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Racconti di Alfonsa Palacanò

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  • Come comincia: Nella nostra adolescenza, i miei fratelli ed io, avemmo un padre padrone che ci limitava in tutto; perfino ad accostare i nostri coetanei poiché, a suo dire, non conosceva le loro origini; però, mi fa tanta tenerezza ricordare che ci ha permesso di tenere in casa - con nostra grande gioia - un cucciolo di cane, al quale ci siamo dedicati amorevolmente per gran parte della nostra vita e tengo anche a fare rilevare che di mezzi ne avevamo ben pochi, ma ad esso non venne mai nulla a mancare…
    In quanto al suo arrivo, è stata nostra grande sorpresa trovarlo quando meno ce lo aspettavamo sul pianerottolo d'ingresso ed era talmente piccolo da essere tenuto tra i denti della madre che, spaventata, lo depose a terra e scappò via… Facemmo appena in tempo a vedere un volpino dal pelo marrone allontanarsi velocemente: volpino che tornò altre volte nei giorni successivi. Nel silenzio del mattino si udiva un lieve grattare alla porta: era essa "la nutrice di Fuffy", a noi bastava aprirle la porta e col suo fiuto gli era subito vicino per alimentarlo. Ma, purtroppo, un giorno, senza che ce lo aspettassimo, sparì nel nulla e a noi non fu mai dato sapere donde venisse.
    Crudele fu subire una simile cosa! Eravamo impreparati sul da farsi e la paura che Fuffy morisse ci attanagliava la gola e ancora una volta fummo costretti ad affidarci ai consigli di papà i cui compiti assegnatici, grazie all'elevato livello d'intelligenza del cane, ci permisero di addestrarlo in tante cose, quali: aggirare gli ostacoli quando lo si portava in campagna, eseguire i nostri comandi, accertare la provenienza di rumori, stare alla larga da animali più grossi di lui, fermarsi sul marciapiede onde vedere se fosse o no il caso attraversare la strada e infine si riuscì perfino, con nostra grande soddisfazione, a giocare con esso: gli tiravamo la palla ed esso la rimandava indietro spingendola col suo muso…
    Insomma, sembrava ad esso mancasse la parola: ci fu sempre vicino ed erano guai quando qualcuno si accostava a noi; ci eravamo talmente abituati alla sua presenza come fosse persona umana... E oggi che non c'è più proviamo ancora dolore per la sua dipartita, fedeltà e compagnia venuteci a mancare...