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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

08 agosto alle ore 9:28

LA POLIANDRA

Il racconto

Zio Maurizio avrei bisogno di un favore, un favore grande, non dirmi di no!” “Dimmi quanto ti serve.” “Non è questione di soldi, non riesco a superare un esame all’Università e così ho pensato di aiutare la sorte conquistando un professore, certo Daniele che ci ha sempre tentato con me e forse per questo mi boccia ogni volta, devi prestarmi casa tua per un breve incontro…”Esmeralda era la figlia di un amico di suo padre, Ignazio proprietario di una grande officina di auto a Messina in via Antonio Maria Jaci, Maurizio quarantenne, scapolo, titolare di un negozio di computer era perplesso, non aveva mai visto Esmeralda sotto l’aspetto sessuale, l’aveva vista crescere, un po’ una nipote tanto e vero che lei lo chiamava zio ma a questo punto…”Zio poi penserò pure a te…” Un momento di silenzio, non era facile sorprendere Maurizio ma  in seguito a questa seconda affermazione… Esmeralda faceva onore al suo nome, era veramente affascinante: longilinea, corpo da modella con gambe perfette, la sua caratteristica principale grandi occhi verdi. “Mi hai rivoluzionato il cervello, forse è una iperbole ma risponde a verità, ti vedo con altri occhi…va bene, conosci la mia abitazione in una villa in via Consolare Valeria, unica condizione voglio essere in casa quando incontrerai il tuo professore,  in un certo senso è per tua difesa, ai tempi d’oggi non si sa chi puoi incontrare.” “Grazissime zio.” Maurizio pensò bene di istallare una telecamera con tanto di sonoro nella camera da letto, visore nello studio, fece delle prove,  tutto funzionava.  “Zietto domani è sabato, che ne dici l’appuntamento per il pomeriggio, mi pare che non lavori, e che il tuo negozio sia chiuso.” “D’accordo vieni a casa mia alle sedici.” Maurizio si ricordò che Esmeralda non aveva le chiavi di casa sua e così lasciò accostata la porta d’ingresso. Poco dopo le sedici una Volvo fu posteggiata all’interno del giardino della villa di Maurizio, ne scesero Esmeralda sfavillante in minigonna e con camicetta senza reggiseno ed un ‘ elemento’ piuttosto grassone ed avanti nell’età, giudizio di Maurizio: uno schifo. I due si diressero in camera da letto, sparirono per un po’ dalla vista di Maurizio, erano andati in bagno e poi riapparvero, lei una statua greca novità piacevole per lo ‘zio’ che non l’aveva mai vista nuda. La ‘nipote’ si diede da fare per ‘rinvedire’ il coso del professore ed ‘incappucciarlo’ con un condom poi lei preferì la posizione dello ‘smorcia candela’ per evitare di sentirsi addosso il panzone. Il professore, forse digiuno da tempo, fece presto a farsi la prima, seguitò poi per molto tempo sin quando fece segno ad Esmeralda che ne aveva avuto abbastanza. Rivestitosi il buon Daniele levò le tende, Esmeralda si era guadagnata la promozione. “Zietto ho notato la telecamera e quindi hai visto tutto, ho imparato dalla vita che talvolta si debbono avere dei compromessi, i miei si aspettano molto da me per quanto riguarda lo studio, non voglio deluderli e per questo che…” “Non ti devi giustificare, dopo il primo momento di perplessità ho compreso la giustezza della tua decisione.” “ Zietto, ti è diventato duro, che fa lo accontentiamo?” Senza porre tempo in mezzo la ragazza prese in bocca il ‘coso’ di Maurizio che, ad occhi chiusi, poco dopo si accorse che la nipotina stava ingurgitando tante vitamine. “Maurizio il tuo è stato il più buono di sapore in senso assoluto, non sei più mio zio ma un mio marito, io sono poliandra come le donne del Tibet.” Ormai Maurizio si aspettava di tutto da Esmeralda e preso da curiosità domandò chi fosse stato il primo della sua vita. Risposta  assolutamente inaspettata: “Mio padre, avevo sedici anni ed è stata tutta colpa mia: quel pomeriggio mia madre non era in casa, sempre curiosa in fatto di sesso gli ho chiesto di farmi vedere il suo ‘coso’, non ne avevo mai visto nessuno, quando l’ho visto