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in archivio dal 11 giu 2011

Viviana Noce

29 febbraio 1972, Nuoro
Mi descrivo così: La poesia è il sentiero per scoprirmi.
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elementi per pagina
  • 11 giugno 2011 alle ore 19:09
    Passi

    A cento metri da terra.
    come se le tue mani disegnassero
    circoli dorati attorno ai miei fianchi.
    Stringo ancora il silenzio
    per non farlo atterrare.
    Perché le nuvole non diventino panna,
    perché la luce non sfumi nei contorni del nero.
    Viaggio,
    dalla tua barba incolta ai miei capelli arruffati,
    mentre le mani ridono sulle parole assonnate,
    sulle dita che corrono sul tuo respiro di solletico.
    Respiro i tuoi circoli di fumo
    e rido dei miei colpi di tosse.
    Vedo,
    sole le ombre,
    del tuo amore senza contorni,
    robusto come le tue braccia,
    lieve come le parole.

     
  • 11 giugno 2011 alle ore 19:08
    U.S.A.

    Negli Spazi vuoti in cui
    la Vertigine crea Vortici,
    ho scelto di non sbagliare.
    Perché la smagliature del Tempo
    distruggono quel senso di malinconia
    che per me, è Vita.
    Per questo non ti ascolto.
    Ma ti guardo,
    con quel senso di inutile abbandono,
    che non crea spazi,
    ma li delimita.
    Solo Allora,
    quando tutto è finito,
    respiro i Silenzi
    e Abbraccio il Tuo Sorriso,
    come Unico Senso di Appartenenza.

     
  • 11 giugno 2011 alle ore 19:08
    Amore

    Ho chiuso la finestra
    al vento
    che urlava il mio nome,
    quando ho solo
    bisogno del Tuo,
    per respirare.
    Ho trasformato
    la gioia in pianto
    perché le lacrime
    scolpissero cristalli.
    Ho rivestito di petali
    un abito da sposa,
    per indossarlo
    nelle notti d’autunno.
    Ho aperto
    solo un piccolo spiraglio,
    perché le Tue Mani
    disegnassero
    l’Amore,
    per me.

     
  • 11 giugno 2011 alle ore 19:06
    Un abbraccio

    Un abbraccio.
    Solo uno.
    A colmare i vuoti di speranze.
    A ridurre in cenere le nostre ambizioni.
    A raccogliere i cocci delle fatiche
    che investirono il nostro amore.
    L’aria che volteggia sulle nostre teste
    non ci appartenne.
    E corremmo lungo i prati
    a carpire le nostre foglie, la nostra erba, il cibo
    per le nostre anime.
    E quando accadde
    fu fuoco, terra, fiamme.
    Allora sì
    che ti chiesi un abbraccio.
    Perché anche il tuo cuore
    mi battesse dentro.

     
  • 11 giugno 2011 alle ore 19:05
    Taccio

    Taccio.
    Perché nelle orme che i piedi hanno lasciato sulla sabbia.
    Ho letto la mia vita.
    E le distanze non sono che attimi che fermano attimi.
    Taccio.
    Perché nella mia pazzia c’è un cuore che ricerca se stesso.
    Un’anima che lavora per tradire le parole con i sogni.
    Un abbraccio di alberi che infrangono la natura per divenire
    [cielo.
    Taccio.
    Perché nei tuoi occhi c’è il silenzio
    che non sa di parole,
    ma di cieli infiniti e sgombri.
    Di maree che urlano il profumo delle madri.
    Di fiori che nascono dalla terra incolta.
    Di cani che annusano l’aria e cercano una scia famigliare.
    Di bambini che urlano al sole la loro libertà di ridere delle
    [loro facce buffe e sconnesse.
    Taccio.
    Perché nell’attesa
    c’è l’amore che il tuo cuore non conosce
    ma riempie gli spazi di anelli di fumo.
    Tra le mie dita si insinuano,
    per guardarti mentre li aspiri
    e la tua voce roca, mi sorride.