username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Walter Degrassi

in archivio dal 07 lug 2010

03 ottobre 1974, Trieste

segni particolari:
Essere UMANO fra esseri umani

mi descrivo così:
Carne da musica su uno scoglio

09 novembre 2011 alle ore 19:56

Sigillo

Intro: "Attento a cosa desideri, perchè potrebbe avverarsi" (proverbio popolare)

Il racconto

Serata sonnolenta davanti alla TV,  cullato da un qualche film soporifero e dal rumore dei grilli...  una notte di agosto qualsiasi. Il film è finito,  ma non mi va di seppellirmi sotto le lenzuola stasera...
Ero lì lì per lasciarmi prendere dal sonno,  poi qualcosa lentamente si è fatto strada nel sonno e mi ha detto di uscire...  come un richiamo,  una voglia di uscire...  l'istinto?
In fondo l'estate non durerà ancora a lungo,  di serate così chissà quante ne ricapiteranno di qui a poco,  e quest'inverno le rimpiangerò di sicuro.
Giù dal divano,  vecchio mio...  scuotiamoci il sonno di dosso... 
una rinfrescata per rinsavire mentre passa il telegiornale della notte,  e poi si va... 
Il meteo prevede temporali per stanotte... poco male,  io me ne vado a strimpellare da qualche parte,  finchè durerà durerà.
Mi vesto,  afferro la chitarra e mi richiudo la porta alle spalle,  diretto non so dove...
Salgo in macchina e mi metto alla ricerca di un posto...  mi decido per una piccola baia nascosta in riva al mare...  stanotte ululeremo un pò io e questa vecchie sei corde.
Certo che non riesco proprio a stare lontano da queste atmosfere: il mare...  gli scogli...  il tramonto che si fa notte...  il rumore delle onde mentre suono...  il vento nei capelli...  la salsedine addosso. .. il profumo e l'aria del mare che ti restano addosso anche quando te ne sei andato...  la pioggia che ti picchietta addosso mentre vagabondi lungo la spiaggia...  la luna che si riflette sull' acqua e ti bagna con la sua luce...  in qualche modo è in un posto così che la mia musica diventa veramente mia,  è in un posto così che ho vissuto le mie storie,  è in un posto così che sono quasi nato.
E' in questi posti che il silenzio si fa quasi sacro,  e ti sembra di sconvolgere interi universi semplicemente sfiorando una corda...  e allora non è più questione di di musica...  diventa un rito magico,  primordiale e misterioso,  un incantesimo che non so mai spiegarmi.
Passeggio un pò lungo la baia,  oltre a una pigra risacca si sentono a malapena dei grilli lontani,  il mormorio in alto sulle fronde degli alberi e il rumore dei ciottoli che sto spostando mentre cammino,  finché trovo uno scoglio un più esposto,  quasi a picco sul mare...  sembra fatto apposta per sedercisi e mi ci siedo.
Mi sistemo e inizio a suonare: lentamente mi lascio prendere dalla musica,  e mentre sto suonando da ormai un'ora inizio a vedere i primi bubbollii all'orizzonte...  neanche si sentono i tuoni,  ci sono solo i lampi oltre le nuvole lontane che si distinguono a malapena nel buio.
Inizio a suonare un ritmo voodoo,  qualcosa a metà fra un rito della pioggia e una visione Hendrixiana...  chissà che non riesca a tener lontana la pioggia...  il ritmo incalzante incessante inframezzato da un mantra: "Stay away... rainy day... ".
Inizio una folle,  scalpitante sessione solitaria a base di Hendrix,  la chitarra sembra quasi posseduta,  febbrile mentre la tempesta si avvicina.
Sento il ribollire del ritmo strisciarmi addosso come un serpente,  un tumore creativo di cui non afferro in pieno la forma ma che devo strapparmi di dosso in questo preciso momento.
L'aria è elettrica,  sono sicuro che fosse giorno i colori avrebbero quell'aspetto strano e vivido,  i bianchi assumerebbero quell'intensità carica,  quasi abbagliante che possiedono solo negli istanti prima di un temporale...
All'improvviso i tuoni,  mentre i lampi si fanno più vicini...  potrei andarmene ma ho voglia di sfidare gli elementi,  l'aria carica di elettricità mi accende i sensi,  mi sento ricettivo come un animale,  sento che potrei quasi cavalcare gli elementi.
Posso quasi sentire il profumo della pioggia,  sto suonando sempre più forte,  gli alberi stormiscono sempre più forte,  le foglie danno un fruscìo misterioso e sempre più intenso...  all'improvviso un tuono...  un lampo più forte degli altri si staglia,  saetta e si scarica nell' acqua di fronte a me.
