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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

28 marzo 2012 alle ore 17:57

GLI AMORALI FELICI - 2^ PARTE

Il racconto

"È un bell'uomo ma non ci avevo mai fatto un pensierino, torniamo in sala."
Carlotta aveva messo al corrente del fatto il consorte il quale s'era fatto delle matte risate. 
Venne allora fuori il dialetto romanesco:
"Anvedi quell'angioletto pretacchione, avevamo un John Holms nel palazzo e non lo sapevamo, n'antro pò te se faceva n' mezzo alla sala!"
All'Epifania i quattro si scambiarono i regali: tutto sul genere vestiario: camice, pullover, cravatte, calzini il tutto condito con: che bello, di buon gusto, quello che mi mancava, l'ho sempre desiderato, più o meno tutti sembravano sinceri.
Alberto: "Musica rock o lento sentimentale?"
Naturalmente optarono per il sentimentale con scambio di coppia.
La scena dell'ultimo dell'anno si ripetè ma, sia Massimo che Rossana ignorarono i rispettivi coniugi.
Dopo un paio d'ore:
"Veramente una bella Befana, speriamo di rivederci." Alessio si era sbilanciato, forse l'alcol gli aveva dato quel coraggio che in passato gli era mancato.
Il pomeriggio seguente i maschietti al lavoro e le femminucce:
"Sono curiosissima, dimmi di cosa avete parlato quando siete rientrati in casa."
"Alessio si dimostrava imbarazzato, l'ho fatto andare su di giri e, per ultimo, mi ha confessato che da sempre ha una passione per te, ammira la tua bellezza e poi ama i seni grossi... dalle mie parti..."
Gli eventi in un certo senso precipitarono, qualcosa in Alessio era cambiato, Rossana aveva riferito a Carlotta che suo marito era cambiato, sempre triste, parlava poco, si era fatto concedere  quindici giorni di malattia, passava la mattina a leggere il giornale, dopo mangiato a letto e poi dinanzi al televisore, dialogo praticamente inesistente come pure i rapporti sessuali.
"Non riesco a farlo parlare, mi riferisce che ha sempre mal di testa, mangia poco al contrario di prima ed è praticamente assente, spero di farlo aprire, non riesco a capire cos'abbia, non vuole consultare un medico, ti farò sapere."
Dopo due giorni:
"Sono finalmente riuscita a far parlare Alessio, è innamorato di te, mi ha detto che gli sei entrata nel sangue, non fa altro che pensarti, per me ti vuole solo scopare, che mi dici?"
"Non ho capito, vuoi che mi sacrifichi affinchè il tuo beneamato ritorni quello che era prima o..."
"La situazione è senza sbocco, mio marito non intende riprendere a lavorare, dice che è senza forze, è in depressione, la nostra famiglia potrebbe andare a rotoli, sono disperata, se vuoi parlane con tuo marito..."
"Vieni a casa mia, c'è Alberto, vorrei che fossi tu a parlare con lui, potrebbe capire che voglio prendermi una licenza erotica quando non è così, in parole povere dovrei fare la buona samaritana sessuale!"
Rossana si presentò poco dopo in vestaglia, in viso era terrea segno di una vera sofferenza, fu lei a rappresentare ad Al la situazione.
Un lungo silenzio:
"La questione ruiguarda Carlotta che è la diretta interessata, d'altronde io ho approfittato di sua moglie, sarebbe uno scambio di 'cortesie' ma, mentre per me era puro piacere, per quello che ho ascoltato per lui è una questione di equilibrio mentale, ammesso che non faccia la parte."
"Ti assicuro di no, mi hai tolto una grossa preoccupazione, lo convincerò che Carlotta desidera far l'amore con lui." Abbracciò sia Carlotta che Alberto.
Passarono due giorni:
"Alessio aspetta una tua telefonata per sapere quando Al non sarà in casa."
"Va bene domani pomeriggio a casa mia, Al sarà nello studio, devi prestarmi il tuo interfono."
A pranzo Alberto e Carlotta non facevano altro che ridere, forse per mascherare l'imbarazzo.
Alle quindici una telefonata:
"Mio marito busserà a casa tua."
Preparazione di Carlotta: bidet alla cosina, un negligè sopra un baby doll rosa e messa in opera dei due trasmettitori, uno sotto il letto e l'altro nello studio in cui si era rifugiato Alberto.
Al suono del campanello Carlotta con un sorriso stampato sul viso fece entrare un Alessio imbarazzatissimo.
