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Autore

Alex Prosperi

in archivio dal 12 ago 2009

09 luglio 1989, A Cento Metri Da Me Stesso

16 settembre 2009

Canzone dell'Autunno

Tu te ne sei andata mesi fa e non è rimasto
di te che stanze vuote, un accappatoio mesto,
muri sporchi e le lacrime di un pianto mai chiesto
e gli affetti sparsi in fogli di un amore guasto.

E le domande solite su questa nostra vita
che ti fai e rifarai ripercorrendo, ormai sfinita,
i soliti tuoi passi, i solchi sulla via smarrita,
accorgendoti che ormai è solo aria ingiallita,

le porterà via il vento assieme alle foglie gialle,
cadrà la neve presto e spariranno le farfalle,
la notte coprirà i fiori, il sesso e le cose belle
saran gli ultimi raggi solo, fra le tapparelle.

I colori di una notte alla finestra, ti ricordi?
I baci caldi, i baci dati e i nostri grandi giorni
ora sono solo note secche ed accordi sordi,
non ti aspetto e non mi aspetto che tu ritorni.

Troverai altre vie, altri amori o quel che sia,
ti scorderai o forse già ti sei scordata questa mia,
ti scorderò, ma si lo so, col tempo e poi via
me ne andrò per altre vie e poi là fuori anch'io...

E poi là fuori anch'io, le mie domande ormai stanche,
quando dal ciel cadranno quelle mille stelle bianche,
quando l'inverno poi quieterà le montagne alte,
le condonerò al vento ed al suo volo d'aliante.

L'asfalto nero adesso si fa freddo pian piano,
nell'aria già riecheggia quel suono quasi strano
di fine estate e d'autunno che ti prende per mano,
di soli sempre più pallidi e di nuvole in divano.

La stanca gente ora ritorna alla sua solita vita,
lavoro e stress ed è lì che ti accorgi ch'è finita
quell'estate così breve che ancora tu non hai capita,
di brevi amori e delusioni che ti hanno rapita.

Gli alberi si spogliano di foglie e di duri
rami secchi e torti, come dei vestiti scuri,
macchiano le strade e ritagliano sui muri
angoli taglienti ed inquietanti figuri.

Occorre che mi stacchi un po' da questo tavolino,
avrei bisogno d'aria, di una donna e di vino,
aria: è inverno ed il tempo già ne offre e il vino,
vino: beh, quelle bottiglie so che mi staran vicino...

Donna: tu, beh donna ahimé, in questo inverno freddo,
tu non sai che bisogno che ho di te, ma ti prometto:
quel tuo seno e quei tuoi occhi non avranno alcun effetto,
né quella bocca o i fianchi, né quel "tuo-me" perfetto...

Sapran scalfire il cuore corazzato di metallo,
se vorrai sarò su un letto ad aspettarti lì, al caldo,
se vorrai sarò soltanto lì, per un ultimo ballo,
se vorrai sarà la notte a cancellare tutto quanto.

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