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Poesie di Alessandro Moschini

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  • 27 ottobre 2015 alle ore 13:43
    Il viaggio nuovo

    (Ho troppi chilometri
    ammucchiati sul groppone
    e scorie da scacciare
    dalla pelle).

    Confido sempre
    nell’elemento acqua
    specie se carica
    delle atmosfere dei tuoi baci
    che leniscono
    e alcalinizzano il futuro.
    La notte ci sorprenderà abbracciati
    e sarà doccia d’amore
    sulla nuova strada.

    (Lavami via
    quest’ansia
    incagliata ai pori
    loia di tempi
    sovrapposti ad altri tempi
    e prendimi la mano
    verso altri tempi ancora).

  • 15 ottobre 2015 alle ore 23:51
    Come saresti?

    Come saresti?
    Me lo chiedo spesso, sai!?
    Voglio dire...
    Che aspetto avresti?
    Mi piace immaginarti
    con i capelli un po’ più bianchi
    e qualche ruga in più,
    magari mentre stiri
    Li sull’imbrunire
    in cucina con la serranda aperta
    e la caffettiera brontolante
    per l’uscita del caffè
    come eri solita fare
    mentre rientravo in casa
    e ti dicevo “Ciao bimba come stai?”
    E tu mi sorridevi dolce
    mentre appoggiavo le chiavi
    al lato del telefono.
    Come saresti?
    Lo penso a volte a voce alta
    forse perché anche se non ci sei
    ricordo esattamente la tua voce
    e mi pare di sentirla
    nelle sue curve dolci
    che riportano qui la tua presenza.
    Non so come saresti
    ma posso immaginarlo.
    Ti conosco troppo bene.
    E’ come se ti vedessi ancora.
    Chiudo gli occhi
    e una lacrima mi sfiora.

  • 09 ottobre 2015 alle ore 21:30
    Non io

    Ho gli occhi pieni
    di quello che non sono
    pienati dallo specchio
    imposto ed impostore. 
    Da qui,
    seduto dietro a sbarre
    di ambizione
    e compromessi scomodi,
    osservo 
    l’immaginazione mia volare
    verso campi 
    a me rassomiglianti.
    Non so che dire
    mentre i bocconi amari 
    si susseguono
    a soffocare gridi di rivolta. 
    So solo che confondo spesso

    (o forse faccio finta
    perché fà troppo male)

    Quale dei due io sono.
    Forse uno,
    forse nessuno, 
    forse entrambi.
    La gioia 
    e l’alter ego del mio boia.
    L’io e il non io.

  • 17 settembre 2015 alle ore 19:25
    La lupa

    L'aurora arrivò
    a piegare le ombre
    e sorprese
    la mia bocca smaniosa
    cibarsi ai tuoi seni
    In un attimo fosti
    nutrice e lupa.

  • 11 settembre 2015 alle ore 20:21
    All'inizio del tuo sorriso

    Ci sarò
    ad aspettarti
    in cima alla tua bocca
    con questi fiori in mano
    ed il vestito a festa.
    Forse sarò imbranato,
    un po' impacciato,
    imbarazzato
    dal non saper che dire
    cercandomi parole
    nelle tasche
    da tendere
    insieme con le mani.
    Ci sarò
    ad aspettarti
    in cima alla tua bocca
    quando alla nuova gioia
    farà l'arco.
    Il tuo sorriso io
    lo aspetto al varco.

  • 01 settembre 2015 alle ore 20:04
    Nastro e alabastro

    Crash...
    e fu di vetri rotti
    lasciati
    dalla bottiglia di champagne
    schiantata sulla prua
    a inaugurare
    lo sciogliere di ormeggi
    verso mari di rivolta.
    Furono applausi muti
    tutto intorno
    mentre tagliavo il nastro
    ad iniziar le mosse
    per arrivare a dama.

  • 05 agosto 2015 alle ore 19:37
    Aria nell'aria

    Aria nell'aria
    fiato nel fiato
    amore creato
    in un afflato all'unisono
    sulle pareti del buio.
    Aria nell'aria
    fiato nel fiato
    nell'amore sfinito
    chiuso tra le braccia,
    sul petto,
    addormentato. 

  • 24 luglio 2015 alle ore 21:55
    Iettatore

    Ho coltivato campi di fortuna
    vegliati dagli amici gatti neri
    che in ogni ora mi furono graditi.
    E' inutile che ti armi di macumbe,
    numeri diciassette e riti neri
    che fanno scompisciare i polli.
    Il tempo perso non ritorna 
    ed io non ho né voglia, né pazienza
    di ascolare le tue inutili idiozie.
    Ho già il mio bel da fare,
    organizzare a come spendere
    la mia felicità 
    e giuro, non riparo,
    non tengo botta 
    al sole che ho didentro.
    E in mezzo a tutto questo
    tu m'vuò fà
    o' iettatore?
    Ma vafangulo, va!

