà dove. Erano ricordi di millenni, di forze e debolezze umane, di desideri e speranze. Il rumore era incessante e vigoroso; anche senza uditori, esso continuava imperturbabile riversandosi sulla terra ferma assieme a tutto quello che doveva far sentire. "Ci vuole coraggio per ascoltarlo" pensai tra me. L’aria era strana, commovente e delicata, così mi prese e mi trascinò in un alone di abbandono; fui inebriato e l’orizzonte all’improvviso mi apparve più vicino. La luce, sebbene perdesse vigore, assunse una dimensione nuova, colorava in modo diverso il mondo che gli stava di fronte, ne esaltava particolari prima ignoti e ne attenuava altri. Il rosso intorno al disco in fiamme sulla linea dell’orizzonte sembrava voler raggiungere il cielo sopra la mia testa, ma non serviva che lo facesse per disegnare un quadro meraviglioso quanto sfuggente. L’azzurro del mare si trasformò e rese omaggio alla maestosità di quell'evento, colorando ogni singola onda della sua distesa infinita di un celeste irreale, purissimo e inimitabile. Al suo interno lasciò spazio solo al grande riflesso di luce che, per quanto tentasse di ingigantire il riverbero, inevitabilmente si assottigliò insieme ad esso. Le montagne in lontananza, imponenti nella loro mole, stavolta addolcirono le proprie forme per lasciare che il quotidiano addio della luce e del calore avvenisse nel tripudio che meritava. Un brivido mi pervase mentre mi resi conto che il disco già non era più distinguibile, le nuvole si allungarono per timore di non resistere senza, il cielo porpora sembrò voler trattenere ancora il giorno, ma il mare, profondo conoscitore dei segreti umani, sapeva di dover far morire tutto quel calore dentro di sé, affinché l’indomani esso potesse di nuovo nascere e stupire. La sabbia sotto i miei piedi, nel frattempo, aveva ceduto e tra le dita il mare non aveva smesso il suo dovere. Rialzai la testa e c’era solo il ricordo di quello che avevo visto ma che non riuscii ad assaporare fino in fondo. Il buio corse a rintuzzare gli ultimi spazi ancora concessi a quella luce tremula e delicata che mi aveva inebriato. L’aria allora mi colpì al volto con un colpo di vento inaspettato e il freddo mi percosse con un brivido ben diverso da quello precedente. Respirai forte. Il rumore del mare continuava. Fu allora che, inaspettatamente, sentii la sua voce. Mi voltai di scatto e non vidi nessuno. Cercai di scorgere qualche figura in lontananza ma l'oscurità scendeva velocemente e gli occhi mi ingannavano di continuo. Niente. Non c'era nessuno. Capii subito che ero tornato al mondo reale. Il suo ricordo era tornato prepotente ad infastidirmi. Solo per pochi attimi, di fronte ad una meravigliosa quotidianità, mi ero dimenticato di essere nuovamente solo.