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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

20 ottobre 2016 alle ore 8:43

UN AMORE FOLLE

Intro: la parola amore è spesso abusata senza tener conto della profondità del sentimento che può sconvolgere i cuori e la vita degli interessati.

Il racconto

Alberto era il capo della famiglia  Bevilacqua cognome quanto mai inappropriato in quanto  i suoi antenati erano immigrati a suo tempo nella città eterna provenienti dalle Marche, famosa regione per il vino ‘Verdicchio’.
Rispetto a tante altre unioni famigliari quella di Alberto poteva considerarsi d’esempio: lui consulente presso uno studio tributario,belloccio , la gentile consorte Wanda una ammazzone di m.1,80  simpaticissima e sempre sorridente insegnante di ginnastica, il figlio Maurizio con fisico materno, bravo a scuola con la girl-friend Susanna anche lei sedicenne iscritta al primo liceo classico. Talvolta Mau ne combinava qualcuna delle sue come quando fece pervenire ad una sua compagna di classe molto religiosa, timida e vergine un ‘pizzino’ con su scritto: ‘you make me a  blowjob?’  che la ragazza tradusse puntualmente come una richiesta di sesso orale. Il biglietto fu portato in cattedra al professor  Annibaldi laico, miscredente e ateo come Maurizio ma che non poté far altro di far presente la situazione al preside con la conseguenza della sospensione di Maurizio dalle lezioni per tre giorni con un rimprovero scritto.
Tutto sommato la questione fu presa in famiglia come una ragazzata con la promessa dell’interessato di farsi fare quel lavoro solo dalla sua ragazza! Altro 'inconvenite' di Maurizio, a tavola con i genitori si mise a recitare: "Due palmi sotto il mento ce sta un bel monumento." Il padre: "Chi t'ha 'mparato ste zozzerie poi davanti a tu madre!" "Non ce crederai ma l'ho senita da te quand'eri sotto la doccia, solo che dicevi non due ma tre palmi, il problema è..." "Stavo scherzando, gustiamoci stò piatto di pappardelle all'anatra,tu madre è stata tutta la mattinata ai fornelli."
Il menage famigliare era piuttosto costoso, affitto per l’abitazione,  oltre le normali spese di gestione una Smart per Wanda con la quale si recava presso una vicina palestra per fare la 'firness instructor', una Cinquecento per Alberto e un motorino per Maurizio e così Wanda di pomeriggio si recava presso una vicina palestra per fare la ‘fitness instructor’ e da qui cominciarono i problemi, vi spiego il perché. Frequentatore della palestra un tale di nazionalità inglese ma di madre italiana tale Archie Morris cinquantenne, uomo di stile nel vestire e nel porgersi alla gente, elegante nel tratto piuttosto ben visto dal gentil sesso, scapolo, concessionario delle marche inglesi di automobili Aston Martin, Mini e di motociclette Ariel. Inutile dire che le signore frequentatrici la palestra gli giravano intorno come trottole ma il cotale con un sorriso le allontanava sin quando…un olpo di fulmine.
Chissà quale meccanismo amoroso era scattato nella mente di Archie ma la visione di Wanda lo sconvolse e dire che di donne in passato ne aveva sempre fatto collezione senza legarsi a nessuna ma…e così prese a farle la corte: “Gentile signora, purtroppo i miei cinquantanni mi hanno portato come non gradito regalo una leggera pancetta di cui farei volentieri  a meno, mi darebbe un a mano per ‘spianarla’ un po’, le sarei grato se..".Per Eleonora era una normale richiesta di un cliente della palestra a prese a cuore la cosa tanto da star molto vicino all’italo inglese e riceverne le confidenze.
“Sono di padre inglese ma di madre italiana, di Roma, purtroppo mia moglie, un cancro… e i miei genitori morti in un pauroso incidente aereo così mi ritrovo solo, ho un appartamento a Londra vicino a Tamigi dove  talvolta mi ci reco per il week-end, gli affari vanno bene ma…e dopo quel ma un sospiro come per chiedere aiuto. Ogni giorno che passava il distinto inglese era più in armonia con Wanda che non disdegnava le sue confidenze e la sua compagnia tanto da essere invitata a cena, invito non accettato  dallla consorte di Alberto che però cominciava ad essere in crisi con se stessa. Una volta si ritrovò nella tasca della sua tuta un assegno di conto corrente in bianco. Chieste spiegazioni, il buon Archie la buttò sul ridere. “Un piccolo omaggio alla sua bellezza!” chiamalo piccolo, Eleonora poteva scriverci qualsiasi cifra, l’assegno tornò al suo proprietario. In seguito il cotale le mostrò nel suo telefonino un collier di oro bianco con perle e diamanti: “Bello vero?”. Altra volta: “Che ne dice di cambiare la sua Smart con una Mini Countryman, è molto ‘alla page’. Eleonora conosceva quella macchina e ci avrebbe fatto volentieri un pensierino, maledizione, ci voleva proprio quell’inglese a complicarle la vita. Pensò di dare di dimissioni dalla palestra ma poi..per motivi vari (ufficialmente per motivi economici) ma la verità era un’altra: l’inglese gli era entrato nel cuore con i suoi modi signorili, mai un’avance  sessuale ma si vedeva che il cotale avrebbe volentieri …