  • 23 luglio 2015 alle ore 9:54
    Il bolo

    Sei un bastardo
    ma lo sapevo già.
    Ti avevo conosciuto
    in altre vite
    e riconosciuto 
    nel tuo crescere 
    e non scorrere. 
    Galeotta è stata la trachea
    che sembrava palleggiare
    la paura e giocarci a squash
    facendola rimbalzare
    sulle pareti d'ansia
    per non farsi attraversare.
    E' stato in quel momento
    che in un palleggio iberico
    il bolo di petto 
    l'ho stoppato 
    e trasformato in un boligrafo.

  • 30 giugno 2015 alle ore 9:13
    L'inverno che verrà

    L'inverno che verrà
    sarà di baci
    e di castagne al fuoco,
    di abbracci nei maglioni
    e libri aperti
    su poesie d'amore.
    Mi sto facendo scorta
    di sorrisi e fiori
    sbocciati come note
    nei miei occhi,
    da tirar fuori al freddo
    come con l'acqua
    fanno i cammelli al sole.
    L'inverno che verrà
    sarà un risveglio eterno
    e una perenne alba
    al sole dei tuoi occhi.

  • 18 giugno 2015 alle ore 1:03
    Labbra su labbra

    Labbra su labbra,
    fuori dal tempo
    e dal display.
    L'amore è il faro,
    l'approdo finale,
    la meta. 
    Siamo statue di cera
    ferme in eterno
    sulle rive di un bacio.
    Via dalla sabbia,
    via dalla rabbia,
    labbra su labbra. 

  • 14 giugno 2015 alle ore 7:33
    Di sole e vento

    Ho il sole in faccia
    e il vento nei capelli
    mentre percorro
    il dirizzone verso casa
    coi finestrini aperti
    inarcando le labbra
    in un sorriso
    sotto gli occhiali scuri.

    Ripenso a te
    che dalla cucina
    intonavi il tuo canto
    e lo intrecciavi al mio
    mentre suonavo la chitarra
    seduto sul divano.
    Era di gioia e sole
    la fine di quel pomeriggio
    che udiva le nostre voci
    venire dal terrazzo.
    Il sugo andava
    e profumava l'aria
    di amore e sguardi dolci
    tutt'intorno.

    Ho il sole in faccia
    e il vento tra i capelli
    mentro sorrido
    sulla strada del ritorno.

  • 06 giugno 2015 alle ore 23:21
    Luce esplosa

    C'è un atomo
    di fiato trattenuto
    sospeso nel buio
    dell'istante
    in cui gli elettrodi
    interrompono il contatto
    prima dello schianto
    e l'esplosione.
    Era di Marzo
    ed ero senza pelle
    e non sarebbe niente
    se non fosse 
    per l'acqua di lacrime
    che mi arrivava in gola. 
    Sono centrato adesso
    e non mi fa più male
    sebbene porto i segni
    ancora sulla pelle.

  • 28 maggio 2015 alle ore 19:20
    L'immacolata piovra

    Mi sento un polipo
    messo alla gogna,
    mi han detto polipo
    senza cicogna,
    gridano polipo
    ebola e rogna,
    urlano polipo,
    merda di fogna,
    a morte il polipo,
    porta scalogna,
    gonfiamo il polipo
    come zampogna, 
    mi han detto polipo,
    brutta carogna, 
    sbraitano polipo
    finta vergogna.
    Schiavo di un polipo
    sotto a chi sogna.
    Mi han detto polipo...
    ...ma è una menzogna.

  • 25 maggio 2015 alle ore 21:04
    Caos

    Fatti spazio,
    in questa dimensione, 
    in altra dimensione,
    in altra direzione. 

    Nel frenetico caos 
    da omini di Space Invaders
    siamo mattoni sconnessi
    in attesa del frenetico,
    fatale defrag
    che unisca poli
    e pori d'ansia.

    Il caos nelle stanze
    è figlio di quello che hai dentro.
    Fatti spazio,
    fatti largo,
    gira al largo,
    prendi il largo.

  • 07 maggio 2015 alle ore 0:49
    Grattacieli d'aria

    Sale l'arpeggio
    e stritola magoni
    nutriti, mal sfamati
    sotto pelle.

    Sale gagliardo,
    s'innalza riflesso
    nei grattacieli a specchio
    in trionfo di volume
    sulla morte che respira,
    questa morte esalata
    dall'anima che grida.

    E sale a miglior vita
    in cima al tetto palco 
    carico di suoni ed elettroni
    che connettono 
    gli uomini alle fedi
    da dove se chiudi gli occhi
    e ti lasci cadere
    cadi in piedi.

