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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

12 agosto alle ore 9:12

ALBERTO E LE BRASILIANE

Il racconto

Avere un maggiordomo in Italia è un privilegio delle  famiglie altolocate e facoltose e, diciamo pure, un po’ snob. Malgrado non appartenesse a quella categoria Alberto era ‘munito’ di un tale personaggio ‘ereditato’ da una marchese inglese, pardon  scozzese, sua intima amica purtroppo deceduta. Una volta rientrato a Roma ‘rinquattrinato’, Alberto aveva acquistato un attico ristrutturato ed ammobiliato modernamente situato  in via S.Croce in Gerusalemme, si sentiva un pascià; rispetto alla abitazione natia di via Conegliano c’era un abisso. Charles, the butler, era stato  ribattezzato da Alberto Jeeves nome del classico maggiordomo inglese dei romanzi di Wodehouse, era più chic. Facevano parte dello staff di casa anche la cuoca Camilla ed il tuttofare Gaio nome assolutamente poco adatto all’individuo dalla espressione eternamente  triste, assomigliava in modo sorprendente a Sorretino un famoso attore dei tempi post bellici. La mattina solita sveglia , Charles pardon Jeeves: ”Signore sono le otto, il cielo è terzo, temperatura esterna 16 gradi, oggi è il 15 settembre, previsioni: giornata senza nuvole, ho preparato tutto per la doccia, la colazione è nel salone.” “Jeeves mi sembri il colonnello Bernacca dell’Aeronautica militare!” Ad Alberto venne in mente un aforisma del filosofo greco Seneca: ‘La vita è come una commedia non importa quanto è lunga ma come è recitata.” A dir la verità ad Alberto interessava pure che la vita non fosse breve, per recitarla…solite donnine preferibilmente giovani, belle e disponibili. “Signore sul Messaggero c’è un’inserzione su un balletto di ragazze brasiliane che si esibiscono al Volturno.” “Bravo Jeeves, le brasiliane mi mancavano,  organizziamoci, voglio andare all’ultimo spettacolo per vedere se posso rimorchiarne qualcuna.” Al volante della Jaguar XE, con al lato Alberto, Jeeves posteggiò in una via laterale del teatro Volturno, manifesto: “Corpo di ballo di Ipaema’ con foto in costume delle ballerine, gran pezzo di gnocche anche se fra di loro svettava una grassona più alta delle altre. “Che ne dici Jeeves la rimorchiamo non sono stato mai con un’obesa chissà….” “Come desidera signore.” Alla fine dello spettacolo Alberto nel camerino delle ballerine che si stavano struccando. “Io parlo solo italiano, voi portoghese spero che ci capiremo.” “Tutte le ragazze si misero a ridere fragorosamente, la più piccola di statura: “A coso noi semo più romane delle romane, i costumi sò pè attirà la gente, io sò de Torpignattara, se sei ricco e voi rimorchià scegli, non a me, io  ciò mi fijo che m’aspetta a casa.” Alberto partendo dal presupposto che la ‘topa’non ha nazionalità ne scelse tre: Isabeli, Gisele e Lauren la grassa, non erano certamente i loro nomi ma chi se ne fregava, erano gran pezzi di figa pure la grassona nel suo genere. In abiti normali le tre seguirono Alberto, Jeevs sistemò la loro valigetta nel bagagliaio dell’auto, le ragazze si sistemarono nel sedile posteriore della Jaguar posteggiata dinanzi al teatro. “Dove ci porti? Che ne dici di un ristorante siamo affamate.” Al ristorante ‘Cannavota’ stavano per chiudere: “Mi dispiace signore ma…” Dinanzi ai cinquecento Euro di Alberto il padrone del locale: “Sono Romolo a disposizione.” Anche i cuochi furono foraggiati e ripresero il loro lavoro con piacere, non capitava tutti i giorni di….Tutto a base di pesce. Alberto: Un applauso ai cuochi, bravissimi, ci torneremo altre volte.” Ragazze ora a casa mia, fate piano perché io abito al piano attico ma sotto ci sono tanti vecchietti ricchi e rompiballe, romperebbero i zebedei all’Amministratore il quale se la prenderebbe con me.” “Alberto siamo stanche e appesantite dal mangiare, che ne dici di rimandare tutto a domani?” Aveva parlato Lauren anche a nome delle colleghe, furono accontentate, le donne svogliate a letto sono una frana. Le tre false brasiliane erano state collocate ognuna in una camera singola con bagno annesso, si alzarono alle dieci, in poco tempo si truccarono e, dietro indicazione di Jeeves andarono nella sala da pranzo a far colazione, erano tutte in vestaglia che lasciava trasparire ‘cose buone’. “Gentili signore ora che vi vedo in piena forma possiamo fare un programma, che ne dite di restare in casa e mangiare nel giardinetto, c’è frescura anche col sole, a proposito quali sono i vostri impegni di lavoro?” “Ieri sera era l’ultima, poi ci aspettano in Puglia ma possiamo rimandare, sei bello, simpatico e…danaroso.” Alberto prese sottobraccio Lauren, voleva provare la cicciona, ‘ciccio’ era già in posizione di battaglia, avere sotto di sé un monumento,  ad Alberto sembrava di essere in acqua, galleggiava piacevolmente sopra di lei, Lauren era disponibile davanti e darré oltre che in ‘Spagna’ con i due seni grandi ma duri inoltre baciava anche molto bene, un sorpresa eccellente. A pomeriggio inoltrato i quattro scesero le scale senza prendere l’ascensore, una decisione di Alberto sia per fare un po’ di movimento e soprattutto per passare dinanzi alle abitazioni dei coinquilini incuriositi dalle voci delle ragazze che fecero del tutto per farsi