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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

04 luglio 2018 alle ore 15:37

OMBRETTA SDEGNOSA DEL MISSISIPÌ...

Intro: Talvolta il diavolo e l'acqua santa possono convivere bellamente!

Il racconto

Era una domenica primaverile in cui, ovviamente, non  era prevista per i comuni mortali l’andata in ufficio ed in cui gli uccellini nei loro nidi, dentro fitti alberi, deliziavano col loro canto gli abitanti dell’isolato Poggio Aprico a Messina.  Situazione piacevolissima che faceva riconciliare il buon Alberto M. col mondo. Sotto le lenzuola  pensava di …avvicinarsi alla deliziosa consorte Ombretta quando la stessa, che faceva finta di dormire: “Te le puoi dimenticare!” “Adesso leggi pure nel pensiero peraltro sbagliando, sei diventata una maga.” “Sono una maga che sente troppo vicino a sé qualcosa che non le appartiene ma che vorrebbe… ma nun c’è trippa pè gatti! Un po’ di romanticismo non guasterebbe.” “Intanto non copiare le mie espressioni romanesche, sei ridicola e poi ‘ciccio’è indipendente da me, ogni tanto rialza la testa in cerca di selvaggina…” “Ed io sarei secondo quello zozzone ‘selvaggina’, mi sento offesa, io sono…” “…Una gran mignotta quando sei di buzzo buono!” Una cuscinata, peraltro prevista, venne scansata da Alberto che comprese che era partito col piede sbagliato. Per sua fortuna quel giorno era l’anniversario del loro matrimonio e un braccialetto d’oro molto fine avrebbe ben presto consolata la gatta arrabbiata. E così fu. “Il mio amore si è ricordato…” “Il tuo amore s’è ricordato dei casini tremendi che ha dovuto subire per ottenere il divorzio da sua moglie.  Ero sull’orlo del…” Un bacio profondo, un volar via di camicia da notte e di mutandine fu la logica, piacevole, conclusione di quell’ inizio di mattinata; fu un ‘risveglio’ molto lungo perché quando Ombretta era di buzzo buono ce la metteva tutta con gran piacere dello ‘zozzone’. La vicina di casa, Corinna,  dietro la porta d’ingresso: “Sto andando a messa, voi…” “Alberto ha già presenziato ad una funzione!” battutaccia che Corinna, molto religiosa ma non scema capì e non apprezzò: “Siete due miscredenti, brucerete nel fuoco eterno insieme ad Epicuro e a Farinata!” Alberto si era spesso domandato se Corinna fosse veramente religiosa o la sua fosse una finzione per coprire cosa? Bionda, alta, fisico da  modella, ricca di famiglia sposata con Athos, un greco che aveva conosciuto durante una vacanza a Rimini, niente figli. Suo marito era pilota di auto da corsa che, con la scusa del lavoro, girava il mondo. Una volta ritornò a casa dopo un mese di ospedale in Francia, un brutto incidente in gara che però non l’aveva convinto a lasciar le corse. Forse quello che aveva conquistato Corinna era il suo fisico atletico, il suo eterno sorriso e la piacevolezza del suo idioma, insomma un ‘conquistatore di donne a getto  continuo’ di petroliniana memoria. Tutto questo creava dei dubbi ad Alberto, i due coniugi non avevano niente in comune tenuto conto dell’attaccamento di Corinna alla religione cattolica ed ai suoi principi morali. La giornata fini con una cena intima nel ristorante di Ganzirri che i coniugi M. frequentavano con regolarità. Passata una settimana una novità: “Caro mi ha telefonato mia cognata da Bologna, la mamma sta male e vorrebbe rivedermi, è anziana e non vorrei…” “Ho capito viaggio nella città Felsinea” “Lo dici come se andassi a  divertirmi!” Accompagnata la consorte all’aeroporto di Catania, Alberto con la sua Jaguar X type lento pede anzi lenta auto ritornò a Messina. Si era preso un giorno di licenza dal suo ufficio della Camera di Commercio e doveva organizzarsi  per il suo ritorno temporaneo al celibato ma come? Ombretta