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Poesie di William Blake

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  • 06 febbraio 2012 alle ore 15:15
    Una divina immagine

    La Crudeltà ha Cuore Umano
    e Volto Umano la Gelosia
    il Terrore, l’Umana Forma Divina
    e Veste Umana la Segretezza
    la Veste Umana, è Ferro forgiato
    la Forma Umana, un’incandescente Forgia
    il Volto Umano, una Fornace sigillata
    il Cuore Umano, la sua Gola famelica.

  • 06 febbraio 2012 alle ore 15:09
    Eternità

    Chi lega a sé una Gioia
    distrugge la vita alata;
    ma chi bacia la Goia in volo
    vive nell’alba dell’Eternità.

  • 06 febbraio 2012 alle ore 15:06
    Il giardino d'amore

    Nel Giardino D'amore un giorno entrai
    e vidi cosa mai veduta prima:
    una Cappella eretta proprio al centro
    del prato ove ero solito giocare.

    Essa aveva cancelli ben sprangati,
    "Tu non devi" era scritto sulla soglia;
    io al Giardino d'Amore mi rivolsi,
    che tanti fiori aveva generato;

    e lo vidi di tombe tutto ingombro,
    e al posto dei fiori v'eran lapidi;
    e preti neri intorno ad imbrogliare
    tra spini i miei piaceri e desideri.

  • 06 febbraio 2012 alle ore 15:01
    Gli auguri dell'innocenza

    Vedere un mondo in un grano di sabbia
    e un universo in un fiore di campo,
    possedere l'infinito sul palmo della mano
    e l'eternità in un'ora.

  • 13 luglio 2011 alle ore 18:26
    La rosa malata

    Oh Rosa, tu sei malata
    Il verme invisibile
    Che vola nella notte
    Nella tempesta urlante,

    Ha trovato il tuo letto
    Di gioia arrosita
    E il suo oscuro amore segreto
    Distrugge la tua vita.

  • 13 luglio 2011 alle ore 18:22
    Il giglio

    La Rosa modesta mette fuori una spina,
    L’ umile Pecora un corno minaccioso
    Mentre il Giglio bianco si beerà in Amore,
    Non una spina non una minaccia
    macchieranno la sua bellezza luminosa.

  • 13 luglio 2011 alle ore 18:02
    Quando si sente ridere sulla collina

    Quando si sentono sul prato le voci dei bambini
    e si sente ridere sulla collina
    il mio cuore, qui dentro, è in pace
    e tutto intorno è tranquillo.

    "Bambini venite a casa, il sole è andato giù
    e sale la rugiada della notte.
    Venite, smettete di giocare e andiamo via
    finché nel cielo non tornerà il mattino".

    "No no, lasciaci giocare, è ancora giorno
    e non possiamo andare a dormire;
    poi in cielo volano gli uccellini
    e le colline son tutte piene di pecore!"

    "Va bene, continuate a giocare finché c'è luce
      poi venite a letto".

    I bambini saltavano e gridavano e ridevano
    e tutte le colline risuonavano.

  • 05 aprile 2006
    Il Sorriso

    C'è un Sorriso d'Amore,
    e c'è un Sorriso d'Inganno,
    e c'è un Sorriso dei Sorrisi
    in cui questi due Sorrisi si incontrano.

    E c'è uno Sguardo d'Odio,
    E c'è uno Sguardo di Disprezzo,
    e c'è uno Sguardo degli Sguardi,
    che tentate di scordare in vano;

    perché si pianta nel profondo del Cuore,
    e si pianta nel profondo della Schiena,
    e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,
    ma un solo Sorriso soltanto,

    che fra la Culla & la Tomba
    si può Sorridere soltanto una volta;
    ma, quando è Sorriso una volta,
    c'è una fine a tutta l'Angoscia.

  • 05 aprile 2006
    Gioia di Bambino

    "Non ho nessun nome:
    ho solo due giorni."
    Come ti devo chiamare?
    "Io sono felice,
    Gioia e' il mio nome."
    Dolce gioia ti tocchi!

    Cara gioia!
    Dolce gioia di solo due giorni,
    dolce gioia ti chiamo:
    tu sorridi,
    io canto ancora
    dolce gioia ti tocchi.

  • Temevo che la furia del mio vento
    rovinasse tutti i germogli belli & veri,
    e il mio sole e' brillato & brillato,
    ed il mio vento non ha mai soffiato.

    Ma un germoglio bello o vero
    non fu trovato su nessun albero,
    perché tutti i germogli crebbero e crebbero
    senza frutti, falsi, anche se belli da vedere.

  • 05 aprile 2006
    Mattina

    Per trovare il cammino occidentale
    dritto per le Porte dell'Ira
    spingo i miei passi.
    Dolce Pietà mi conduce innanzi,
    con dolce pentito lamento
    vedo l'inizio della giornata.

    La guerra di spade e lance
    sciolta da lacrime di rugiada
    esala in alto.
    Il Sole è liberato dagli orrori
    e con dolci grate lacrime
    sale il cielo.