"C'è la moto di tuo marito qua sotto."
"È andato in ufficio in macchina, non vedi che piove."
"Vieni in camera da letto, c'è il condizionatore acceso, ma che fai non ti spogli?"
Alessio era in tuta da ginnastica, se ne liberò velocemente restando in canottiera da cui spuntava un coso grosso ma moscio.
"Levati sta canotta, sei ridicolo e comincia a spogliarmi lentamente, prima il negligè, poi la parte superiore, poi quella inferiore e Ale che ne dici?"
"Ti ho sognato tante volte ma ora che ti ho davanti...vedi non mi è diventato nemmeno duro, forse il troppo desiderio..."
"Ah troppo desiderio (Carlotta stava imitando il romanesco di suo marito) vediamo che posso fare, vieni te lo prendo in bocca."
"Ben felice..." al dialetto romanesco Alessio aveva contrapposto il suo veneto.
Ci volle del tempo ma, ad operazione compiuta, Carlotta si trovò la bocca completamente intasata da un coso lungo ma soprattutto grosso, lo tirò fiori e si mise a contemplarlo.
"Quanto sarà, venticinque centimetri?"
"Ventotto, me lo hanno misurato a scuola gli amici, ventotto centimetri."
"Mo che ci facciamo cò sti ventotto centimetri?" Carlotta cercava di metterlo sullo scherzo ma era preoccupata.
"Vorrei baciarti in bocca."
"Niente da fare, quella è proprietà di mio marito, vai sul collo e sulle tette."
Il buon Alessio dimostrava di saperci fare, Carlotta sentiva l'eccitazione montare rapidamente, le tette in particolare erano la passione dell'amante, sicuramente si rifaceva di quelle piatte della consorte, Carlotta trasferì una sua mano sul clitoride e godette alla grande.
Alessio si mise di lato col coso che guardava il cielo, Carlotta lo percepiva sempre più mostruoso e aprì il cassetto del comodino da cui prese un tubetto di lubrificante che, saggiamente, aveva acquistato per l'occasione, si unettò ben bene la 'gatta', lubrificò pure il cosone del compagno e:
"Entra piano piano."
Una parola, Carlotta strinse i denti, mai nella sua vagina era entrata una verga così grossa e dire che all'università se l'era spassata con vari compagni di studio.
Alessio non si era spinto molto all'interno:
"Vediamo se hai punto G, a mia moglie non sono riuscito a trovarlo."
Carlotta pensava : "Questo si mette pure a fare esperimenti su di me, ma ha preso per una nave scuola"  ma dovette ricredersi, stava provando qualcosa di nuovo, di eccitante, di molto eccitante, forse era il calibro del membro che era riuscito a farle provare quel piacere particolare, la scoperta del punto G.
"Ce l'hai, ce l'hai!" Alessio era contento come  un bambino, era riuscito per primo a farle provare quell'orgasmo speciale, le dispiaceva che suo marito ascoltasse tutto, non voleva che si sentisse defraudato di quel piacere che sua moglie non aveva mai provato con lui.
Alessio entrò più in profondità sino a quando non  raggiunse il collo dell'utero, quando il suo compagno godette Carlotta provò un'altra piacevole sensazione quale quella di uno schizzo violento sul suo utero, anche questa novità piacevole ma non profferì parola. Alessio proseguiva alla grande ad un ritmo sempre più serrato sin quando godette una seconda volta con ulteriore piacere per Carlotta.
"Alessio qui ci vuole una pausa!"
"Io son capace di godere anche tre o quattro volte di seguito!"
"Considera che la mia cosina è un pò arrossata e deve riposarsi, t'è capì"
Insieme si recarono in bagno, Carlotta fece un bidet alla sua beneamata e, mentre si spalmava una pomata lenitiva vide Alessio col coso 'ben dur' come nel poema erotico 'Ifigonia in culide.'
"Me lo vorrei lavare ma ho difficoltà, non riesco a farlo ammosciare, mi aiuti?"
Questa era nuova, lavare un'uccellone, non riusciva nemmeno a prenderlo tutto con una mano.
"Ma scusa a che ti serve, potresti farlo a casa tua."
"Ti prego ho sempre desiderato goderti in bocca, ti prego."
A Carlotta venne da ridere, ma si era in gioco...
In fondo era piacevole, una sensazione forte mai provata ma doveva stare attenta che non gli arrivasse in gola, si dedicò solo alla punta della cappella con le labbra, qualche morso leggero, molta lingua ma di far godere Alessio non se ne parlava proprio.