Ho le mani ancora attaccate allo strumento: svanito il lampo dov'è caduto il tuono sembra esserci qualcosa...  l'acqua si muove,  una sorta di scia si muove e lentamente si avvicina.
Non riesco a vedere molto,  l'oscurità è illuminata solo da lampi improvvisi,  e a tratti vedo la scia avvivinarsi dal punto di caduta del fulmine verso riva... 
C'è qualcosa all'inizio della scia...  qualcosa che si distingue a malapena e diventa sempre più grande a ogni lampo.
E' una figura quella che esce lentamente dall'acqua... e viene dalla mia parte.
Dovrei alzarmi il più velocemente possibile e andarmene... ma le mani sono attaccate alle corde e continuano a suonare... e suonare... e suonare... 
E' impossibile distinguere i tratti ma sembra una donna...  almeno finchè non si avvicina ancora.
E a quel punto alle sue spalle si distinguono... ali?
Ormai è vicina abbastanza da distinguere gli occhi...  impossibile capire se possa considerarla... un angelo? Un demone?
All'improvviso un sorriso abbagliante misto di furberia e dolcezza,  come se tutti i tramonti del mondo uscissero dalle sue belle labbra... sento la sua voce intrigante,  bassa e un pò roca e non capisco se sia dolce o beffarda :"Hai chiamato,  sono qui per te"...  va bene,  il ritmo voodoo... il temporale... i tuoni...  ma questo è pura follia!
No,  non ho chiamato proprio nessuno,  me ne stavo qui beato e... 
"Hai chiamato,  sono qui per te...  avrai quello che cerchi".
Gli occhi quasi d'oro,  un manto di ciocche scomposte e impazzite nella tempesta  nascondono e svelano il suo collo delicato ma altero,  le sue spalle eleganti e fragili...
il suo piccolo seno da bambina... mentre esce lentamente dall'acqua.
E' vicina abbastanza da toccarla,  ormai...  mi sta fissando: "Ora suonerai la tua musica più bella".
Mi chiude gli occhi,  mi sento scuotere,  mi sento addosso all'improvviso due labbra morbide,  rotonde,  calde come fiamme,  sento un rumore simile ad ali che si aprono e contemporaneamente la strana sensazione di venire sollevato da terra.
Che mi sta succedendo? Chi o cosa sto tenendo o mi sta tenendo fra le braccia?
Sento qualcosa sul collo,  mentre la sento leggermente...  ghignare? Qualcosa di freddo come il ghiaccio e un attimo dopo bollente come una fiamma...  come se la carne mi venisse presa fra i denti e la pelle quasi strappata,  un attimo di dolore improvviso...  e poi piacere quando la sua lingua aspira quello che resta della mia resistenza insieme alla mia carne...  non sopporto oltre la tensione,  angelo o demone sento che adesso sta in me.
Cerco il suo collo: così sottile...  così delicato...  c'è da perderci la testa,  da impazzire affondando nel profumo della sua pelle così morbida... è qui che dovrebbero andare a morire tutti i baci del mondo... con un movimento secco e flessuoso del capo scosta i capelli e me lo porge ridendo... ai baci seguono baci e ai ghigni rispondono ghigni...  cresce un lupo a ringhiarmi dentro,  raggiungo un punto fra il collo e la spalla e affondo finchè sento nella bocca il gusto della sua pelle,  la consistenza della sua carne... ha lasciato il suo sigillo su di me,  ora è giusto che sia il lupo a sigillarla a sua volta; il lupo che fa a brani l' agnello...  il vampiro che svena la vittima...  l'ape che si disseta del nettare di un fiore meraviglioso...  la sento soffocare un gemito,  le ho lasciato un tatuaggio profondo e umido,  lo sento sotto la lingua mentre lentamente stacco le labbra dalla sua pelle...  e mi accorgo solo ora del tutto che ci circonda,  del limbo nel quale navighiamo...  da pari a pari?...  chi è l'angelo adesso? Chi è il demone?
Mi ha reso simile a lei,  qualunque cosa sia... 
Ci sento come fossimo al centro di un vortice che sprofonda in alto,  vengo circondato da musica meravigliosa mai sentita prima...  sento ogni parte di lei schiudersi intorno a me...  si arrende... mi accoglie...  scivolo,  sprofondo in una dolce vampata di resa...  rotoliamo insieme nel vortice...  potrebbe essere d'aria,  di musica...  o forse d'acqua? Non distinguo più il limite fra lei e me...  raggiungiamo il culmine in un fremito mentre la sento sussurrarmi: "Qui saremo soltanto musica...  per sempre".
Acqua... .è acqua...

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento