username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Vincenzo Morgioni

in archivio dal 24 ott 2006

12 luglio 1988, Taranto

segni particolari:
Alto, bello, maledetto dalla più antica delle maledizioni: l'Amore

mi descrivo così:
Foscolo dell'era moderna, malinconico, bello e dannato. Amo cantare dell'uomo e delle sue passioni che lo spingono ad essere se stesso fuggendo dalla grigia normalità

06 novembre 2006

Freddo

Intro: Fa freddo, quando la vita sembra non avere più un senso, quando le parole che ascolti non sembrano vere, perché sono crude, aride, indesiderate. Quando credevi che sarebbe stato per sempre, e invece…

Il racconto

Freddo.

L’unica parola che mi viene in mente ripensando a quella sera.

Nell’aria il sapore di terre lontane e nel cuore il freddo di un inverno che stentava a morire.

Ho vaghi ricordi di quella sera, frammenti più che altro , che si spargono come i pezzi di un vetro infranto  da uno sparo che rende fredda quella che poteva essere una calda ed accogliente casa.

Un altro fallimento per me, un’altra parte del mio cuore che smette di splendere e si ingrigisce tra i fumi che si respirano in questa città; Fumi che sembrano inquinare l’animo di chi li respira. Siamo tutti sotto lo stesso tetto e probabilmente moriremo tutti sotto questo.

Rifletti vecchio c’è qualcosa che non torna,  un dettaglio , un qualcosa che nella fugacità del momento sarà sfuggito a te, che mentre ti godevi la scena con la stessa freddezza con la quale un assassino punta il suo mirino, sorseggiavi l’ultimo dei ritrovati tra i super-alcolici pregando qualche dio nascosto che quello schifo che con tanta fierezza bevi possa cancellarti dalla mente quanto stai vedendo.

Diceva di essere tua.

Diceva per me esisti solo tu, per me sei il principe, e io sono la principessa, insomma:un gioco che tutti prima di pregustarsi una calda notte d’affetto avranno fatto almeno una volta nella loro vita.

Stai vagheggiando vecchio, concentrati…

È bello pensare quanto sia difficile e complesso creare qualcosa e quanto invece sia ancora più facile distruggerla.

La guardi. Non riesci proprio a convincertene eh?

Eppure tu…si tu patetico fallito…lo hai sempre saputo che sarebbe finita così.

Eppure perché? Cosa speravi di ottenere?Hai sperato davvero che per una volta l’amore potesse trionfare?

Hai sperato davvero questo?

No,no, ora capisco…

Hai sempre saputo di essere un perdente ma per una volta hai voluto dimostrare che non era così.

Che anche tu potevi averla vinta una volta tanto, che anche tu potevi avere qualche soddisfazione.

Che anche tu potevi essere rosso…e non grigio.

La musica tuonava in una tempesta di fumo e alcool..

E lui caro vecchio amico ti si avvicina con fare di chi si pente di averti investito il gatto.

Scusami ti dice.

Io ci tengo alla tua amicizia.

Lo guardi negli occhi. Non abbassare lo sguardo ,vecchio. Non ora.

Lui continua a parlarti a dirti frasi e parole che tu riesci a cogliere minimamente. Ricordi, sei naufrago di una tempesta.

Finisce di parlare.

Stringi i pugni. Pronunci qualcosa che si perde nelle onde e nel vento, lui si avvicina come per porti l’orecchio e capire.

Colpisci vecchio, colpisci.

Cosa aspetti, fagli perdere la voglia di posare quelle labbra su quelle della tua donna amata.

Stai per colpire. Rimani freddo impassibile come prima di battere un rigore.

Alzi la mano, indietreggi il braccio:un gancio da manuale.

Lui è ancora con la guancia rivolta verso di te.

Ogni singolo muscolo della tua faccia si contrae in un misto letale tra il dolore e la rabbia.

Scocchi il pugno.

Stai per toccare la sua faccia…

Aspetta…aspetta però…

Cosa c’è ora? Perché ti sei fermato?Cosa ti ha fatto cambiare idea?

Capisco…non puoi…

La rivedi e ricordi.

Rivedi i suoi occhi. Si,si, quelli stessi che ti hanno fatto sognare rive isolate e paesaggi lontani.

Ti amo principessa.

Ti amo e ti odio.

Ritrai il pugno. Prendi la giacca. Vai via.

Prima di andartene però vuoi rivederlo.

Rivedere ancora quello sguardo.

Quello sguardo che ti ha dato la vita e che poco a poco

Te la sta togliendo.

Addio principessa. Non ti scorderò mai.

Sei fuori dal locale, dalla tempesta.

Decidi che per quella sera sei sufficientemente fatto,quindi di fare un giro in riva al mare.

Sei solo.

È strano.

Eppure li in quella riva volevi essere in sua compagnia, guardarla negli occhi, respirarla, poterla amare, e viverla.

E invece sei solo.

Rifletti.

Il tuo spolverino nero si piega alla brezza. Come il tuo animo del resto.

Guardi le stelle.

Quante volte hai paragonato quegli occhi alle stelle, quante  e quante volte ridevi di quando lei ti diceva mi lasci senza parole.

Pioveva la notte nella quale l’hai potuta avere.

Anche solo per un attimo. Per un fugace attimo, che è stato in grado di aprirti le porte del paradiso.

Provi un caloroso affetto quando ripensi a quegli attimi.

Ma ora è tutto finito.

Guardi l’orologio. È tardi il sole domani sorge anche per me.

Una lacrima scende sul tuo viso.

Addio principessa, ti amerò per sempre.

Chini il capo, ti giri, te ne vai.
Freddo: l’unica parola che mi viene in mente…

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento