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Poesie di Alberto Da Dormelletto

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  • 09 aprile 2008
    Animo di fiamma

    Ondeggia e balena la fiamma arancia
    costretta in catene come una schiava
    sui ciocchi a stare, a star sì grava
    e solo scintille e sospir lancia;


    al ciel notturno bramosa mirava,
    ma fredda Prigionia il desio tranciava;
    a nulla valse il fier ardor di guerra
    alla fiamma rossa che non volea la terra.


    Piange e urla, cerca luce e aiuto chiama,
    e le forze guizzanti fuggon veloci
    e il pensier rifugge anche chi più l’ama.


    Ma quand’ormai è sol grama scintilla
    un soffio soave di chi amor ne prova
    tosto dell’animo ne fa fiamma che brilla.

  • 09 aprile 2008
    Spensieratezza

    Cammina nel Firmamento, Ragazzo,
    sfiora le stelle col tocco leggero delle tue dita
    osserva la Luna, assapora la sua bellezza eterna
    prima che la Terra t'afferri per non lasciarti più andare.

  • 09 aprile 2008
    Pioggia cade

    Pioggia cala sulla terra,
    pioggia leggera sfiora i verdi prati
    pioggia scende dal plumbeo cielo,
    pioggia scorre sui petali rosa.
    Gocce solcano il chiaro viso
    lente scivolano lungo le dolci curve
    e come per timore
    si fermano
    a contemplare la tristezza di quel viso
    proteso al cielo, alle nuvole
    prematuro nel suo dolore
    come gemma avvizzita, malata.

     

    Pioggia incessante continua,
    pioggia rende opache le luci
    pioggia cela l'uomo, nasconde le lacrime
    pioggia non dona risposte, pioggia distacca.
    Odore di resina e di pini fluisce attorno
    alle gocce umide e fresche s'unisce,
    al profumo incessante, al profumo deciso
    che tutto permea
    quando la pioggia cade
    si fa sol uno;
    e il ragazzo
    solo, con la natura,
    ha solo altre domande
    e la pioggia, cade.

  • 09 aprile 2008
    La vita

    La vita è la peggiore de’ sofferenze;
    t’ha fatto uomo per necessitarne
    t’ha dato la ragione per fuggirne
    t’ha donato il pensar più grande
    per sognare ciò che mai potrai.

  • 09 aprile 2008
    Palpita il cuore

    Palpita soave, leggero,
    calmi attimi, calma notte
    odor di stelle penetra l'aria
    s'effonde cauto e ci sfiora, lento
    silenzio
    siamo soli, col buio.

    E dopo scalpita,
    non più palpita,
    per il dolce tuo tocco,
    o per i lisci capelli
    o forse, sciocco,
    per l'inebriante profumo
    o per te, pulsante
    e viva,
    a me vicina,
    per nulla schiva
    solo io, te
    e la notte scura.

    Ed infin il cuor si calma,
    si placa, e sospiro quieto
    e lieto
    per le nostre dita,
    intrecciate,
    non più isolate.

  • 09 aprile 2008
    Mio dolce fiore

    Perché, mio dolce fiore, mi respingi?
    Saremmo felici, mio fiore,
    perchè, roseo petalo, ci tingi
    di nera tristezza, di cupo colore?

     

    Mia libellula, mio soffio d'argento
    sento che soffri, vedo che cerchi
    più alcun sorriso mi rechi;
    per te la disperazione rasento,
    il dolore mi prende, lento.

     

    Saremmo felici, chiaro giglio,
    lo so, dorato fior di tiglio,
    e allora, dimmi, perché
    non vuoi l'amore, fra te e me?

  • 09 aprile 2008
    E' forse unica e sola

    Guarda, là, lontano
    dimmi, ti prego,
    egli non è forse umano?



    Lo vedi quel sasso,
    solo nel deserto,
    né granello, né masso,
    lo vedi, dimmi, lo vedi
    solitario e immoto?

     

    Dimmi, allora, rispondi
    (se risposta mai esiste):

     

    E' forse unica e sola
    la stella bianca, chiara
    che arde sola,
    nel cielo buio, notturno?