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Autore

Victor Hugo

in archivio dal 18 dic 2001

26 febbraio 1802, Besancon - Francia

22 maggio 1885, Parigi - Francia

segni particolari:
Voce della sofferenza umana, coscienza dell'ingiustizia sociale.

mi descrivo così:
Un artista deve essere sempre a disposizione della società in cui vive, magari schierandosi dalla parte dei più deboli.

19 febbraio 2013 alle ore 7:51

I miserabili

di Victor Hugo

editore: Newton Compton

pagine: 942

prezzo: 12,67 €

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Jean Valjaen, il protagonista, è un poveraccio che, rimasto disoccupato, non sa come sfamare i sette nipotini orfani del padre. Ridotto alla disperazione, una sera ruba un pane in una vetrina di fornaio. Viene preso e condannato a cinque anni di galera. Dopo qualche tempo Jean tenta la fuga, ma viene ripreso e la condanna inasprita. Seguono altre evasioni ed altre condanne. Quel disgraziato, per aver rubato un pane, deve rimanere in carcere per ben diciannove anni, dal 1796 al 1815. Finalmente viene dimesso, ma porta con sè quel marchio di vergogna ed è difficile che possa inserirsi di nuvo nella società. Quando attraversa un paese deve presentarsi in Municipio e far timbrare il foglio giallo di ex forzato. Per sopravvivere è costretto a fare dei furtarelli, consapevole che se sarà scoperto pagherà con il carcere a vita, come recidivo. Una sera egli capita a Digne, e cerca ospitalità negli alberghi del luogo, ma inutilmente. Bussa infine, alla casa del vescovo e viene accolto con gentilezza, ma durante la notte egli ruba le posate di argento e fugge. Quando viene riacciuffato dagli sbirri, il vescovo depone a suo favore dichiarando che lui steso gli ha regalato quell'argento e anche due candele perchè possa rifarsi una vita. Questa genersità colpisce lo sciagurato uomo ed è davvero l'inizio della sua redenzione. Infatti, dopo aver cambiato nome, lavorando accanitamente mette insieme una piccola fortuna e si prodiga sempre per aiutare i più poveri e derelitti, come la piccola Cosetta, la cui madre è morta di stenti. Nel 1832 Jean Valjean partecipa ai moti rivoluzionari rischiando la sua vita e salvando quella di Marius (un giovane che sposerà Cosetta) e quella di Javert (lo sbirro che tanto si è accanito contro di lui). Quando Jean muore è assistito da coloro a cui ha fatto del bene e ai suoi piedi i ceri ardono nei candelieri del vescovo.

recensione di Gino Centofante

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