gli aveva lasciato il frigorifero pieno ed altre scorte di cibarie sparpagliate in cucina ma non era quello il problema, la sera un cinema all’aperto ma poi…ci avrebbe pensato nei giorni successivi, aveva bisogno di una buona compagnia ma di chi? Da buon pagano Alberto ricordò che il destino è ad di sopra degli dei e quindi decise di lasciar fare al destino il quale si presentò la domenica pomeriggio successiva nella forma di Corinna. “Alberto, Athos è ad Imola per una corsa, dato che hai un televisore di ultima generazione se decidi di vedere il gran premio ti farò compagnia.” “Cara sarà per me un piacere, non amo la solitudine.” Sintonizzato sul canale 8, apparve il circuito prima inquadrato dall’alto e poi dall’interno della tribuna dove i concorrenti erano in attesa in attesa dell’inizio della corsa ma…ahimè la camera inquadrò una coppia in cui la donna passava il braccio sopra la spalla di un uomo: Ombretta e Athos!  Alberto col telecomando cambio subito inquadratura ma ormai… “Per favore, torna indietro, conosco questi nuovi televisori, hanno la possibilità di memoria e quindi ...” Ad Alberto non restò altro che accontentare la vicina di casa e la precedente scena apparve in tutta il suo romanticismo (si fa per dire). Malignamente Alberto la cosa non dispiacque anche se c’era di mezzo sua moglie, chissà se Corinna... In un attimo la signora sparì dalla circolazione rifugiandosi a casa sua. Ad Alberto la corsa non interessava anche per non rivedersi ‘cocu’ e così cambiò canale. Cena more solito in solitario e poi a letto senza riuscire a prender sonno, forse il peso delle corna… anche se abituato allo humor per Al. non era facile accettare la situazione. Stava per prender sono quando il telefono…Al buio la cornetta cadde per terra. “Pronto cara sei tu?” “Non sono la tua cara che penso abbia altro da fare in questo momento!” “Scusa Corinna ma non pensavo…” “E invece devi pensare, aprimi la porta ho la testa nel pallone, ed anche tu avrai i tuoi pensieri.” Corinna apparve in camicia da notte azzurra, i lunghi capelli fluenti sulle spalle ed un’aria bellicosa. “Deliziosa, non sono io il colpevole, niente muso duro, la notte è lunga, potrei leggerti una pagina dei Promessi Sposi!” “Da ieri pomeriggio il mio mondo è cambiato completamente, immaginavo che Athos si prendesse qualche…licenza ma non con Ombretta, è inaccettabile!” “Siediti sul divano, mettiamo al minimo un compact disk, non penso…” Invece Alberto pensò cose vastase (alla siciliana) quando vide uscire dalla vestaglia di Corinna una lunga gamba scoperta sino all’inguine. “Adesso voglio confessarmi con te, non so se sia il vocabolo adatto ma…io ti desidero da tanto tempo ma il comandamento ‘non desiderare la donna d’altri, nel mio caso l’uomo dal’altre, me lo impediva ma ora…”Un bacio prolungato svegliò ciccio che uscì speranzoso dalla patta del pigiama, Corinna lo prese in bocca sino all’ovvio risultato finale. La dama per nulla impressionata andò in bagno, dopo vari gargarismi riapparve nuda e si mise cavalcioni all’inalberato Alberto. Era forsennata, voleva ripagarsi da tanto tempo di desiderio inappagato, goderecciate multiple sino allo sfinimento. L’alba trovò i due abbracciati, pian piano aprirono gli occhi e, senza parlare Corinna prese la via del ritorno a casa ed Alberto riprese quella del sonno. Finale ovvio: i quattro facendo finta di nulla ripresero a frequentarsi incrociando i relativi partners, Corinna fu costretta a confessarsi in Chiesa ma trovò un prete intelligente che, conosciuti i fatti, l’assolse dai peccati. Volete sapere il seguito del titolo? Eccolo:‘Non far la ritrosa ma baciami qui.’ Mai si sappe unni dovia vasari Ombretta!
 

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