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in archivio dal 25 ago 2008

Vanessa Moceo

24 maggio 1983, Palermo
Segni particolari: Troppi tatuaggi
Mi descrivo così: Sono un biancospino fiorito in un campo di gramigna

elementi per pagina
  • 25 agosto 2008
    Ciprì

    Bevendo la vita tutta d'un sorso
    sbagliando qua e là per cercar d'imparare
    cane randagio che mai aveva morso
    un giorno Ciprì si gettò nel mare.
    Cuore smarrito ha perduto la strada
    convinto che amare sia vivere in pace
    nessuno sa più dove lui ora vada
    giù negli abissi la sua bocca tace.
    Agli angeli volgo la mia preghiera
    apritegli un varco per farlo passare
    sopra il suo viso è calata la sera
    fate che a Dio si possa spiegare.
    Fate che il cielo sia la sua tomba
    e il suo fiato spezzato fate che sia
    la dolce musica della vostra tromba
    che intona solenne l'Ave Maria.

     
  • 25 agosto 2008
    Addio agli amanti

    Ad una panchina sedeva
    aspettando che venisse l'ora
    e tra la folla cercava
    colei che nei suoi occhi
    aveva preso dimora.
    Ad un tratto la vide,
    la vide arrivare...
    e gli parve un canto
    il più bello da udire
    e gli parve un racconto
    il più dolce da avere
    per poterlo narrare.
    E gli parve il sonno,
    quello più pesante,
    il più duraturo,
    quello che fa sognare.
    E lei si sedette
    con le gambe strette
    e si mise a scrutare
    oltre il cielo...
    oltre il mare.
    Restaron così
    come resta chi tace,
    come resta chi muore,
    come chi non vuol pace,
    come chi cerca amore.
    Poi lui prese a parlare
    e mi pare sentire
    quel lamento che spezza
    quella voce che rompe
    ciò che tiene una corda
    e non si può più attaccare.
    Mia cara io devo, ti devo lasciare
    è passato del tempo
    non ti posso tenere
    non ti posso più avere.
    Mi hai sconvolto la mente
    son diventato...
    l'altra metà del niente.
    Mio caro, se tu sei diventato
    l'altra metà del niente
    lasciami dire che io ho
    il niente nel cuore,
    perché fra tutto
    perché fra tanto
    se tu sei il nulla
    io mi accontento.
    E lui prese a soffrire
    a soffrire di rabbia
    perché davanti
    aveva un'aquila
    sfuggita alla gabbia.
    Allora le disse:
    - guarda il sole al vespro
    e prova a capire
    dove di notte
    lui va a dormire.
    Dove di notte
    lui vi riposa
    perch'io in quel luogo
    pianterò una rosa
    e sarà rossa
    come la tua bocca,
    e sarà mossa
    da questo stesso vento
    che ci tocca.
    E se al mattino
    ci vedrai la rugiada
    sappi che è una lacrima
    dal freddo gelata.
    Ed ora va...
    compagna di oggi
    certezza di ieri
    nostalgia di domani.
    Da stanotte in avanti
    il mio letto sarà
    uno spoglio giaciglio
    su cui non voglio dormire
    ma solo morire.
    Morire al pensiero
    di quando ti avevo.
    Morire sapendo
    che non ti apprezzavo.
    E se sesso sei stata
    e amor diventata...
    sappi che quando
    poggiavo la testa sul tuo seno
    non c'era bisogno
    che piovesse e tornasse il sereno
    per potere distinguere l'arcobaleno.

     
  • 25 agosto 2008
    Poeta&Pittore

    Ah! Se solo tu m'avessi amata...
    io sarei stata mare chiaro
    dentro una fontana
    di granito scolpita.
    Ah! Se solo tu m'avessi toccata
    io sarei caduta a terra
    rotta...
    come un vaso di terracotta.
    Perché tu sei un pittore
    che ha smarrito il pennello
    e ha disperso il colore.
    Mentre io son poeta
    che ha conservato la penna
    tra le sue dita.
    Perché tu vuoi la tinta
    mentr'io la sfumatura.
    Perché la tua rosa si è stinta
    mentre la mia ancor perdura.
    Perché tu ami il giorno
    perché ami il sole.
    Mentre io amo la notte
    per me intrisa di parole....