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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

22 ottobre alle ore 17:00

INSIEME IN ALLEGRIA

Il racconto

Matteo De Luca e Alice Marconi si erano sposati nel castello  di Monterone vicino Perugia, dove abitavano, ampiamente ‘foraggiati’ da papà Riccardo e da mamma Maria Milazzo: invitati duecento persone, anche stranieri iscritti alla locale Università dove i due sposi erano impiegati. La maggior parte dei convitati  erano  giovani e crearono una gran caciara con grandi abbracci, anche un po’ troppo spinti, musica rock ad altissimo volume, pranzo preparato dal più stilè ristorante di Perugia: strangozzi al tartufo, ciaramicola, gallina ubriaca, agnello al forno, colombaccio selvatico, molte verdure, pane brustengolo, vino Montefalco rosso, torta al testo, liquore Nocerino, ce n’era per tutti i gusti ma dei giovani preferirono: alcuni ballare al ritmo indiavolato  dal suono del rock, altri si ‘infrattarono’ nelle stanze del castello. I due sposi furono molto festeggiati dagli invitati, grandi baci ed abbracci,  fine della serata alle due di notte. Il giorno seguente Matteo ed Alice partirono per il viaggio di nozze in Tunisia, paese arabo meno retrogrado degli altri in quanto a libertà personale delle donne, la sposa, in spiaggia, col suo mini bichini  era ovviamente meno ‘vestita’ delle ragazze locali che la invidiavano ma non potevano imitarla. Al ritorno una sorpresa: papà Riccardo aveva predisposto una porta tra i due appartamenti di sua proprietà nello stesso piano : “Quando leticherete potrete trovare rifugio nell’altro appartamento!” aveva sentenziato argutamente il papà non prevedendo che…Matteo ed Alice durante la permanenza in Tunisia si erano accorti che ambedue guardavano con insistenza gli appartenenti al sesso opposto, si domandarono il perché e, poiché avevano giurato di essere sempre sinceri l’un l’altro,  decisero di mettere in atto quello che in gergo si denomina ‘coppia aperta’ aiutati dal fatto di aver a disposizione due appartamenti. Matteo traslocò col suo  materiale di vestiario nei locali adiacenti,  sopra la porta divisoria furono poste due lampadine: una rossa ed una verde per capire quando era possibile andare a trovare il vicino coniuge senza procurargli problemi di intimità. Fra i due furono stabiliti patti chiari: nessuna gelosia, nessun impegno affettivo con altre persone di sesso opposto, cautela nello scegliere il partner temporaneo. Matteo era una giovane venticinquenne alto, bruno, fisico atletico, uno e ottanta di altezza, spesso allegro e sorridente al contrario di Alice  capelli lunghi, castani, alta quasi come il marito, occhi nerissimi, quasi sempre con sguardo corrusco e deciso per natura che, allorché arrabbiata, non faceva presagire nulla di buono da parte di chi l’aveva provocata; solo a letto, con un maschietto giusto per lei,  diventava uno ‘zuccherino’ lascivo.“Cara, stasera sono in compagnia di Aurora un allieva di legge, è una francese bionda, non ha nulla in comune con te, tu sei…” “Inutile che mi indori la pillola, ormai ognuno di noi, in quanto a sesso, ha la propria vita, auguri e non spremerti troppo!” La bionda si presentò poco dopo dicendo che da tempo aveva notato Matteo,  si mise subito in azione dimostrando che, in fatto di sesso,  le francesi non avevano nulla da invidiare alle italiane. Unico suo problema era stato quello che, durante l’orgasmo, urlacchiava e dall’altra parte Alice sentiva tutto rimanendo perplessa, a lei non era mai successo. Poi fu la sua volta: scelse Baldo un allievo di ingegneria bassino, moro: ”Cara ti chiedo scusa ama ho un problema!” “Non mi dire che sei impotente, ci mancherebbe altro!” “Non sono impotente anzi, guarda qua…e sfoderò