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Autore

Wiliam Caio

in archivio dal 04 ago 2008

24 marzo 1966, S. Pellegrino Terme (Bg)

segni particolari:
Sguardo fisso, penetrante, che non lascia la presa... la preda

mi descrivo così:
Provate voi a descrivermi con i prossimi aforismi che vi manderò, "raccontatemi".

15 dicembre 2008

Tu animale

Intro: Un addio un po’ speciale e commovente a chi è considerato da tutti come il miglior amico dell’uomo, un amico capace di lasciare un gran vuoto nella vita di chi l’ha amato.

Il racconto

Sei stato un caro amico, un compagno, un fratello, testimoniando ogni giorno il tuo saper vivere insieme per aiutarci a vivere meglio come esseri viventi di solo passaggio;
tu animale dai modi gentili e premurosi senza mai vederti fare uno sbaglio, un solo errore al di fuori del tuo istinto infallibile, quanto sopraffino e naturale;
tu animale dall’andamento fiero e leale, assolutamente degno di appartenere alla famiglia che hai dovuto abbandonare;
tu animale e presenza innocente di cui come fare a non innamorarsi per sempre e a cui affezionarsi come a noi stessi;
tu animale senza parola ma dai mille significati latenti;
tu fortunatamente animale e non umano, almeno tu;
tu animale di compagnia per poter vivere un’amicizia speciale;
tu animale sempre pronto a farci sentire un po’ migliori, un po’ meglio;
tu animale dal cuore caldo e da una determinazione da cui si può solamente imparare;
tu animale che non ci sei più a scaldare la nostra momentanea presenza, ora privata di un amico, di un compagno, di un fratello;
tu animale a quattro zampe che corre nei boschi e sul prato a prendere e portarci un po’ di serenità con tutto il suo innocente entusiasmo;
tu animale dal muso bello e buffo che mi piaceva così tanto, che mi piaceva così tanto accarezzare e stropicciare dalla gioia;
tu animale vissuto degnamente e che ora ci manchi più di ogni altra cosa; tu animale che non ci sei stranamente più oggi, eppure pareva oramai di dover finire insieme le nostre vite legate;
tu animale per altri, ma non certo per noi; tu animale non ti scorderemo mai;
tu animale dallo sguardo spontaneo come se la stessa natura a cui apparteniamo ci volesse unire per regalarci ad entrambi giorni migliori;
tu animale a cui abbiamo tenuto tanto come tu fossi speciale, e lo sei stato; tu semplicemente e solamente animale perché le cose più vere sono e saranno sempre le più semplici, e tu lo sei stato;
tu animale che hai chiesto poco in fin dei conti per il molto che ci hai dato;
tu animale tra uomini bestia che sei stato capace di essere fedele alla tua animalesca esistenza finita nei ricordi di persone che non ti dimenticheranno mai;
tu animale che ci hai donato la tua bestialità di cui noi ne abbiamo usufruito volentieri a facoltà;
tu animale fiero di esserlo fino in fondo; tu animale caro a tutti quanti noi con le tue abitudini che ora ci mancano di già;
tu animale dalla leccata soave e leggera come se tu volessi ogni volta toccarci il cuore; tu animale e noi uomini, eppure….;
tu animale preso quel giorno per sbaglio e un po’ per caso e un po’ per strana fortuna, mentre ora mi manchi già troppo;
tu animale, e io ora piango perché non ci sei più;
tu animale ti sei portato via con te la tenerezza che ci piaceva sentire in tua presenza;
tu animale dalla corsa e dai movimenti che sprizzavano gioia e gratitudine incondizionata;
tu animale, e noi più soli che mai;
tu animale, e quanto sei stato felice di esserlo;
tu animale piccolo grande animale;
tu animale fra tanti esseri viventi tutti quanti un po’ speciali;
tu animale che hai dato tanto per quel poco che hai vissuto;
tu animale a quattro zampe e dai mille sentimenti che ci hai regalato;
tu animale e nient’altro, perciò unico ed inimitabile;
tu animale e noi vicini a te per provare ad esserne degni;
tu animale dall’innato desiderio di volerci stare accanto;
tu animale, eppure che premurosità avevi nei nostri confronti, incredibile; tu animale che sei stato trattato bene, ma come si potrebbe fare diversamente, quale bestia potrebbe farvi del male a voi animali;
tu animale che non ci sei più, che ci hai abbandonato, che ci hai lasciato, che ci hai privato del sogno, ora di poter condividere i propri giorni con un animale speciale come lo sei stato tu per noi;
tu animale e fedele fino alla morte;
tu animale e noi sempre gli stessi;
tu animale come grande essere vivente a cui mi inchino e mi prostro davanti al suo istinto infallibile e fiero;
tu animale mi hai insegnato ad essere un uomo migliore, o per lo meno ha non essere peggio di quanto sono già;
tu animale pronto a dare la tua vita per noi, mentre noi altri solamente pronti al limite a dare un pezzo di pane;
tu animale, li pronto tra l’indifferenza generale;
tu animale gradito e osservato con gioia e sollievo da uomini sempre di fretta, sospesi nell’abisso, ma lieti e grati della tua presenza;
tu animale fantastico, e noi uomini per il nostro massimo al limite per bene;
tu animale dipendente per far piacere a tuoi padroni, ma dai geni e dall’istinto selvaggio;
tu animale, e noi solo uomini;
tu animale deciso a tutto pur di esserlo;
tu animale nei ricordi ora di uomini più soli e stanchi;
tu animale e di tutti gli animali che fanno di questo pianeta un mondo meraviglioso;
tu animale non ti sei reso conto forse di quanto ti abbiamo voluto bene;
tu animale quante emozioni, quanta serenità, quante risate, quanto tempo vissuto insieme a te;
tu animale presenza inconsueta, perciò interessante e per niente banale;
tu animale saprai tu ciò che hai vissuto; tu animale dammi la zampa, dammi il cinque fratello;
tu animale contento e scodinzolante di stare con noi e noi con te;
tu animale preso dalla morte dopo aver riempito di vita il nostro tempo il quale se ne è andato via con te;
tu animale ci hai fatto comprendere che c’è altro al mondo;
tu animale per quanto ci hai dato e per quanto non siamo riusciti a capire in più sulla tua natura, tu semplicemente e solamente animale;
tu animale di qualsiasi specie e di qualsiasi razza;
tu animale di razza tra chissà quanti uomini bastardi;
tu animale indifeso quanto dal valore inestimabile;
tu animale solitario e schivo pronto ad attaccare il tuo simile per difenderci e noi altrettanto;
tu animale non ci sei più e con te la tua immancabile presenza;
tu animale, ma quanto sei stato vicino a noi, forse sorprendentemente fin troppo;
tu animale dal pelo arruffato e ricciolo che mi piaceva così tanto accarezzare per sentire qualcosa di diverso che non fosse la solita inquietudine;
tu animale, che vederti mangiare in un sol boccone un pezzo di pizza avanzato o leccare con gusto il cono gelato come gl’umani ci facevi ridere per due giorni di fila;
tu animale dall’esistere ancora indefinito per noi uomini ignoranti;
tu animale prezioso quanto ignorato;
tu animale dove il tuo abbaiare, il tuo farsi sentire, il tuo permetterci a noi altri di poterti accudire come un compagno, un amico, un fratello che rimarrà per sempre fra di noi;
tu animale dal colore nero e dall’aspetto sinistro, ma per chi ti ha conosciuto sei stato come un angelo caduto dal cielo.

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