"Aiutati con le mani."
Giusto consiglio che portò a vari schizzi violenti sul bel faccino di Carlotta che non volle farsi godere in bocca.
Fine della scopata, Alessio si congedò con un bacio sulla fronte della occasionale amante e riprese la via di casa.
"Complimenti te la sei goduta alla grande alla faccia del povero marito che non ce l'ha così grosso ma che gli è diventato duro, non so per qual motivo e che ti vuole goderti in bocca."
Anche Alberto fu accontentato, poco dopo una telefonata:
"Alessio è sotto la doccia, dirti che è cambiato è il minimo, tutto merito tuo, ti vorrei ricompensare."
"Se la ricompensa è quella che penso io ti dico che per oggi ne ho avuto abbastanza, ho dovuto accontentare anche Al che si era arrapato, ne avrò per giorni prima di riprendermi e poi quel coso grosso di tuo marito, non so come tu faccia."
"Gliela mollo molto raramente, preferisco i fiorellini..."
"Si ma il mio sarà indisponibile per molto tempo, quello zozzone è riuscito anche a trovarmi il punto G e mi ha detto che tu non ce l'hai."
"Oh che bello, quando staremo insieme te lo troverò anch'io. Non vedo l'ora di riabbracciarvi, sono felice, non uso quasi mai questo termine ma in questo momento lo sono, ciao a tutti e due."
Alberto: "Vorrei esaminare la nostra situazione con freddezza: abbiamo compreso che fare sesso con altri non è stato per noi un problema, diciamo che la novità non c'è dispiaciuta ma domandiamoci: in fondo chi ci ha guadagnato? Il tormento di Rossana è il suo lato maschile che non poteva soddisfare e l'estasi quando era riuscita nel suo intento di averti e lo ha fatto furbescamente diventando la mia amante, pensaci bene."
"In questo momento penso solo a recuperare la nostra intimità, basta col punto G, lo schizzo sul mio utero, la mia bocca riempita da un grosso membro, desidero solo stare abbracciata con te, accarezzarci, baciarci, rotolarci nel letto ed avere un amplesso non sofisticato, mi piacerebbe la posizione del missionario, vorrei che stessi a lungo dentro di me."
I giorni seguenti furono un ritorno al passato, i due innamorati avevano ritrovato un'armonia che mancava loro da tempo.
Carlotta decise di prendersi una vacanza riguardo ad esperienze sessuali extra, aveva ripreso normali rapporti con suo marito e non le interessava altro.
Questa decisione non era ovviamente di gradimento di una certa femminuccia la quale si travestiva da diavoletto tentatore ogni volta che si incontravano.
"Ti trovo in forma, sei sempre più splendida, forse il rapporto con mio marito..."
"È stata un'esperienza particolare che non intendo ripetere."
Rossana aspettava che Al uscisse di casa per contattare Carlotta:
"Non ci crederai, Alessio manca da casa da quindici giorni, mi ha confessato di aver incontrato sul treno una sua corregionale e, invece di rientrare a Messina ogni volta che è libero va in albergo a Milano con la gentile signora. Per fortuna la cotale è benestante e così non ne soffre la cassa comune, la situazione mi lascia indifferente."
"Ti credo" pensava Carlotta "per te un fiorellino vale molto di più di un membro maschile sia grosso che piccolo!"
Non trovando riscontri in Carlotta Rossana, ormai disperata, contattò telefonicamente in ufficio Alberto il quale, rientrando a casa,:
"Mi ha telefonato la tua amica."
"Se è quella a cui penso dovrebbe essere anche amica tua!"
"Ne parliamo dopo cena, sento un odore stuzzicante proveniente dalla cucina." Alberto aveva cambiato discorso, aveva capito che non era il caso di insistere.
La curiosità indusse Carlotta a riprendere il discorso dopo cena.
"Raccontami di Rossana..."
"Non sono sicuro che ti farà piacere quello che mi ha detto, facciamo finta di nulla, penso che sia meglio così." Al aveva parlato furbescamente per aumentare il desiderio da parte della consorte di conoscere il contenuto del loro colloquio."
"E no, adesso voglio sapere tutto!" 
"L'hai voluto tu, Carlotta semplicemente mi ha proposto un bel trio stabile per sempre."
"Un conto è parlarne, in pratica... d'altronde è quello che desidera ogni uomo, avere contemporaneamente due femminucce meglio se una o ambedue omosessuali!"