  • 05 aprile 2006
    Ah! Girasole

    Ah Girasole! stanco del tempo,
    che conti i passi del Sole,
    cercando quel dolce dorato paese
    dove il cammino del viaggiatore è finito:

    dove il Giovane consumato dal desiderio,
    e la pallida Vergine ammantata di neve,
    si alzano dalle loro tombe e respirano
    dove il mio Girasole desidera andare.

  • Non cercare mai di dire al tuo amore
    amore che mai non si può dire;
    perché il vento gentile si muove
    silenzioso, invisibile.

    Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
    le ho detto tutto il mio cuore;
    tremante, gelido, in terribili paure-
    ah, se ne va via.

    Non appena se ne fu andata da me
    uno straniero passo' per caso;
    silenzioso, invisibile-
    oh, non ci fu rifiuto.

  • Perché era Cupido un ragazzo
    e perché un ragazzo era?
    Dovrebbe essere stato una Ragazza
    per tutto quello che posso vedere;

    perché lui tira col suo arco,
    e la Ragazza tira con il suo Occhio;
    e tutti e due sono allegri & giulivi,
    e ridono quando noi piangiamo.

    E fare Cupido un Ragazzo
    fu della Ragazza Cupido il piano derisorio;

    perché un ragazzo non può capire la cosa
    finché è diventato uomo;

    e allora è così pieno di cure
    e ferito di colpi di freccia
    che l'intera occupazione della sua vita
    è raccoglier via le punte delle frecce.

    E' stato l'amore della guerra dei Greci
    a trasformare l'Amore in un Ragazzo
    e la Donna in una Statua di Pietra,
    e via ogni Gioia è scomparsa.

  • 05 aprile 2006
    Il bambino nero

    Mia madre mi ha generato nel sud selvaggio,
    ed io sono nero,ma OH!la mia anima è bianca;
    bianco come un angelo è il bambino inglese,
    ma io sono nero,come se privato della luce.

    Mia madre mi ha insegnato sotto un'albero,
    e sedendo giù prima della calura della giornata
    mi ha preso in grembo e mi ha baciato,
    e additando l'est ha cominciato a dire:

    < e dona la sua luce e dona il suo caldo via;
    e fiori e alberi e animali e uomini ricevono
    conforto la mattina, gioia nella giornata.

    E noi siamo posti sulla terra un pò di tempo
    perchè impariamo a sopportare i raggi dell'amore;
    e questi neri corpi e questa faccia bruciata dal sole
    non sono che una nuvola,e come un boschetto pieno d'ombra;

    perchè quando le nostre anime avranno imparato il caldo a sopportare,
    la nuvola svanirà:"venite fuori dal bosco, mio amore e cura,
    e attorno alla mia tenda d'oro come agnelli gioite">>.

    Così mia madre disse, e mi ha baciato.
    E così io dico al bambino inglese:
    quando io dalla nera e lui dalla bianca nuvola ci libereremo
    e attorno alla tenda di Dio come agnelli faremo festa,

    io lo riparerò dal caldo,finchè sarà capace
    di appoggiarsi in gioia sopra il ginocchio di nostro padre;
    e allora io starò in piedi ed accarezzerò i suoi capelli d'argento,
    e sarò come lui,e lui allora mi amerà.

  • 05 aprile 2006
    Dolore di bambino

    Mia madre gemette! mio padre pianse,
    nel periglioso mondo balzai,
    impotente,nudo,lamentandomi forte,
    come un fantasma nascosto in una nube.

    Lottando nelle mani di mio padre,
    agitandomi contro le bende che dovevano avvolgermi,
    legato e stanco, ritenni la cosa migliore
    il ripiegarmi sul petto di mia madre.

  • 05 aprile 2006
    Canto d'un pastore

    Benvenuto, straniero, in questi posti,
    Dove la gioia si posa su ogni ramo
    Ed il pallore fugge da ogni viso;
    Ciò che non seminammo, non mietiamo.

    Come la rosa l'Innocenza sboccia
    In gota a ogni fanciulla;
    L'Onore sulle loro ciglia trama,
    Il gioiello salute adorna il loro collo.

  • Quando l'argentea neve orna il vestito di Silvio
    E un gioiello pende al naso del pastore,
    Può sopportarsi l'uragano sferzante della vita
    Che dà alle membra i brividi,
    Se il nostro cuore è caldo.

    Finché Virtù terremo per bastone lungo la via
    E la lanterna Verità,
    Può sopportarsi l'uragano sferzante della vita
    Che dà alle membra i brividi,
    Se il cuore manteniamo caldo.

    Soffia, furia del vento, inverno rigido corrugati,
    È l'Innocenza un vestito da inverno,
    E ci copra, sopporteremo lo sferzante uragano della vita
    Che dà alle membra i brividi,
    Se il nostro cuore è caldo.

  • 05 aprile 2006
    Canzone ridente

    Quando i boschi verdi di gioia ridono,
    E corrugandosi il ruscello
    Li accompagna colle sue risa;
    Quando l'aria si mette a ridere
    Col nostro spirito folletto,
    E ride di quel chiasso il verde colle;

    Quando di vivo verde
    I prati ridono e la cavalletta
    Ride in mezzo a quell'allegria,
    Quando Susanna, Emilia e la Mari'
    Colle loro dolci brocche rotonde
    Cantano "Ah ah hi".

