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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

22 febbraio 2018 alle ore 11:03

QUANT’È BELLA GIOVINEZZA…

Intro: il passato è dietro le nostre spalle, l'avvenire...sarà nostro solo se saremo accompagnati da una femmina bella, intelligente, affettuosa, disponibile. Ma esiste una tale meraviglia?

Il racconto

La Jaguar di Alberto M. viaggiava spedita lungo le strade che portavano in Svizzera sulla sponda sinistra del lago Maggiore. Anna M., vicino a lui, osservava con curiosità le espressioni del volto di suo marito, quei luoghi che stavano attraversando erano stati frequentati da Alberto da finanziere molti anni addietro ma, evidentemente, erano ancora ben saldi  nella sua memoria. Ogni tanto in coniuge rompeva il silenzio: “Qui ad Intra c’era una casa di tolleranza, non ti meravigliare, talvolta ‘ciccio’ era a secco e…” Fermata dinanzi ad una villa favolosa a Cannero: “Ho frequentato in questa casa: la padrona Emma, l’amante Elisa, una cantante di Ascona, la piccola Fru Fru una cagliolina anch’essa femmina e la bellissima figlia  Aurora  anche lei dai gusti particolari… Col mio aiuto voleva uscir fuori dalla sua condizione ma, né io né lei avevamo capito (eravamo molto giovani) che la natura delle persone non si cambia.” “Siamo  a Cannobio, qui sono riuscito a sequestrare ottanta chilogrammi di sigarette con l’aiuto di un tassista che le trasportava nella sua auto. C’eravamo messi d’accordo con segnali particolari  quando avrebbe trasportato sigarette  con a bordo relativo contrabbandiere. Per ricompensa io, di servizio al valico di Piaggio Valmara, gli permettevo di far il pieno di benzina al rientro in Italia, cosa allora assolutamente proibita. Alla mia vista il contrabbandiere, gambe in spalla, era sparito ed io trionfante avevo condotto tassì e tassinaro nella sede della Tenenza dove fui ricevuto dal tenente Sergio T. senza tanti complimenti perché, molto probabilmente, sarebbe stato ‘cazziato’ dal capitano perché il sequestro era stato effettuato da un finanziere, peraltro appartenente ad altro reparto e non dai suoi uomini. Ci scappò un elogio che mi aiutò ad accedere alla Scuola Sottufficiali .“  Dopo cinque chilometri: “A sinistra c’era una villetta dopo ho passato molte ore in compagnia di una gentile vedova e relativo cane ringhioso che mi odiava, lì è stato costruito quel palazzo che vedi. Più avanti a sinistra i locali delle caserme dei finanzieri di mare e di terra,  la Dogana, il Corpo di Guardia delle Fiamme Gialle e dei Martelloni (Carabinieri) e dell’ACI.” Entrarono nel bar. Dietro il bancone una giovane ragazza: ”Che vi posso servire?” “Sono Alberto M. e questa è mia moglie Anna, ho prestato servizio qui al valico negli anni cinquanta col grado di finanziere, ero amico di Ambrogio e di Anna proprietari di questo bar, che fine hanno fatto?” Un velo di tristezza negli occhi della ragazza: “Sono Alice cugina dei vecchi proprietari, Anna è deceduta per un tumore Ambrogio è stato pizzicato dai finanzieri con l’auto piena di orologi, non può risiedere a meno di dieci chilometri dal confine.”  