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Autore

Alfonso Gatto

in archivio dal 31 mag 2006

17 luglio 1919, Salerno

06 marzo 1976, Capalbio, Grosseto

segni particolari:
Nel 1936, a causa del mio dichiarato antifascismo, vengo arrestato e trascorro sei mesi nel carcere di San Vittore a Milano.

mi descrivo così:
La mia collocazione poetica era tra gli ermetisti. Sono stato collaboratore di riviste e periodici di cultura letteraria (dall'"Italia Letteraria" alla "Rivista Letteratura" a "Circoli" a "Primato" alla "Ruota"), nel 1938 ho fondato, con la collaborazione di Vasco Pratolini "Campo di Marte" per comm

31 maggio 2006

Il Caprimulgo

Tornerà sempre l' ironia serena
del sortilegio sulle tue corolle,
fiore disfatto.
E tu che voli e piangi
stridendo coi tuoi grandi occhi oscuri,
o caprimulgo dalle piume molli,
il buio sempre ingoierà la notte
delle farfalle nere, le lucenti
blatte in cui l' uomo misero rattrae
le mani e gli occhi a rispettarle,
umane della pietà per sé.
Per la scala degli inferi discende
il consenso perenne, l' ordinata
congrega delle vittime plaudenti.
 
O misura dell' uomo in sé dipinto
costretto oltre la morte, mummia salva
a schermo delle mani,
a non aver più limiti, distratta
è la forza latente, il bruco insonne
della materia che ci traccia e insegue.
Un fenomeno oscuro il divenire
l' enfasi sorda che alle sue parole
non crede più, ma giura. Ancora scende
questa scala degli inferi e l' informe
che chiede un senso smania di figure.

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