un pene fuori della norma per grandezza e per lunghezza. Alice per la prima volta in vita sua rimase senza parole, stava pensando come comportarsi: accettare il rapporto sessuale con possibili conseguenze negative per la sua ‘gatta’ oppure…scelse ‘oppure’: “Mi raccomando vai leggero, mai provato…”  Leggerezza sino ad un certo punto, malgrado la vasellina con cui Baldo si era spalmato il pene e che ‘l’immisio penis’ avvenisse un centimetro per volta, Aurora emise qualche gridolino non di piacere come l’amica di suo marito, solo quando Baldo con il suo ‘marruggio’ arrivò sulla cervice del suo utero e dette il via ad una ‘mitragliata’ di sperma, Alice godette alla grande e così fu ricambiata del sacrificio. Baldo restò dentro per altre ‘mitragliate’ cosa ben accettata dalla signora sin quando: ”Basta mi hai distrutto!” Matteo ed Alice talvolta si riunivano a mangiare insieme raccontandosi senza vergogna le relative avventure con qualche benevolo sfottò quando erano accadute situazioni particolari come quando Alice incontrò un tale a nome Tommaso di Pistoia iscritto a medicina il quale: “Cara ho un problema…” “Non mi dire che hai un coso troppo grosso!” “No, io per avere un’erezione devo usare un vibratore nel mio popò poi tutto va bene.” Pensiero di Alice: “Ora mi capita pure un bisessuale, tutti a me gli incasinati!” Le cose andarono come previsto da Tommaso, tutto regolare sin quando ad Alice venne un’idea: “Fa provare anche a me il vibratore, non l’ho mai usato.”Alice ebbe due orgasmi consecutivi e poi rimase a gambe aperte sul letto piuttosto perplessa, che un coso di plastica fosse meglio di uno naturale, bah! A cena, dopo il racconto del fatto al marito, Alice fu bellamente presa per i fondelli fin quando: ”Vediamo se il mio è meglio di quello di plastica!” Era migliore! Alice rimorchiava più del marito: aveva conosciuto uno svedese spilungone, più di un metro e novanta, classico nordico biondo con occhi azzurri; la locale squadra di pallavolo lo aveva preso in squadra, era uno schiacciatore formidabile, molte vittorie erano dovute a lui e quindi era molto conosciuto e coccolato dai tifosi. Alice lo aveva conosciuto alla facoltà di agricoltura in cui era iscritto il tale, era curiosa di ‘assaggiarlo’ tanto era diverso dagli altri giovani dell’università, gli fece la corte, Dennis Bergman, questo il suo nome, non la recepiva ed Alice, come da suo carattere, si incaponì sin quando Dennis si fece convincere di andare a casa sua. Male gliene incolse quando vide uscire dal bagno Dennis che a fronte di due testicoli molto grossi presentava un pene piccolino, quasi da bambino, Alice represse una risata e si domandò se con quel coso avrebbe provato solo del solletico poi una decisione improvvisa: usare il popò che normalmente  ‘praticava’ raramente per evitare sensazioni spiacevoli ma con Dennis fu il contrario, il non sentire dolore le fece provare della goduria inaspettata, prolungata e piacevole, anche se non capì il motivo non avrebbe riferito il fatto al marito, forse ci avrebbe riprovato con Dennis. Matteo a medicina incontrò la negra Feiven Tewolde eritrea dal viso simpatico e dalle forme prorompenti, la scelse per variare le sue conquiste. Alla vista della dama nuda Matteo rimase perplesso e niente affatto arrapato, Feiven oltre ad una epa troppo pronunziata aveva tette grosse, pendenti  ed il nero dominava la punta del seno e le labbra della cosina, anzi della cosona. Ormai era troppo tardi e non poteva tirarsi indietro, avrebbe fatto una figuraccia che era probabile la ragazza avrebbe riferito alle compagne e lui avrebbe perso la faccia. Dopo un bel po’ di aiuto orale da parte della dama,  riuscì in qualche modo di far ‘riesumare’ciccio, ebbe anche il coraggio di mettersi