Un silenzio profondo, la morte di Anna era un dolore ripercorso dalla cugina ma soprattutto da Alberto: “Anna era una giovane sempre allegra, simpatica, buona, disponibile, eravamo molto amici. Ho portato delle foto scattate insieme e che avrei voluto rivedere con lei.” Alice offrì loro la colazione ma non volle essere pagata, aveva compreso quali erano stati i rapporti tra sua cugina e l’allora finanziere. Alberto oltrepassò il ponte che divideva I’Italia dalla Svizzera, sotto un torrente impetuoso che proveniva dalle sovrastanti montagne e che si smorzava nelle acque placide del lago Maggiore. Si fermarono alla Dogana Svizzera, “Ai nostri tempi c’era molta armonia fra i finanzieri italiani ed i doganieri svizzeri con scambio di merci che costavano meno dall’una o dall’altra parte. Sicuramente non ci saranno più i vecchi doganieri.” Alberto si presentò ed ad una giovane guardia, descrisse un suo vecchio collega ed amico a nome Alessandro C. Il doganiere fece quasi un salto: “Io sono Marco suo figlio, mio padre abita qui vicino, posteggiate  e venite con me.”  Un vecchio signore era seduto in giardino e contemplava il lago, Marco presentò i nuovi venuti al padre, all’inizio Alessandro era confuso, si riprese subito ed abbracciò Alberto, lacrime da ambo le parti. “Non ci vedo più molto bene ma ti riconosco, sei sempre quel bell’uomo che faceva stragi…scusi signora…” “Non si preoccupi, conosco il mio pollo.” “Non restiamo qui, Alberto vorrà rivedere i luoghi in cui ogni tanto  faceva delle…puntate. Che bella macchina, un po’ costosa…” “Ale io sono stato sempre una persona onesta, è morta una mia zia che mi ha lasciato un gruzzoletto, mi sono tolto una soddisfazione.”  La strada del lungo lago portava a Locarno, al bivio di Ronco Sopra Alberto fermò l’auto: “Abita ancora in quella villa che si intravede una bella signora contornata da gatti, eravamo buoni amici.” “Alessandro so perfettamente che significato ha per mio marito la parola amica, ormai Alberto ha chiuso i battenti nes pas?”  Ad Ascona passarono dinanzi al Night Club dove la cantante Elisa si esibiva a suo tempo. Alberto chiese al portiere di entrare malgrado il locale fosse chiuso. “Grazie per la vostra cortesia, qui una volta cantava Elisa…” “È la padrona, la vado a chiamare.” Apparve una signora un po’ in carne vestita elegantemente e ben truccata, uno sguardo ai quattro poi: “Tu sei Alberto, ti riconosco malgrado gli anni passati, sediamoci, mi fa piacere vederti. Emma è deceduta e ha comprato questo locale a mio nome, Aurora è in Germania, si è sposata con una donna di Berlino, io son qua invecchiata.” Si avvicinò un cagnolino simile a Fru Fru di lontana memoria. “Questa è la quarta generazione di Fru Fru, non so che altro dirti, mi sono emozionata nel pensare al passato, permettimi un abbraccio.” La commozione aveva preso un po’ tutti. “Andiamo in terrazzo, troverai il lungo lago un po’ cambiato, a pranzo siete tutti invitati, penso questa sia tua moglie, non ti offendere se dico che potrebbe essere tua figlia, in ogni caso siete una bella coppia. Riconosco anche Alessandro vecchio doganiere svizzero.”A tavola un po’ di allegria, pranzo a base di pesce di lago e per il vino…Verdicchio dei Castelli di Jesi di Brunori. “Incredibile, il vino prodotto dal mio amico Giorgio.” “Una sera è passato di qui con un suo amico svizzero importatore di vini, è un simpaticone, siamo diventati amici e talvolta vado a Jesi sua ospite.” Il distacco fu fra abbracci e commozione. Erano le quattro del pomeriggio ed Alberto aveva in testa un’idea, rintracciare Nelly D. con cui aveva avuto un rapporto burrascoso.  