Il cambiamento dell’umore di Wanda non sfuggì ad Alberto. Quando si erano conosciuti avevano fatto un patto: massima sincerità nei loro rapporti, in qualsiasi campo non un contratto all’americana che ritenevano piuttosto volgare senza fiducia reciproca e quindi…
“Appena me la sento ti dirò tutto, per ora…”
Wanda da poco tempo soffriva di mal di pancia mai avuti in passato, si dice che l’intestino è il secondo cervello,  questa affermazione nel suo caso era veritiera.
Un sabato sera, quando Maurizio era uscita con la fidanzata Wanda si prese coraggio e mise  al corrente Alberto di tutta la storia senza tralasciare alcun particolare, il consorte che aveva immaginato qualcosa di simile le chiese solo: “Mi ami ancora?” “Moltissimo te le giuro ma…”
Un pomeriggio Archie prese coraggio e invitò Wanda e la sua famiglia a passare il weekend presso la sua villa sull’Appia antica, proposta passata al vaglio di Alberto che, ragionandosi sopra, ritenne di accettare, a quel punto…
Ne doveva avere di soldi Archie, la villa di due piani, molto ben tenuta doveva costare un occhio della testa per manterla in ordine com’era, due ettari di terreno intorno con piante esotiche, prato all’inglese e siepi curate; la famiglia Bevilacqua con al seguito Susanna era  rimasta basita da tanto lusso ostentata con leggerezza dal padrone di casa. La cena, servita da cameriere in livrea era fuori del comune: tagliatelle al sugo di lepre, cacciagione di varie specie, molto difficile da reperire, e poi costolette di agnello a scotta dito, insalate di tutti i generi, frutta servita in grandi vassoi d’argento. anche le posate erano dello stesso materiale, un omaggio al lusso!
Archie stava facendo di tutto per sembrare simpatico e mostrò con modestia la sua magione, impossibile non rimanere impressionati.
Alla fine della serata: “Quando vorrete sarete tutti i benvenuti” e a Maurizio: “Sono concessionario delle moto Ariel, penso che, come tutti i giovani vorrai avere una moto, dimmi quando avrai compiuti il diciottesimo anno sarà tua.
Ritorno a casa in silenzio, nemmeno Maurizio, di solito casinista, aveva voglia di parlare, ognuno per motivi propri, soprattutto Alberto il quale il giorno dopo chiese ed ottenne di non andare in ufficio per una settimana, aveva bisogno di star solo per riflettere. La mattina a piedi lungo gli argini del Tevere irato à patri numi come nella poesia del Foscolo.
“Wanda dobbiamo fare il punto della situazione, inutile tacere dinanzi ad un problema, che desideri fare, io non ti lascerò mai, ti amo e sarebbe per me una perdita irreparabile.”
“Non pensavo mai di amare due persone, è quello che mi sta succedendo, ho pensato a lungo, dipende anche da te, Archie mi vuole a tutti  costi, se sei d’accordo passerei un po’ di tempo con lui a Londra…”
“Insomma una poliandria come nel Tibet ovvero una bigamia, devo stabilire con me stesso se riesco a sopportare la situazione, nostro figlio che penserà? dammi qualche giorno di tempo.”
“I giovani di oggi  sono più aperti di noi in fatto di sesso, penso che avrà capito tutto, sarà allettato dal dono della moto che a Roma hanno solo i ricchi, costa un patrimonio.”
Alberto telefonò ai suoi parenti a Jesi,nelle Marche, avrebbe passato qualche giorno con loro, nel frattempo Eleonora avrebbe assaggiato l’aria di Londra e non solo, l’aria…
Dopo quindici giorni la famiglia Bevilacqua era di nuovo al completo nella casa di  Roma in via Appia Nuova,  non quella Antica dov’era la villa del signor Morris.
“Non voglio fare il ‘cuckold’ all’inglese ma vorrei sapere come sono andate le tue cose in campo sessuale.”
“Non per consolarti ma Archie ce l’ha più piccolo del tuo e in campo erotico non è bravo come te, senza paragoni!”
Era una bugia, un buon inglese aveva dimostrato quanto fosse sbagliato il proverbio: “Niente sesso siamo inglesi”, Eleonora aveva goduto alla grande come non mai, la sua era stata una bugia consolatoria per il marito. 
Conclusione di questa avventura insolita: Wanda, invidiata dalle sue colleghe, che si posero tante domande, poté mettersi al volante di una nuovissima Mini Clubman verde, il colore alla moda, Maurizio folleggiava per le vie di Roma con una strepitosa Ariel con dietro la deliziosa Susanna, Alberto...Alberto per orgoglio rinunziò ad una favolosa Aston Martin DB11 e rimase fedele a mamma Fiat con la sua 500, non aveva voluto speculare sulle qualità nascoste ma redditizie della consorte, talvolta l'orgoglio non paga!
 

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