in bocca la ‘cosona’ di Feiven e penetrare la vagina ma poi alzò bandiera bianca, cattiva esperienza che gli sarebbe servita in futuro per scegliere un partner. Meglio andò ad Alice con un mulatto etiope che probabilmente aveva del sangue italiano da parte di padre dopo la campagna della ‘terza’ sponda di Mussolini nel 1940. Senai Abraham  dimostrò subito la sua signorilità:  finto baciamano ad Alice, le diede la precedenza in bagno, non assistette al bidet della signora e si presentò in camera con un asciugamano sulle pudende. Alice rimase ben impressionata, baciò a lungo  il temporaneo compagno di letto e prese in bocca il pene che eiaculò un liquido piacevole al gusto e poi nella gatta dimostrò dimestichezza nell’arte amatoria riuscendo a trovarle il punto G ed a portarla nell’empireo del piacere, un vero signore sessuale, da rincontrare. Alice un pomeriggio di sabato si stava annoiando a casa, a Riccardo era venuto il pallino delle bocce e dedicava questo ‘amusement’ proprio il sabato pomeriggio con lo sfottò della consorte che considerava le bocce un passatempo per soli anziani. “ Ti vedo in discesa mon amour , attento che qualche boccia fuori tiro non ti arrivi sul tuo ‘ambaradam’.  Alice, benché fuori ci fosse un vento gelido, decise di uscire imbacuccandosi alla meglio, non aveva veri capi invernali e, passeggiando per il corso di fermò dinanzi ad una pellicceria ben fornita. D’impulso entrò dentro e fu accolta da un delizioso calore. All’avvicinarsi di un giovane elegantemente vestito di bell’aspetto e sorridente: “Sono entrata solo per riscaldarmi, scusi la sincerità.” “Sono Adalberto Mosca il proprietario del negozio, è un piacere avere nel mio esercizio sì deliziosa signora, anche se non è venuta per acquistare una pelliccia gliene farò provare qualcuna, in caso di sfilata potrei chiederle, dato il suo fisico longilineo, di fare da modella.  Alice ne provò alcune ma, indossatane una di color marrò-miele rimase affascinata: “Questa è favolosa, non le chiedo nemmeno quanto costa, immagino una cifra elevata.” “Lei ha buon gusto, questo è un visone demi buff a righe verticali  e poi all’orecchio di Alice: “La vedrei bene solo con questa pelliccia indosso!” “Anch’io ma…” “Non ci sono ma, le chiedo di fornirmi un  indirizzo dove recarmi con la pelliccia e fargliela provare ‘nude look’. Alice non ci pensò due volte e fornì ad un Adalberto, cui la pressione sanguigna era aumentata di molto, l’indirizzo di casa sua e l’orario: domenica mattina alle dieci. Il giovane si presentò un quarto d’ora prima, Alice accese la luce rossa della porta di comunicazione col marito e:”Se permette vado in bagno per indossare questa favola.” Apri la porta del bagno avvolta nel ‘demi buff’ e di colpo, restando nuda:  “Voila  sono a sua disposizione.” Finirono sul letto ed Alice mise in atto tutto il suo repertorio sessuale che mandò ‘in gloria’ Adalberto. “Sei stata favolosa, c’è un solo problema, ho un socio nel negozio e prima di poterti regalare la pelliccia devo parlare con lui e sperare che sia d’accordo.” Ed intanto si riportò indietro la pelliccia; Alice pensò di aver preso una fregatura e, all’uscita del giovane, per rabbia prese una spazzola e la getto contro il muro dandosi dell’ingenua. Ma il destino era diverso da quello da lei presagito, Adalberto si fece vivo per telefono e: ”Carissima, ho avuto il consenso del mio socio, un giovane per bene che però desidera conoscerti, se sei d’accordo…” Dopo un attimo di esitazione la futura proprietaria della pelliccia acconsentì e l’appuntamento fu per le nove della domenica, decise un’ora prima pensando che i signori da accontentare erano in due…Adalberto aveva avuto ragione, Giacinto questo il nome del socio, di brutto aveva solo il