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Poesie di Alice Garofalo

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  • 19 settembre 2007
    Autoritratto (un interludio)

    Patisco la cardiopatia dell’Immenso.
    Ho desiderato l’Indefinito
    ancor prima di conoscerlo,
    così quando mi si è svelato
    ho creduto fosse il Concreto.
    Continuo a credere nelle stelle
    ed esse non sono che l’opaco alibi
    che mi ha estromessa
    dalla mia fetta di eredità terrena.
    Tutto mi consola,
    persino l’amarezza di sapere
    che ciò non è reale
    e assegno ad ogni pensiero
    solo un orgoglioso biasimo arido
    (l’unico gesto nobile di cui andar fiera
    nell’isterica cronaca della mia giornata).
    I miei passi sono sconnesse frenesie
    verso molteplici orizzonti che,
    per quanto vicini siano,
    difficilmente raggiungerò.
    E poi osservo ogni uomo che non è me
    e provo gelosia.
    Per la sua alterità
    e per le sue menzogne.
    Per tutto ciò che ha fatto di sé.
    Per me provo solo l’astio
    di quanto potevo fare
    e non ho fatto.