diventare grosso e duro prima l’ho preso in mano e poi ho deciso che papà sarebbe stato il primo uomo della mia vita, è stato un rapporto magico, denso di emotività, non meravigliarti, mi sono scoperta anticonformista.” “Mi hai aperto una visione del sesso a me sconosciuta, d’altronde anche nell’antichità esistevano rapporti fra consanguinei, Cleopatra si era sposata con suo fratello. Ti riaccompagno a casa, per oggi ho fatto il pieno di sensazioni fuori del comune, stranamente mi sento più vicino a te e, quando vorrai vorrei essere uno dei tuoi mariti.” Un bacio lungo, profondo profumato,m Maurizio non aveva mai provato tante belle sensazioni in un bacio, ormai anche lui era nel ‘giro’ di Esmeralda. Una festa da ballo in casa di Ignazio: a fare gli onori di casa mamma  Alice e naturalmente Esmeralda vestita contrariamente al solito in modo ‘castigato’. Altra sorpresa, la ragazza aveva invitato Carlo un suo compagno di università, uno spilungone niente affatto bello ma…chissà che ci aveva trovato in lui la ‘nipote’, mah. Maurizio chiese il permesso al padrone di casa per ballare con sua moglie, riposta: una risata da parte di Ignazio:”Sei rimasto ai primi dell’ottocento, in ogni caso con Alice non c’è nulla da fare, è puritana e pure religiosa!, vai facile!” “Maurizione bello, in passato mi avevi detto che ballavi come un orso, ora ti sei scoperto ballerino!” “È l’unico modo per stati vicino e parlare un po’ con te. Posso farti una domanda intima, ma tu a tuo marito l’hai tradito mai perché mi risulta che lui …ti ha fatto diventare come un cesto di lumache!” “È un paragone da Esopo o da La Fontaine, suggestivo ma in confidenza posso dirti che anche se talvolta…mai l’ho fatto becco anche se se lo merita, con lui ho rapporti sessuali fuori del normale, la mia religione mi impedisce di usare la pillola o il condom e così lo ‘zozzone’ entra nella mia cosina quando mi stanno per venire le mestruazioni o poco dopo, in altri periodi son costretta a concedergli il mio ‘popò’, stasera sono un poco brilla e voglio farti un confidenza: qualora decidessi di fare un peccato mortale, tradendo mio marito lo farei, indovina con chi?” “Con un giovane bello e palestrato.””Sbagliato con te, mi sei piaciuto sin dalla prima volta che ti ho conosciuto…forse mi sono spinta troppo nelle confìdenze, io non reggo gli alcolici e questa è la conclusione, fai finta che non ti abbia detto nulla, ti prego…” “No mia cara, il Maurizione come tu lo chiami ama le belle donne e tu sei una dea come tua figlia, sarò sempre in attesa di una tua chiamata, magari quando sei brilla, ed ora ritorniamo a sederci, mi hai aperto il cuore, anch’io la prima volta che ti ho visto…” Una telefonata: “Maurizio che ne dici se sabato sera vengo a trovarti nel tuo negozio, vorrei…comprare un computer nuovo.” “Lallero come dicono a Roma, sono a tua disposizione, non vedo l’ora che passino i giorni, troverai cannoli siciliani e spumante in fresco, grazie anticipate cara.” E così fu: Esmeralda non più vestita castigata si presentò in negozio, grandi baci ed abbracci e poi sollevata la gonna, una sorpresa, la ragazza aveva ‘dimenticato’ di indossare gli slip, una foresta nera come quella delle favole dei fratelli Grim. ‘Ciccio’ era già in posizione ma Esmeralda: “Dì all’amico tuo’ che prima voglio mangiare, oggi ero all’università e non ho pranzato.” Riempito il pancino di ambedue Esmeralda: “Sicuramente ti sarai domandato il perché mi sono fidanzata con Carlo, lo so che è brutto ma la sua ricchezza fa dimenticare la sua poca avvenenza,  ha ordinato per me una Mini verde, per il sesso niente di particolare, ce l’ha piccolo e fa fatica ad ‘alzarsi’ per questo c’è lo zio ossia il Maurizione come ti chiama mia madre, a proposito che avevate da dirvi, avete ballato, si fa per dire, a lungo.” “Alice mi ha confessato che gli son piaciuto sin dal primo momento che mi ha conosciuto ma per motivi religiosi non me la molla, la figlia mi compenserà…Il loro rapporto fisico fu lungamente piacevole, anche il popò della