nome. Alice fece la solita pantomina dell’entrata con pelliccia addosso senza veli , invitò i due con testosterone alle stelle ad andare in bagno per un bidet e poi…Giac. ce l’aveva proprio lungo, impressionante, in erezione sembrava la lancia di un cavalier antico, sul letto Alice riuscì a mettere in bocca solo la punta ma il più doveva ancora venire quando si trovò la ‘gatta’ infilata sino in fondo con solo la metà del ‘coso’, Adalberto si fece anche lui sotto o meglio si infilò nel ‘popò’ della dama  facendo provare alle stessa il doppio gusto. I due erano instancabili fin quando: “Ragazzi ne potremo parlare un’altra volta, per oggi…”Ci vollero altre tre ‘sedute’ per conquistare finalmente la proprietà della ‘demi buff’ che Adalberto disse valere quindicimila  €uro, voleva dire che anche la sua ‘chatte’ valeva tanto! Riccardo non fece commenti solo pensò che la ‘gatta’ della consorte era più pregiata del suo ‘pisello’. Alice sentiva il bisogno di provare nuove sensazioni sessuali, era nel suo carattere prendere l’iniziativa, lo comunicò  al marito: “Mon amour che ne diresti di un’esperienza di noi due con una coppia così vedrò quello che combini con un’altra ed anche tu…” Ricevuto l’assenso si mise alla ricerca. La scelta ricadde su una coppia di siciliani di Taormina che non avevano nulla di quello si dice degli abitanti di quell’isola, avevano la fama di essere anticonformisti. Calogero (Lillo)  Caruso e Letizia Marino furono contenti dell’invito anche se  conoscevano Matteo ed Alice solo di vista. “Benvenuti a casa nostra, abbiamo ordinato in vostro onore una cena a base di pesce, cosa difficile da avere da queste parti,  aggiungeremo del Verdicchio dei Castelli di Jesi e del Pro Secco, vini che ci inviano degli amici.” Un po’ di musica ‘lenta’ per ballare e conoscerci, ci sappiamo anticonformisti e questo renderà più piacevole la serata. Letizia bionda di chiara provenienza normanna non aveva nulla dei caratteri siciliani, al contrario Lillo che era un classico dalla pelle scura ed occhi nerissimi. Due camerieri portarono la cena ed i quattro fecero onore alla libagione non trascurando i vini che resero i quattro ancora più allegri. Letizia andò in camera da letto e ritornò come mamma l’aveva fatta con gran piacere di Matteo che seguì il suo esempio, Calogero ed Alice si guardarono negli occhi e scoppiarono in una bella risata: “Stì zozzoni ci hanno preceduto, che ne dici mia cara di imitarli?” E così fu che tutti e quattro ballavano al suono di un lento con i maschietti che avevano sfoderato la loro ‘sciabola’ che le ragazze presero volentieri in bocca con la conseguenza di assaggiare un ‘digestivo’ da ambedue apprezzato poi il passaggio sul lettone che dovette sopportare il peso ed il movimento dei quattro. In una pausa Alice baciò in bocca Letizia che contraccambiò volentieri, le signore si erano scoperte bisessuali con gran piacere dei compagni  maschietti che le ‘infilarono’ mentre loro seguitavano a baciarsi, una situazione non prevista ma molto piacevole. I quattro si erano affezionati, Matteo ed Alice smisero di cambiare partner. I due siculi, dopo aver conseguito la laurea nelle rispettive discipline ritornarono nella loro terra. “Vi aspettiamo a Taormina, mio padre è proprietario dell’hotel ‘Le Rose Rosse’, è un posto bellissimo con panorama sul mare, un bacione ed a presto!” Ormai un sentimento profondo univa le due coppie, non era solo un ‘exchange of partners’, c’era qualcosa di molto più profondo che li legava, qualcosa di indefinibile, al di la del sesso, che li portava a voler stare insieme il più possibile provando sensazioni meravigliose, un qualcosa molto vicino all’ amore, anche se molto particolare.

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