"Carlotta l'ipocrisia non alberga in me, ti piace alberga?"
Un giorno dopo l'altro... Al impegnato in banca, Carlotta a scuola ad insegnare e, a casa, a correggere i compiti, nessuno dei due coniugi trattava l'argomento Rossana.
Erano trascorsi quasi due mesi quando una sera Carlotta scoppiò a piangere subito abbracciata da Massimo che non ritenne opportuno fare domande.
A letto, abbracciati, Carlotta:
"Non so qual è il motivo per cui ho taciuto sino ad oggi, c'era qualcosa in me che mi impediva di aprirmi, non riesco ad analizzare la mia reticenza. Tempo addietro Rossana ha bussato alla mia porta, era sconvolta, tremava tutta e non riusciva a trattenere i singhiozzi. Quando si è calmata ho capito la situazione: mi desiderava a tal punto da sentirsi male, la notte insonne, talvota vomitava, mal di pancia continuo, passava dal letto al divano, non aveva più forze.
Provai un senso di pena e finimmo a letto. Provai orgasmi multipli, Rossana era riuscita a trovare il mio punto G e mi baciava il clitoride in maniera deliziosa prima dolcemente poi in maniera forsennata lasciandomi senza forze.
Quella non fu la solo esperienza anzi mi feci trascinare praticamente tutti i pomeriggi... mi sento schiavizzata dalla situazione, per me è diventata come una droga, sento di non poterne fare a meno, aiutami..."
Alberto baciò a lungo la sconsolata consorte la quale pian piano riuscì a calmarsi.
"L'unica soluzione è quella di interporre fra di voi un maschietto escludendo Alessio, penso che sia il solo modo per riportare un pò di tranquillità fra di voi, la vostra è passione, piacere puro, parlane con Rossana."
Il colloquio fra le due signore  portò serenità fra di loro e alla decisione di un pranzo a tre la domenica successiva che, a distanza di tempo, Alberto definì memorabile, un sigillo fra amorali felici.
Rossana già alle nove aveva bussato alla porta di Carlotta e le due signore si erano chiuse in cucina assolutamente off limits per Al, per poi uscirne, sodisfatte verso mezzogiorno.
Le portate del pranzo erano eccellenti, le signore avevano superato se stesse ma il pensiero dei tre era altrove, al dopo pranzo.
Passaggio nel salone a rimirare il panorama, il maschietto al centro abbracciato alla due dame, un lungo bacio multiplo a sigillo del loro 'matrimonio.'
Il segnale della prossima battaglia fu dato da Alberto che infilò le mani fra le cosce delle signore le quali, quali colombe dal desio chiamate, si chiusero in bagno con Massimo in attesa nel salone, fu Carlotta a prendere per mano il consorte per condurlo in camera da letto.
Buio appena rischiarato da una candela che emanava odor di sandalo. L'atmosfera era surreale, Alberto si trovò a fronteggiare due fiorellini (depilati per l'occasione), popò e tette in un rimescolarsi continuo, talvolta non riusciva a capire a chi appartenesse il buchino in cui si era infilato, le signore se la godevano alla grande usando anche un vivratore.
Dopo la seconda goderecciata, il padrone di casa ritenne opportuno lasciare il campo e, dopo un breve lavaggio allo strapazzato ciccio, si rifugiò nel soggiorno.
Sprofondato in una chaise longe ricordò la parole del nonno Alfredo:
"Potrai giudicare una situazione sentimentale solo dopo esserti svuotato delle energie erotiche, solo così potrai dare un giudizio obiettivo della situazione."
Alberto era in quella situazione, ad occhi chiusi rivide le facce sorridenti di Carlotta e di Rossana ritratte inn un cerchio tondo come nei fumetti e che lo guardavano con un sorriso sornione.
Cosa veramente li univa oltre al sesso? Complicità, anticonformismo, tenerezza, amicizia, amore o l'unicità della situzione?
L'amore non era certo quello che aveva appreso dai genitori, dagli insegnanti, dalla lettura dei libri e dalla vita di tutti i giorni. I bacchettoni l'avrebbero preso per un arrivista, coccolato da due donne unite fra di loro da una forte carica erotica, Quali i loro sentimenti nei suoi confronti e, soprattutto, quale sarebbe stato il loro avvenire, in futuro sarebbe cambiato qualcosa? Troppi interrogativi senza risposta.
Dalla stanza da letto un silenzio totale, forse le signore si stavano ponendosi lo stesso problema, meglio abbandonarsi al destino.

 

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