ragazza ebbe la sua parte col famoso doppio gusto.” Per ora ho fatto il pieno, niente maschietti per una settimana.” “Se riesco a convincere tua madre?” È come vincere al lotto, se ci riesci ma poi mia madre dovrà andare dal confessore e fare penitenza, mi vien da ridere, è brutto essere degli schiavi complessati dalla religione, viva il sesso!” Passa un mese poi una telefonata: “Sei tu zione?” “Adesso sono ritornato zione, dimmi le novità ed una tua sicura richiesta.” “Ho superato un gran numero di esami tutti insieme, ma ora ho trovato uno scoglio.” “Il solito maschietto arrapato?” “Quasi, stavolta si tratta di una femminuccia o meglio femminona, si chiama Isabella e sotto la sua ‘mannaia’ sono caduti molti studenti e soprattutto studentesse, non voglio fare la stessa fine, vorrei studiare un solo capitolo e farmi interrogare su quello, il compenso? Un rapporto lesbico mi ha fatto la richiesta a mezza bocca come si dice in gergo ma l’ho capita benissimo, mi ha dato il numero del suo telefonino e aspetta una mia chiamata.” “Bene appuntamento a casa mia con telecamera in funzione, non è che posso unirmi e fare un trio?” “Per me sarebbe la prima volta come il rapporto lesbico, dovrei domandarlo a Isabella che bella non è: alta, robusta, capelli corti, naso pronunciato, tette piccole, gambe due colonne, potrebbe schiacciarci le noci.” Isabella arrivò nel cortile della casa di Maurizio  con l’aiuto del navigatore satellitare, posteggio la Fiat Abarth 595 dietro casa e con passo marziale entrò nel portone attesa da Esmeralda. “Professoressa benvenuta, siamo fortunate è pure una bella giornata.” “Non tergiversiamo, della bella giornata non me ne frega nulla, andiamo in camera da letto!” Le due signore dopo un soggiorno nel bagno riapparvero nel monitor di Maurizio. Nuda Isabella sembrava ancora più massiccia, prese Isabella per una mano e la posizionò non molto gentilmente sul letto, era proprio arrapata. Seconda mossa si mise a cavalcioni sul corpo della ragazza e cominciò a baciarla in bocca poi scese sui capezzoli ed infine sulla gatta dove sostò a lungo portando Esmeralda ad orgasmi ripetuti. Poi fu la sua volta, pretese da Esmeralda lo stesso trattamento sessuale che aveva avuto con lei, ad ogni orgasmo vibrava tutta, uno spettacolo decisamente fuori del comune anche perché aveva ripetuti orgasmi senza mai stancarsi, forse un digiuno protratto. Fu Esmeralda che dichiarò forfait: “Cara Isabella sei stata bravissima ma mi hai distrutta, un po’ di tregua.” “Hai detto bene tregua che vuol dire sospensione temporanea.” Esmeralda giocò l’ultima carta, non aveva più nessuna voglia di sesso: “Isabella in casa c’è anche il mio fidanzato, é assolutamente affidabile e serio…” “E vediamolo stó fidanzato, non sarà per caso un racchio…” A voce alta: “Maurizio Isabella ti vuol conoscere, fatti vedere.” “Lui ha registrato le nostre performance, è un tecnico informatico,  se non sei d’accordo possiamo distruggere le immagini.” “Ormai siamo in ballo…” “Pensavo peggio, ti sei scelto proprio un fusto, vediamo quello che sa fare con me!” Punto sul vivo della sua sessualità Maurizio prese possesso del corpo di Isabella, dalla bocca sino al fiorellino che tanto fiorellino non era, un clitoride simile ad un piccolo pene molto recettivo con orgasmi multipli e anche rumorosi. Anche le lesbiche hanno  un punto di rottura dal piacere, Isabella si mise prona, voleva riposarsi. Maurizio ed Esmeralda ritennero opportuno lasciare sola l’insegnante che apparve loro nel salone dopo circa mezz’ora, aveva le occhiaie. “Ti ho portato il capitolo che devi imparare, studialo a fondo perché agli esami son presenti i tuoi colleghi ed io devo essere severa con te come con gli altri, buona fortuna ragazzi e…a rivederci!” Col cavolo pensò Esmeralda, passati gli esami…il segno dell’ombrello! Per Maurizio un fiume di novità, l’ultima telefonata da parte di Alice: “Maurizio che ne dici di venirmi a trovare, mi sento sola…” Alice aveva la voce ‘impastata’, Mauri non se lo fece ripetere un’altra volta