  • 08 aprile 2015 alle ore 21:13
    L'amore addosso

    Era notte, 
    era sale,
    era miele,
    era fiele
    contrasto dolce amaro
    di baci presi,
    di baci resi,
    di baci arresi.
    La passione esondava
    mentre issavo bandiera bianca
    vinto sul fondo dei tuoi occhi 
    e sulla tua pelle nuda
    impazzava 
    il buio mare delle mie mani.

  • 03 aprile 2015 alle ore 11:26
    Le ossa del tempo

    Spolvero foto
    in giro per le stanze,
    ma non i malumori.
    Per quelli non c'è panno
    ne palliativo che tenga.

    Ci son momenti
    che la mente 
    torna dentro il corpo
    capendo 
    che il ricordo del tuo viso
    e la tua voce
    hanno stretto nodi in gola
    impossibili da sciogliere

    Le ossa del tempo
    reggono il peso
    dei muri dell'oblio
    e il tuo ricordo
    come sale d'amore
    sulla carne viva
    ancora mi fà male.

  • 31 marzo 2015 alle ore 0:46
    Il tuo sapore

    Ho scoperto
    qual'è il tuo sapore.
    Sai di scroscio di note
    e presenza notturna.
    L'ho scoperto l'altra notte
    mentre ero prigioniero
    tra le tue gambe
    e in fondo ai tuoi occhi.
    Lo avevo ancora in bocca
    mentre il mio sorriso
    si affacciava al bordo 
    della tazzina 
    al mattino seguente,
    retrogusto di ricordo d'amore
    che nemmeno il caffè
    ha cancellato.

  • 23 marzo 2015 alle ore 7:48
    Il canto dell'acqua

    Scese la sera
    vestita di canto
    ed acqua sulle spalle

    (le tue)

    Ad occhi chiusi
    (i miei)
    sentii la tua voce
    oltre la porta
    piovermi lenta
    sulle labbra
    a fiocchi di piacere.

    Seguii il tuo canto
    e quando li riaprii
    mi eri distesa accanto
    vestita solo d'amore
    e di sorrisi.

  • 18 marzo 2015 alle ore 13:42
    Le scarpe in mano

    Poesia 
    indossavano i tuoi passi
    mentre piano scendevi le scale
    con le scarpe in mano. 
    Ed io 
    che avevo gli occhi
    ancora incagliati 
    in un sublime canto
    mi fermai 
    ad osservare 
    il tuo incedere regale
    con la voglia
    dentro al petto
    di appiccicarti al muro
    e rubare le tue labbra. 

  • 07 marzo 2015 alle ore 21:15
    Strano carnevale

    Il volo di un coriandolo sui tetti
    attraversò
    comignoli di gioia
    e paludi di dolore.
    Arrestò il suo carnevale strano
    indugiando il volo
    in cerchi su se stesso
    salendo attorno al piedistallo
    di un punto interrogativo. 
    Dov'era quel momento perso
    nel giro fatto attorno a una paura?
    Dov'era lui stesso?
    Dov'era la paura?
    Trovò risposta 
    nel fondo di un dolore
    rimbalzato in gioia
    guardando meglio
    la scissione di quell'attimo
    che divise un uomo in due.

  • 05 marzo 2015 alle ore 23:37
    Karma elettrico

    Vivo di brividi
    elettriche visioni 
    che nutrono gli istanti
    di glissate fatte suono
    tutte le volte che la falange
    si infrange sulla corda,
    coda di topo che imbocca il cuore
    che trabocca al suo vibrare. 
     
    Vivo di brividi
    elettriche visioni
    che nutrono gli istanti
    di carezze fatte brama
    tutte le volte che le falangi
    percorron la tua pelle, 
    via della seta che porta le mie labbra 
    alle tue labbra
    nell'esplosione armonica
    del baciosuono.

  • 25 febbraio 2015 alle ore 1:57
    Il suono della pioggia

    Amo la pioggia
    e i suoni che racchiude
    nell'intimo suo scroscio.
    Nel suono della pioggia
    c'è il suono delle tue parole
    cucite sul ricamo di un discorso
    che ascolterei per ore.
    C'è quello del silenzo 
    fermato sulla sacralità
    di un bacio alla tua schiena
    e quello del carnevale dentro
    e della gioia senza maschere
    nel toccare la tua pelle nuda.
    Nel suono della pioggia
    c'è quello del tuo respiro
    fermato negli occhi 
    dentro gli occhi
    che racconta di due mondi:
    uno chiuso dentro
    e l'altro fuori. 

  • 20 febbraio 2015 alle ore 23:56
    La notte

    La notte
    porta con se
    frammenti d'alba 
    che brillano di rosso
    come strass sparsi
    sulla veste scura del cielo,
    scura e rassicurante
    burbera e benefica
    che la mano ti tende
    che mentre tu la temi
    ti difende.