username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Alessio Angelico

in archivio dal 13 gen 2010

26 maggio 1985, Ragusa

mi descrivo così:
Altri racconti sul mio blog

12 marzo 2012 alle ore 14:57

Dannate caramelle!

Il racconto

Comincia sempre tutto per soldi. Sulle banconote non dovrebbero disegnarci i monumenti ma dovrebbero starci le avvertenze e i rischi che si possono avere maneggiandoli. Comincia sempre tutto per soldi. In principio si trattò di qualche centinaio di lire, perché il principio risale a quando ancora l’euro non c’era e io ero un ragazzino. In principio furono un paio di caramelle rubate troppo sbadatamente mentre accanto a me una signora assisteva al furto e mi bloccava la mano una volta infilata in tasca.
Comincia sempre tutto per soldi e prosegue per qualche altro soldo in più.
In seguito fu il borsellino di una compagna di classe: dieci mila lire e qualche schede telefonica che allora si faceva di tutto pur di collezionare.
Comincia sempre tutto per soldi ma solitamente non inizia a causa tua. C’è sempre qualcuno al tuo fianco, che ti inizia. Nel mio caso si trattò del mio compagno di banco, un ragazzino sveglio e spigliato che il fatto suo lo sapeva da tempo.
Come sempre le belle trovate vengono a qualcun altro, perché come la storia è iniziata si fa più pesante e i soldi in ballo cominciano a diventare cifre consistenti per dei ragazzini come noi.
Qualcuno ebbe l’idea di rapinare le vecchiette. “É come rubare caramelle!” commentò, e lì capii che non sarebbe stato per nulla facile.
Al primo scippo caddi a terra dal motorino venendo assalito dalla vecchietta. Dovetti fuggire a gambe levate per non finire nelle mani di un vigilante venutole in soccorso.
Abbandonammo l’idea di rapinare le vecchiette e provammo ad entrare nei negozi. Il mio amico conosceva una bottega facile da ripulire. Non fu una brutta idea; era come fare la spesa a gratis, soltanto che l’appetito vien mangiando e il mio amico ebbe la voglia di rubare il distributore dei dolciumi. Ci ritrovammo così dentro una volante dei carabinieri mentre pensavo che le caramelle dovevano portarmi proprio sfiga.
In seguito cambiarono i passeggeri ma non la storia. Ci furono i cerchioni delle auto, poi le ruote, l’autoradio, poi capimmo che era più semplice rubare direttamente l’intera auto anziché smontarla pian piano.
Prosegue sempre tutto per soldi. Il borotalco spacciato per cocaina agli stupidi in discoteca, qualche rapina in villa e i carabinieri che ci arrestano nuovamente.
Poi ad un tratto la storia volge al termine perché se comincia per soldi finisce sempre con una donna, troppo spesso la donna sbagliata.
Si diventa adulti, ci si prende una cotta e si commettono delle cavolate che se ripenso alla storia delle caramelle sembra una sciocchezza in confronto.
Così con una pistola puntata dall’altro lato del finestrino, una valigetta di denaro a pochi centimetri dalla mia mano e una donna, la donna di cui mi sono innamorato, a dieci minuti dal prossimo treno per fuggire via, credo sia arrivata la fine della mia storia.
Nonostante sia difficile da credere il tassista che mi stava conducendo alla stazione ha provocato un incidente perché distratto dalla carta appiccicaticcia di una caramella. Così l’uomo a cui avevo rubato la valigetta si trova adesso dall’altra parte del finestrino puntandomi contro la pistola.
Anche questa volta è tutta colpa di una caramella.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento