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Autore

Alex Prosperi

in archivio dal 12 ago 2009

09 luglio 1989, A Cento Metri Da Me Stesso

02 marzo 2010

Jazz per me

Nell'aria c'è un jazz che suona, stasera per noi,
sul lago tremanti le stelle più belle improvvisano un ballo,
gli occhi tuoi azzurri mi dicono piano: "Dai! Prendici, se vuoi!"
mentre i ragni e i folletti giocosi si rincorrono in tondo fra gli olmi...
e bianca la Luna dall'alto si gusta lo show!

Accarezza la pelle e scivola piano l'argento-rugiada
sopra le ciglia, i cigni del lago disegnano cerchi,
la notte fumante applaude, seduta rimane, è come incantata
al suo tavolino, che beve il suo gin, intorno c'è un pub ch'è fatto di specchi...
e l'erba intanto s'unisce e balla come può!

E' il jazz che continua e che ritma gli amplessi e l'amore,
è l'erba bagnata di pianto e sudore, ma pianto di gioia,
che stuzzica i tuoi piedi nudi e farfalle dallo strano colore
che volano in cerchio seguendo la giostra di fumo, scacciando la noia...
s'uniscono anch'esse e adesso vedessi che show!

E poi tutt'un tratto si sente un suono più secco e più duro,
è come un tuono, un rombo o cannone, sicuro non è il trombone!
Spia una luce i vestiti gettati sull'erba, si dirada il mistero,
si alza la luna e la notte si paga il suo gin, stan chiudendo forse il locale?
Voglio restare, ti prego mio amore, ancora un po'!

Ma il capo da dietro il bancone mi intima una consumazione
o sarei gentilmente pregato di andare e lasciare il locale,
la brina d'argento adesso è sudore, sudore e paura ed agitazione,
le luci di stelle son fari accecanti che agli occhi adesso mi fanno anche male,
è stato un sogno bellissimo, è finito però.

E adesso io son solo sul letto che aspetto il dormire,
mi ha detto però che ha da fare da un'altra parte del mondo
e scendo giù in strada cercando un posto o qualche altro bel sogno,
ma trovo soltanto un buco in cui ratti non suonano e stanno a marcire,
di sicuro non è questo uno show.

E la pioggia che cade sui vetri rigati disegna figure,
le goccie mi invitano a uscire fra i cani randagi e quel suono
ricorda sai tanto il suono del vento fra i rami e le foglie,
di certo non me ne starò qui seduto in questo così lercio covo:
fuori adesso comincia uno show.

E nell'aria c'è un jazz che suona, stasera, per me,
mi fa compagnia e seduto nel vento io lo sto ad ascoltare,
e gli occhi tuoi azzurri mi ricorderò non sapendo perché
piangendo, gridando il tuo nome un giorno, andando sul mare...
dicendonti amore non senti, non senti che show!

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