notare. Dinanzi alla porta di un appartamento un vecchietto rimase a bocca aperta guardando le tre ragazze, fu rispedito malamente dentro casa dalla moglie: “Sei il solito sporcaccione!” Le tre babys erano piacevolmente distese, oltre che ricco Alberto era un bel signore di circa cinquant’anni, alle colleghe Lauren aveva dato buone notizie sul padrone di casa. Il ponentino romano non invitava i quattro a rientrare fra le mura e così restarono nei giardinetti di S.Giovanni sino alle ventidue, televisione sino mezzanotte e poi tutti a nanna. Alberto fu raggiunto da Jeeves: “Signore sono imbarazzato ma debbo avvisarla che Isabeli ha qualcosa in più…” “A me sembra come le altre.” “Io stavo usando un eufemismo per dirle che è un transgender, l’ho notato perché la ragazza aveva lasciato la porta della camera aperta.” Alberto non era un puritano ma prudente nei rapporti sessuali,  con un trans gender voleva andare sul sicuro e così si recò nella farmacia di un amico: “Ciccio mi occorrono dei condom, di quelli che non si rompono, ho trovato un transgender bellissimo, sembra proprio una donna ma non voglio correre rischi.” “Non c’è problema ma…che ne dici se ci vado anche io, l’ho sempre desiderato, son quelle cose delicate che si riferiscono solo agli amici, a mia moglie dirò che sono a casa tua e non ritorno per la notte.” Era una sorpresa, a tavola erano in cinque, Jeeves  aiutava Gaio nel servire a tavola, in sottofondo una musica rock punk molto forte che stordì i commensali. Ciccio fremeva, mangiò pochissimo seduto vicino a Isabeli poi non resistette più e: “Io e Isabeli andiamo a fare un riposino, buon proseguimento.” Alberto si sistemò con Gisele bionda ma dal pube con peli scurissimi e lisci, vita stretta, seno non molto pronunciato, gambe bellissime e disponibilità massima in tutte le posizioni, era nata per fare l’amore. La mattina presto Ciccio ritornò fra le casalinghe mura prima della levata di tutti gli altri, la cosa fece pensar male ad Alberto che la sera successiva invitò Isabeli nel suo talamo. “Cara ti prego di essere sincera, che genere di rapporti sessuali hai avuto col mio amico, non c’è pericolo che faccia cattivo uso di quello che mi dirai.” “Ciccio all’inizio era titubante, quando ha visto il mio uccellone è rimasto basito, non se l’aspettava così grosso poi ha preso coraggio, si è spalmato con della vasellina il sedere e pian piano son riuscita a penetrarlo con grande suo piacere, ha avuto vari orgasmi, era incontentabile.” “Va bene, ma io non sono Ciccio, tutto tranne il mio popò che è e voglio che resti vergine!” Alberto pensò che quella particolare avventura fosse finita lì ma non aveva fatto i conti con un amico di Ciccio, che lui non conosceva e che gli telefonò: “Sei Alberto? Io sono Raffaele detto Fefè, Ciccio mi ha parlato di una certa Isabeli, bellissima, vorrei conoscerla da vicino, son disposto a pagarla bene ed a fare un regalo a te, sono un antiquario, dimmi quello che desideri.” Alberto preso alla sprovvista non sapeva che rispondere: “Fai tu, sai dove abito?” “Me l’ha accennato Ciccio, a domani sera, se possibile a cena.” “D’accordo, mi raccomando la discrezione.” Isabeli fu informato o informata della nuova richiesta per lei, nessun problema solo questione di quattrini, sempre ben accettati. Fefé si presentò con il regalo per Alberto,  un grande quadro del pittore Tamburi, una natura morta della scuola romana, quella di più valore. Alberto parlando con Jeeves: “Mio caro mi pare di essere diventato un prosseneta, sai che vuol dire questa parola?” “Perfettamente signore ma non ritengo che lei faccia parte di quella categoria, un regalo non è moneta.” Il fatto di ospitare un altro aspirante di fruire delle ‘grazie’ di Isabeli avvenne il giorno dopo: un certo Paolino telefonò ad Alberto  presentandosi come amico di Fefè e chiedendo di essere ‘invitato a cena’, era stato prudente nel parlare, Alberto ne fu contento, sapeva che anche gli ex colleghi intercettavano le telefonate un po’ di tutti, ricordava il detto fascista: “Silenzio! Il nemico di ascolta!” Paolino faceva ‘onore’ al suo nome era piccolo e mingherlino, ridendo dentro se stesso Alberto pensò che a letto se la sarebbe passata male con Isabeli…ma non erano fatti suoi, il signorino si era presentato con una statuetta antica in terracotta di notevole valore probabilmente proveniente da scavi clandestini, era molto bella: una dea nuda abbracciata ad un mortale. ‘E venne il giorno’ non quello del film catastrofico ma della partenza delle tre false brasiliane, Gisele aveva fatto capire ad Alberto che volentieri avrebbe fatto la parte della castellana ma il nostro non più giovane, in base alla sua esperienza capì che c’erano troppi lati negativi in quella liaison, fece lo gnorri ed accompagnò le ragazze alla stazione Termini da dove erano stati spedite le casse con i loro costumi brasiliani, destinazione Brindisi. “Finalmente soli signore!” “Non ti piaceva avere compagnia?” “Un po’ si ma di recente c’era troppo traffico in casa!” “Jeeves posso farti una domanda personale?” “Signore non ho nulla da nascondere.” “Mi dici come te la passi a donne mai ti ho visto…” “Signore i veri butlers inglesi non hanno sesso!” “Pardon Jeeves non sciebam!”
 

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