    Quando gli uccelli coloriti
    Nell'ombra ridono,
    E la nostra tavola è sparsa
    Di ciliegie e noci,
    Vieni a vivere, e sii gaio, e uniti
    Cantiamo in dolce coro "Ah ah hi"!

  • 05 aprile 2006
    C'è un sorriso d'amore

    C'è un sorriso d'amore
    e un sorriso di inganno.
    E c'è un sorriso di sorrisi
    nel quale questi due sorrisi si incontrano.
    C'è uno sguardo d'odio
    e uno sguardo di disprezzo.
    E c'è uno sguardo fatto di questi sguardi
    che tu ti sforzi di dimenticare invano.

    Perché a fondo nel profondo del cuore penetra
    e affonda nel profondo delle ossa
    e nessun sorriso che fu mai sorriso
    ma solo quel sorriso solo
    quello che dalla culla alla tomba
    si può sorridere solo una volta
    e quando è sorriso
    ha fine ogni miseria.

     

  • 05 aprile 2006
    Il bimbetto sperso

    "Babbo! Babbo! Ma dove andiamo, babbo?
    Non tanto in fretta, babbo!
    Parlagli, parla al tuo piccino, babbo,
    Se no, se no mi perdo".

    Era una notte buia,
    Lì non c'erano babbi;
    Il bimbetto era in un bagno di guazza,
    Nella fanga affondava,
    Non si quietava più,
    E la nebbia sparì.

  • 05 aprile 2006
    Il fiore

    Allegro, allegro passero!
    Sotto le foglie tanto verdi,
    Svelto come una freccia
    Ti vede la felicità d'un fiore,
    Tu cerchi la tua stretta culla
    Vicino al mio cuore.

    Pettirosso, pettirosso leggiadro!
    Sotto le foglie tanto verdi
    D'un fiore la felicità
    Ti sente singhiozzare, singhiozzare,
    Pettirosso, pettirosso leggiadro,
    Vicino al mio cuore.

  • 05 aprile 2006
    Introduzione

    Andavo via per valli brulle
    Zufolando giulivi ritornelli,
    Su una nuvola vidi un bimbo
    Che mi disse ridendo:

    "Zufola un'aria dell'Agnello";
    La zufolai tutto gaio.
    "Zufolaro, di nuovo";
    Ripresi e nell'udirla pianse.

    "Ora lascia lo zufolo felice,
    Cantami le arie gaie":
    E canto l'aria dell'Agnello,
    Nell'udirla pianse di gioia.

    "Siediti, zufolà,
    Scrivi un libro per tutti"
    Dicendo ciò sparì,
    Colsi allora una canna,

    Ne feci una penna rurale,
    E fu turbata l'acqua chiara,
    Furono scritti i motivi felici,
    Nell'udirli ogni bimbo gioisce.

  • 05 aprile 2006
    La divina immagine

    Grazia, Amore, Pace, e Pietà
    Chi è negli affanni prega,
    E ad esse virtù che liberano
    Torna l'animo grato.

    Grazia, Amore, Pace, e Pietà
    È Iddio, Padre caro,
    Grazia, Amore, Pace, e Pietà
    È l'uomo, Suo figliuolo e Suo pensiero.

    La Grazia ha cuore umano;
    Volto umano, Pietà;
    Umana forma divina, l'Amore,
    E veste umana, Pace.

    Ogni uomo, d'ogni clima,
    Se prega negli affanni,
    L'umana supplica forma divina,
    Amore e Grazia e la Pietà e la Pace.

    Da tutti amata sia l'umana forma,
    In Turchi si mostri o in Ebrei;
    Dove trovi Pietà, l'Amore e Grazia,
    Iddio sta di casa.

  • 05 aprile 2006
    La tigre

    Tigre! Tigre! Divampante fulgore
    Nelle foreste della notte,
    Quale fu l'immortale mano o l'occhio
    Ch'ebbe la forza di formare
    La tua agghiacciante simmetria?

    In quali abissi o in quali cieli
    Accese il fuoco dei tuoi occhi?
    Sopra quali ali osa slanciarsi?
    E quale mano afferra il fuoco?
    Quali spalle, quale arte

    Poté torcerti i tendini del cuore?
    E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
    Quale tremenda mano?
    Quale tremendo piede?
    Quale mazza e quale catena?

    Il tuo cervello fu in quale fornace?
    E quale incudine?
    Quale morsa robusta osò serrarne
    I terrori funesti?
    Chi l'Agnello creò, creò anche te?

    Fu nel sorriso che ebbe
    Osservando compiuto il suo lavoro,
    Mentre gli astri perdevano le lance
    Tirandole alla terra
    E il Paradiso empivano di pianti?

    Tigre! Tigre! Divampante fulgore
    Nelle foreste della notte,
    Quale mano, quale immortale spia
    Osa formare
    La tua agghiacciante simmetria?