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in archivio dal 06 nov 2009

Valter Giraudo

24 dicembre 1962, Torino
Segni particolari: Eclettico.
Mi descrivo così: Collaboro come giornalista indipendente con diversi periodici. Per passione, scrivo racconti e libri thriller e noir.
Mi trovi anche su:

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  • 20 settembre 2010
    Per Laura (Amore eterno)

    Disegnerò i tuoi occhi con inchiostro indelebile
    per non dimenticarli mai.

    Farò in modo che ogni gioco di luce

    mi ricordi

    il tuo sguardo su di me.

    Nello stesso modo disegnerò la tua bocca,

    perché ogni fiore che sboccia

    mi ricordi il tuo sorriso.

    Continuerò con le tue mani,

    affinché, ogni cosa che sfioro,

    mi ricordi le tue carezze.

    Non tralascerò le parole,

    che scriverò con inchiostro rosso,

    perché mi ricordino

    i tuoi sogni.

    Infine disegnerò

    il tuo cuore nel mio,

    perché mi ricordino insieme

    che l’amore, quello vero,

    quello che ci unisce,

    non muore MAI.

     
  • 20 settembre 2010
    Ai miei figli

    Diventare papà
    è stata la più grande delle vittorie.

    Svolgere al meglio questo compito

    ora è la mia sfida.

    Quando poi le vittorie nel tempo

    sono diventate addirittura due…

    la sfida è diventata

    una… meravigliosa sfida.

    Il pianto, la gioia, le urla

    tutto…

    tutto merita la mia attenzione.

    Il loro respiro.

    I loro sospiri ed i loro pensieri.

    Le loro preoccupazioni e…

    Le loro gioie.

    Le parole dette e quelle non dette.

    Le marachelle scoperte ed i guai nascosti.

    Nulla cambierei di tutto questo.

    Nemmeno la sofferenza che mi attorciglia le viscere

    ogni qualvolta sono lontani da me.

    Li adoro… Li amo…

    Sono la mia vita e la mia morte.

    Sono me…

    Ma sono soprattutto loro stessi

    Li adoro per come sono,

    così come sono.

    Adoro le mie due vittorie.

    I miei due grandi amori…

    Giorgia e Nicolò, i miei figli.

     
  • 20 settembre 2010
    Momenti

    Ci sono momenti della nostra vita
    in cui ci troviamo in un labirinto:

    camminiamo, camminiamo

    ma non troviamo altro che muri

    ed ancora muri davanti a noi.

    Ci sembra di stare là dentro da così tanto tempo

    ci sentiamo disperati,

    senza via di uscita.

    Ma ad un tratto vediamo una luce:

    è l’uscita

    ci voltiamo indietro

    e non ci ricordiamo più che eravamo dentro quel labirinto.

    E’ vero... dopo la tempesta la quiete.

    C’è sempre un arcobaleno per ciascuno di noi,

    prima o poi...

     
  • 17 settembre 2010
    La vita è un sogno

    Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
    nella prossima cercherei di godere di ogni istante,
    non cercherei di essere tanto perfetto,
    sarei meno serio di quanto sono stato.
    Correrei più rischi,
    farei più viaggi,
    guarderei più tramonti,
    salirei più montagne,
    nuoterei più fiumi,
    andrei in posti dove mai sono andato,
    avrei più problemi reali e meno immaginari.
    Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
    e precisamente ogni minuto della sua vita;
    certo che ho avuto qualche momento di gioia
    ma se potessi tornare indietro cercherei di avere
    solo tanti buoni momenti.
    Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
    solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
    La vita è come un sogno,
    va goduta e vissuta intensamente
    perché finisce in un lampo.


    Dedicata a Donato "Denis" Bergamini

     
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  • 06 novembre 2009
    La settima vittima

    Come comincia: La prima vittima, un’anziana donna, la prese con l’inganno.
    - Vuole per caso un aiuto per portare la spesa? - le chiese gentilmente. Lei accettò, stupita e ammaliata da tanta gentilezza. Arrivati a casa di lei, la violentò ripetutamente nel buio, poi la uccise e le mangiò il cuore.
    Per seconda, una bellissima ragazza dai capelli rossi, scelta a caso sulla banchina della metropolitana, tra la folla. Una semplice spintarella sui binari e via, carne rosa divenuta poltiglia.
    La terza, ancora un gioco da bambini: bionda autostoppista, in cerca di avventura. E avventura trovò… Fu vivisezionata e torturata. Oramai è solo più cibo per cani.
    Venne la quarta, verdi occhioni adolescenti che soffrivano di solitudine e cercavano conforto. La conobbe tramite una chat-line. La invitò a casa e, dopo averla posseduta più e più volte, l’uccise a morsi, strappandole i sogni con i denti.
    Poi quinta e sesta vittima, alunna e maestra elementare, insieme. Fu sesso rubato, violento, sadico, seguito da un tuffo in fondo al fiume.
    Per ogni morte, fremendo di piacere, ascoltava il suono della vita evaporare. Godeva di quei momenti unici, irripetibili. Lo facevano sentire potente, invincibile, padrone della vita.
    Infine giunse lei, bella, misteriosa, provocante; la incontrò di notte, in discoteca. Ne fu subito ammaliato e la volle come amante.
    Ma quando, dopo l’amplesso, lui alzò la lama per colpirla, fu un istante troppo lento: i canini assetati di lei si conficcarono nel suo collo e lo consumarono nel vento.