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in archivio dal 26 mag 2011

Yurj Buzzi

26 settembre 1978, Vigevano (PV) - Italia
Mi descrivo così: ...indomato appartengo al limite dell'umana incompiutezza, fragile certezza nel desiderare sempre un'ignobile altezza...!!
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  • 26 maggio 2011 alle ore 15:09
    Risveglio

    Il risveglio

    momento più importante

    dicono,

    dormire fa bene dicono

    e addormentarsi in modo corretto

    riduce stress anche ai senza tetto.

    Come possiamo fare

    ora che tolgono anche il mare

    in questo perpetuare di onde,

    di suoni striduli, aciduli,

    a basi chimiche,

    rifiuti sgradevoli ,

    deboli messaggi ,

    politici accatoni di linguaggi,

    profeti in una patria spersa, depressa

    stanca della monotonia di un'isola,

    penisola

    ora distaccata e persa,

    come la strofa che non entra in testa,

    ora mi maledico sono sincero e dico:"

    Vita dimmi tu che senso ha

    scontrarsi con questa civiltà

    non buona,

    ipocrita, sgradevole,

    accattivante puttana

    troppo cara ma che si può pagare

    chi per come noi ha ancora tanto da sognare".

    Chi non paga avanza

    chi paga è la risonanza di un incubo

    che inveisce forte,

    contro chi la vita non la sa punire e incalza

    il ritmo ormai stonato, amato,

    di quelli che la musica hanno rovinato,

    chi improvvisa osa e non disturba

    chi non ha talento avanza e turba.

    Stanco di osare

    stanco di aspettare,

    urlo poi ascolto, mi volto e dico:"

    Vita dimmi tu che senso ha

    godersi questa assurda libertà

    contorta, compromessa

    dall'alto in questa ressa,

    voglio uno, con cui confrontarmi

    non servon mille

    con tutte quelle armi,

    di testa ci gioco

    poi faccio poco,

    perché del nulla non ho paura

    solo la disavventura,

    è l'incubo mio preferito

    di una storia raccontata, che ora maledico

    nel ricordare che non lo posso fare,

    quello che mio padre amava raccontare

    di una civiltà diversa,

    contenta ora attonita

    già mai più gradita,

    tipica rivolta che non ha fervore

    nel cadere debole

    come un governo sciolto,

    ritorto, nullo, invisibile,

    chi governa qui non ha più nulla da gestire".

    Gestito dal nulla

    io non lo raccomando

    ti prego,

    vita dimmi tu che senso ha

    concedersi agli uomini senza pietà

    che poi se dicono non dicono,

    se osano non osano

    se comprano lo fanno e basta

    e non importa di che pasta sono fatti,

    quello che sono

    lo dicono gli atti i fatti

    che leggiamo sui giornali

    sempre più comprati

    come tutti i canali,

    rivolti alla fantasmagorica civiltà italiana

    che ormai sbircia solo da una tana,

    i compromessi

    che toccano tutto quanto,

    io a questo punto rido, guardo e canto.

    Vita io ti prego vita per lo meno

    dimmi tu che senso ha

    un altro round nel ring di questa Città,

    smentiscimi ma fallo ora

    che dopo non ti permetto un'altra aurora……!!

     
  • 26 maggio 2011 alle ore 15:07
    Ai posteri

    Desolante
    poter desiderare
    ai posteri restare,
    se l’incompiutezza
    non ci fa amare
    l’attimo di un
    cessate il fuoco
    che subito
    in quello dopo,
    constatando
    di non essere deceduto,
    miriamo sempre
    chi ci ha preceduto
    e non curandoci
    del come
    e per qual destino,
    pretenderne uno
    più che sopraffino.
    E se dovessero dirci
    che gloria non ce n’è!?
    Vorreste perdervi sempre
    davanti ad un perché!?

     
  • 26 maggio 2011 alle ore 15:06
    Bisogno

    Ho un immediato bisogno
    di perdermi nei tuoi sguardi,
    angoscia improvvisa di non vederti più.
    Ansia insensata
    o vita colpevole,
    che sceglie cammini troppo distanti!?
    Ho voglia di un abbraccio
    come sai avvolgermi tu,
    non toccandomi
    presente.
    Mi stringe il vuoto.
    Vorrei partire,
    per quei viaggi improvvisi,
    fuggire da te
    che sei la mia tana,
    la mia trappola.
    Scappare da questo dolore insistente,
    da questi pasti consumati in attesa.
    Sgattaiolare abile,
    da questa statica svolta di vita.
    Io fuggo,
    fautore dei cambiementi
    non delle rese,
    della libertà
    non dell'abbandono,
    degli attimi vissuti intensamente;
    in questi così convulsi
    mi perdo
    e arrendevole
    vengo da te madre.

     
  • 26 maggio 2011 alle ore 15:05
    Cadere inVERSO

    Camminando immerso
    negli alberi perso
    accartocciato verso
    sul viso terso,
    cadenti foglie in unico verso.
    Una soltanto fu d'improvviso
    da terra nel vento sospinta al mio viso,
    ove non solo non si fermò
    quasi di slancio l'adoperò.
    Vedendola sola in quell'ascesa
    ferma a mezz'aria nella pretesa,
    chiusi i miei occhi tentando la presa.
    Nella magia volò ancor più su,
    or quella foglia, puoi essere tu.