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Autore

Alberto Calandriello

in archivio dal 14 mag 2013

23 novembre 1972, Savona - Italia

mi descrivo così:
Logorroico, padre, egocentrico, marito, sognatore, pigro, figlio, assistente sociale, appassionato di musica, aspirante scrittore

02 agosto 2013 alle ore 14:49

La poesia dell'affidamento ai servizi sociali.

Carissimo assessore, che richiedi con vigore
che venga a te assegnato, chi era l'unto ed ora solo un condannato

io te lo auguro, di vero cuore, che la cassazione ti faccia sto onore
e mi permetto con modi educati, di darti consigli, perchè alcuni van dati

tu che governi su tutta la piana, per 10 giorni alla settimana
portalo in giro nelle coltivazioni, tra i pomodori ed i carciofoni

fagli vedere quelle persone, che il suo alleato con il forcone
considera scarti o non più di tanto, che del razzismo mena gran vanto

fagli conoscere le loro storie, fa che lui ascolti le loro memorie
ci sono vite che van raccontate, non tutto a sto mondo è un film a puntate

ricordagli quando era all'opposizione e fu travolto dalla commozione
nel veder sbarcare sulle coste pugliesi, tanti immigrati tutti albanesi

fagli vedere le case in cui stanno, fa che magari percepisca che danno
han fatto 3 reti, la pubblicità, nel mistificare la verità

fa che capisca che sti poveri illusi, da un gioco a premi son stati delusi
fagli mangiare le loro pietanze, fallo dormire con 7 in due stanze

poi dagli licenza, fallo svagare, in un giro sull'aurelia lo puoi accompagnare
per rendersi conto che la mercificazione, del corpo umano in ogni occasione
è sempre reato anche se non penale, lui del partito dell'amore carnale

e quando alla fine sarà congedato, puoi starne certo che avrà imparato
che la colpa di tutto non sono i clandestini, ma forse è lui, con bossi e con fini

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