e partì a razzo, qualsiasi fosse il vero motivo della telefonata voleva andare sino in fondo, in fondo erta stato lui a mettere una pulce nell’orecchio di Alice in fatto di sesso. Ebbe la conferma quando la signora aprì la porta di casa, barcollava leggermente ed odorava di alcool. “Oggi mi sento diversa, avevo bisogno di compagnia ma non di mio marito, volevo solo te, solo te…Aperta la vestaglia apparve un corpo ancora appetibile, Mauri prese in braccio Alice e la depositò sul letto matrimoniale, la signora sembrava immobile ma stava reagendo alle coccole prolungate di Mauri, dopo che lo stesso si impossessò del suo clitoride scintille da parte della padrona, un tremolio molto prolungato e poi una girata di spalle da parte della signora, significato esplicitò, anche il popò voleva la sua parte, un popò molto recettivo tanto la portare la padrona ad orgasmi inusitati per lei. Dopo un po’ Mauri pensò bene di sparire da casa di Ignazio, si può essere conformisti quanto si vuole ma allorché si tratta della propria moglie, boh. Giorni appresso una telefonata di Esmeralda: “Carissimo che ne dici di un colloquio tra di noi?” “Con o senza sesso?” “Poi si vedrà vengo al tuo negozio, se ci sono i commessi parleremo in macchina. E così fu: “Sentiamo il motivo della richiesta di colloquio, sento puzza di bruciato.” “Non brucia nulla se non l’anima di mia madre, mi ha raccontato del vostro rapporto ed il confessore non le vuole dare lì’assoluzione, lei è disperata, lo sai quant’è religiosa maledizione, potevi fare a meno…” “Ti sembro il tipo di offendere una signora non accettando un suo invito, non è da gentiluomini.” “Non fare il furbo con me, io voglio molto bene a mia madre, lei di mentalità è ancora una ragazzina e si crea problemi per una scopata extra, mio padre che non conosce la verità, è preoccupato per il comportamento di mia madre, non sappiamo che fare.” Allo zio Mauri venne un’idea brillante che tenne per sé, domandò a Esmeralda la chiesa dove sua madre andava a messa. Anche se incuriosita la ragazza senza chiedere spiegazioni riferì il nome della chiesa: Santa Maria dell’Arco. Mauri il pomeriggio si recò in quel luogo santo e chiese ad un chierichetto dove potesse trovare il parroco: si chiamava don Luigi, era in sacrestia. “Padre sia lodato Gesù Cristo.” “Sempre sia lodato che posso fare per lei, non mi sembra di averla mai incontrata.” “È una storia molto delicata decisamente importante e vitale per l’interessata, si tratta di Alice che lei certo conosce, è disperata, non vuole parlare nemmeno con i suoi familiari, secondo lei ha commesso un peccato mortale, lei parroco non vuole darle l’assoluzione per un peccato…della carne di cui si è subito pentita, io sono il colpevole, addossi a me la colpa del peccato.” “Giovanotto io  son ben più vecchio di lei, lei è un furbacchione che tuttavia apprezzo per il suo buon cuore, sicuramente non è religioso altrimenti saprebbe che quello che mi chiede è impossibile da mettere in atto, faccia sapere ad Alice che son pronto a riceverla di nuovo.” Dopo una settimana una telefonata di Esmeralda: “Carissimo zietto tutto è tornato come prima, mia madre è rinata, allegra ed affettuosa, ne sai niente?” “Non mi voglio allargare troppo ma posso riconoscermi il merito del cambiamento di tua madre, ho appreso molto da uno sciamani che ho conosciuto anni addietro, son contento per la mia cura abbia sortito l’effetto sperato.” “Lo conosci il detto ‘a me non la si fa’, sei un imbroglione simpatico, non so quello che sia effettivamente successo a mia madre in ogni caso  ricompenserò un tuo capriccio sessuale, hai qualche idea?” “Leggerò il kamasutra, ci deve essere una posizione con cui riesca a restare a lungo dentro la tua deliziosa.” “Domanda notizie a ‘ciccio’ non mi sembra più tanto giovane da mettere in atto il tuo desiderio, a presto!” Maurizio tristemente dovette convenire con la nipote, ormai ‘ciccio’, anche se volenteroso non era più quello di un a volta!

 

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