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Autore

Vicente Blasco Ibanez

in archivio dal 13 feb 2012

29 gennaio 1867, Valencia - Spagna

28 gennaio 1928, Menton - Francia

segni particolari:
Appassionato di Miguel de Cervantes e della letteratura spagnola, conferivo ai miei testi agile ritmo e musicale forza drammatica attraverso l’uso abbondante di aggettivi.

mi descrivo così:
Sono stato uno scrittore, sceneggiatore e regista spagnolo, molto conosciuto anche fuori dal mio paese, autore di romanzi e novelle.

13 febbraio 2012 alle ore 12:42

I quattro cavalieri dell'Apocalisse

di Vicente Blasco Ibanez

editore: Newton Compton

pagine: 256

prezzo:

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Questo è uno di quei libri che uno tiene per anni nella propria biblioteca senza sapere esattamente cosa aspettarsi, e che al momento giusto sono loro a chiamarti. "I quattro cavalieri dell'Apocalisse", prima di essere un famoso film riproposto in più versioni nel corso degli anni, è soprattuto un romanzo scritto all'inizio del primo conflitto mondiale, ai tempi della battaglia del Marna, che contrappone la visione parigina alla visione tedesca. Come scrive l'autore nella prefazione, non è vero che "la Germania non volle la guerra e che i Tedeschi non avevano desiderato entrarvi quanto prima": Lui stesso ha assistito a un brindisi auspicante questo intervento, e scrivere questo romanzo, che di primo acchitto sembra interventista, contiene la segreta speranza che anche la sua Spagna entri in guerra come alleata dei francesi, perchè per lui difendere i francesi significa difendere gli ideali del 1789.
Questo è un romanzo storico scritto mentre la Storia accade: trincee, abbruttimenti ed ideologie politiche sono descritte a sangue caldo, con l'emozione di chi le ha appena viste e le sta ancora metabolizzando. La bufera del Primo Conflitto travolge e trasforma abitudini, serenità, legami famigliari e amori, e anche se accompagnata da un miope senso di invincibilità dimostra spesso l'assurdità di una guerra di cui si aspetta la fine "per capire chi sono i colpevoli", e di cui rimarrà solo una scia indelebile di dolore che accomunerà tutti, di entrambi i Paesi. Se si superano alcuni momenti di stanca (è pur sempre un romanzo scritto all'inizio del Novecento, anche se la lettura è abbastanza fluida), da questo libro si esce imparando più di una lezione.

"Il fuoco si era esteso a tutta la linea. I soldati sparavano tranquilli, come se compissero un'azione ordinaria. Era una battaglia che scoppiava tutti i giorni, senza sapere esattamente chi l'aveva iniziata, come una conseguenza dell'attrazione di due masse armate a breve distanza, fronte a fronte" (Blasco Ibáñez)

recensione di Cristina Mosca

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