Ricordava che abitava a Locarno in via Motta -  Al Portico. Giunto in quella località di fece indicare la via e…alzando gli occhi un tuffo al cuore: affacciata ad un balcone una bionda precisa spiccicata a Nelly, stava sbattendo un tovaglia da tavola. Un po’ stupidamente: “Ciao Nelly, mi riconosci?” La donna  circa quarant’anni ben portati guardò stupita Alberto, nel frattempo intervenne una donna anziana, a sua volta stupita, riconobbe l’ex fidandato di sua figlia, quella al balcone era Aurora la figlia di Nelly per ovvii motivi di età, le assomigliava moltissimo, Alberto se ne rese conto. “Sei Alberto…mi riconosci sono la nonna Marisa, questa è Chiara la figlia di Nelly, entrate.” Un po’ di imbarazzo: “Ti presento Alessandro ex doganiere, questa giovin signora è mia moglie.” Nonna Marisa prese in mano la situazione: “Quando Nelly ci ha presentato mi sei subito piaciuto, oltre che affascinante eri allegro sempre sorridente, saresti stato il tipo adatto a mia figlia sempre triste e scura in volto, il suo carattere (ereditato da suo padre tedesco) da quello che ho capito t’ha portato a lasciarla, ma è acqua passata. Il tran tran familiare in casa mia non va molto bene, quel…simpaticone di mio marito se n’è andato con una put…lla che potrebbe essere sua figlia, pare che ora sia di moda. Io e Chiara ci siamo rimboccate le maniche, lavoriamo ambedue e possiamo dire di essere felici. Parlami di te.” “Sono diventato maresciallo e questa è Anna mia moglie, non guardarla con occhi dolci, ha le unghie ben affilate! Ho portato con me delle foto scattate con tua figlia, te le lascio, per me non sono un bel ricordo.” Dopo altri convenevoli la carovana ripartì. Alessandro propose una cena in un locale di un amico vicino Brissago, amico cui aveva fatto molti piaceri quando era in servizio. All’ingresso si presentò un omone di stazza superiore alla media. “Anna e Alberto vi presento il padrone del locale Marco Antonio, ci conosciamo da molti anni e…” Alberto scoppiò in una risata seguito da Alessandro, poi capirete il perché.” Furono introdotti in un locale con un lettino, un divano, una tv ed al centro un tavolo imbandito (evidentemente Alessandro aveva avvisato il padrone.) Solita libagione a base di pesce di lago innaffiata da un ‘Carato doc.’ niente male a cui Alessandro fece molta festa tanto da essere decisamente brillo. “Marco Antonio ricordi quella coppia di palermitani Rosalia e Cateno…ne ho viste delle belle e poi dicono che i siciliani sono gelosi… pensi che i signori si potrebbero offendere se racconto…” “Non ti preoccupare,  siamo anticonformisti.”  “ In breve la storia: Cateno era un impiegato in un ufficio della parte italiana (non voglio dirvi quale) e prima di maritarsi lodava le virtù delle donne sue paesane che non uscivano di casa se non accompagnate come le ragazze arabe ma dopo qualche mese di permanenza al confine italiano la solfa cambiò. Cateno si presentò qui una sera con la consorte che sotto il cappotto indossava poca biancheria intima, riuscii a capire che si eccitava vedendo la moglie che scopava con altri uomini, feci la prova per primo io ed effettivamente Cateno durante il mio rapporto con Rosalia si masturbava bellamente. Questa stanza fu addobbata alla bisogna ed a turno invitai miei amici svizzeri, nessun italiano,  che ovviamente sborsavano bei quattrini (Rosalia era molto bella), soldi che dividevano in due. Una volta un inglese disse come veniva chiamato al suo paese quel genere si rapporto amoroso, forse ‘colding’.” Alberto lo corresse, “Si dice ‘cuckolding’  ma io non sono Cateno ed Anna non è Rosalia…” Risata generale poi rientro in Italia e pernottamento a Stresa in un albergo con stanza con vista sul lago Maggiore. Tappa intermedia a Salerno, rientro a Messina. Pensiero di Anna durante il viaggio:“Chissà cosa avrei provato nell’imitare Rosalia ovviamente con un ragazzo di mio gradimento.” “Non farti venire idee sconce!”Alberto aveva indovinato le fantasie della consorte!

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