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Autore

Alex Prosperi

in archivio dal 12 ago 2009

09 luglio 1989, A Cento Metri Da Me Stesso

09 dicembre 2009

La Città dove tutto può essere

"Questa è la città
dove tutte può essere" disse
quell'uomo anziano, sull'ottantina.
Se ne stava seduto là
sopra quel muro a strisce,
beveva piano piano un vino da cantina.
Barba incolta, bianca, folta
da sapiente
e dal berretto di lana giù,
due ciocche scarne sulle tempie.

"E non lo vedi là,
dove ora brucia il sole?" E puntò
il dito verso i palazzi in lontanza,
"Là prima c'era, sai,
una grande vallata, una collina,
e verde, alta fino al cielo, una speranza"
Seduto sopra quel muretto
diroccato,
attorno l'edera dell'età
che gli cresceva sul costato.

Questa è la Città in cui tutto può accadere
e se ci credi,
chiudi gli occhi, alza le tua braccia e le pareti
spariranno
via d'incanto.
Scenderà giù una pioggia verde brina
e le selve
ripopoleranno il mondo nella strade e le belve
divoreranno
tutto l'asfalto.

E poi non lo so
cosa accadde, ma quell'uomo
seduto, in piedi si alzò e un tridente
poi sì lui, impugnò,
alzatolo al cielo venne un tuono
giù di schianto e tremò l'aria stridente!
E venne giù la pioggia
impetuosa,
ora le strade eran fiumi,
e sui muri si arrampicavano rose.

Cavalli bianchi
senza scudieri,
grossi leopardi e gazzelle e al di là,
al di là dei colli,
monti, distese
e valli,  grandi valli e nella Città...

dove tutto può essere,
tutto fu, così di colpo, in un lampo
cosi fu, tutto cosi come in sogno...
un sogno magnifico.

Poi...
una luce si accese di scatto,
nella stanza ci fu
luce,
si ruppe il sonno, il risveglio brutto...

... e la Città
dove tutto può essere, piano,
piano scomparve dentro nell'aria,
fuori un'altra città
incombeva di macchine e suoni,
motori e grida, di gente e baldoria.
E sparì quella mia città
troppo bella,
io scoprii che era solo nei sogni
che tutto può accadere davvero.

E quell'uomo la,
divenne bronzeo e nero e fermo,
impugnava il tridente di ferro a destra,
e verso la,
fra quei palazzi in lontananza
punta ancora le ferma sinistra,
ma la forza non ha,
di distendere
il braccio alto al cielo, l'aridità
di statua... lo costringe a...

... Sognare una città...
dove tutto può essere senza
poter fare niente per farla crescere,
struggente avrà
lo sguardo perso dentro
quel vuoto sogno e io spento
mi incammino verso
la solita
mia triste città, mia triste realtà,
ma sognando ancora, ma...
sognando ancora, ma...
sognando ancora...

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