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Poesie di Amedeo Sperti

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  • Quell’ultimo tratto di strada
    Alla fine della serata
    Verso il più remoto angolo della città.
    In quel momento il silenzio è più forte
    Di tutto ciò che in quel momento ti sta ispirando
    Di tutto ciò che le muse del Parnaso
    Ti sussurrano dolcemente nelle orecchie
    Lasciando così che la voce galoppi senza redini
    Lasciando così che alla radio
    Parli per te una canzone

     

    - Sempre che sia quella canzone -

    In quell’ultimo tratto di strada
    Alla fine della serata
    Entrando nell’angolo più remoto della città
    Pensi e credi e forse speri che la notte ti riserva qualche sorpresa
    O forse è soltanto che non vuoi pensare al ritorno:
    una città intera da attraversare da solo
    e intanto il silenzio domina ancora i tuoi sensi

     

    -dove sei finita vecchia mia temerarietà ?-

    E alla fine di quell’ultimo tratto di strada
    Alla fine della serata
    Giunto nell’angolo più remoto della città
    Un flusso di emozioni, parole, versi e pensieri

    Attraversa la tua mente
    Ma il silenzio è ancora più forte di tutto
    E l’unica cosa che riesci a pensare,quasi quasi sussultare
    È solo un punto nel vuoto...
    … un punto nel vuoto è il senso di smarrimento di fronte a tanta bellezza
    Un punto nel vuoto è l’angoscia di azzardare
    Un punto nel vuoto è il nichilismo più totale
    Un punto nel vuoto e lei è come svanita
    Un punto nel vuoto con lei accanto è la cosa più dolce e sensata
    Un punto nell’infinito perché io sono piccolo e infinito è il suo splendore
    Un punto nel vuoto lo puoi solo immaginare
    In quell’ultima tratto di strada
    Alla fine della serata
    Verso il più remoto angolo della città

  • 11 dicembre 2006
    Dolce sensazione

    Dolce la sensazione
    Che una brezza estiva seco portava
    Dolce la sensazione
    Sulle note di un pianetino che la chitarra suonava
    Dolce, effimera, fugace
    Che per tutto il tempo inseguiamo

    Dolce, anonima, minima
    Inseguita, presa, afferrata
    Dura, faticosa e lunga la mia impresa
    E appagante alla fine
    Dolce sensazione
    Che nella notte
    Strappai alle fate residenti le stelle
    Sensazione che per un giorno
    Fu un sorriso, un volto, uno sguardo
    Dolce, effimera, fugace
    Seguita, presa e afferrata
    Dolce sensazione
    Che fu in versi molli
    Dolce sensazione
    Che esplose nel fuoco trascinando una scia
    Luminosa la scia la cui luce mi fece vedere una dolce sensazione
    Dolce sensazione
    Il profumo di una rosa
    Dolcissimo il suono
    Di una musica che accompagnò i passi
    Dolcissima, immensa di breve durata
    Fu lo sguardo di una favola realizzata
    Dolcissimo fu il suono di un grazie,
    risuonante nel buio
    … ’’grazie’’...
    Dolce sensazione
    Mai più tornasti
    Maledetta sensazione
    Di cui fui amante occasionale
    Sensazione quanto aspettai
    Maledetta sensazione
    Vince ancora il dolce ricordo
    Dell’eroismo
    Vince ancora su tutto
    Maledetta sensazione
    Mai più tornerai
    Dolce sarà solo il ricordo
    La sensazione effimera,
    sarà immensa in un chicco di tempo
    sarà amante passionale
    e noi occasionale avventura
    sarà un sogno
    non lo si potrà nominare
    sospirare appena sulla punta delle labbra
    quieto,soffocato,umile
    nel silenzio
    tra il cuscino e i sogni

    … una dolce sensazione…

  • 24 ottobre 2006
    Solo per te

    Solo per te


    salirei in cielo


    fino alla stella più alta


    per rubare alle fate il più bello dei sogni


    e poi lo donerei a te


    perché solo tu renderesti quel sogno realtà

  • 24 ottobre 2006
    Conoscerti

     Conoscerti


    È stato fantastico


    Non mi ricordo come e quando


    Un cristallo illuminò


    Un sasso


    E come il sasso scoprì


    Di aver anche lui luce sua


    Poiché l’uomo è cosa grezza


    Ma poi…


    Incontra l’amore...


    Che lo trasforma sennò del tutto


    Almeno nelle tendenze


    E così il sasso


    Tese alla luminosità


    E poi dopo…


    Sei stata come…


    Come…


    Un goccio d’acqua nel bel mezzo di una gara


    Perché quando sei stanco


    Quando senti di non farcela


    Ti basta quel goccio per riprendere forza


    Quel goccio


    Semplice


    Puro


    Essenziale


    Ti basta quel goccio


    Quel solo goccio


    Perché uno in più


    Già ti ammollirebbe


    E così


    Mi basta un tuo sorriso


    A tutto


    Nell’intervallo tra una parte e l’altra della vita


    Ma non troppo


    Anche se è difficile riprendere a correre


    Dopo che hai bevuto


    Ne vuoi sempre di più


    Ancora


    E ancora


    Un solo goccio ti basta


    Ma ne vuoi di più


    Non te ne stanchi mai


    Ma riprendo a correre con la forza e la speranza che mi hai dato


    E vivo con la luce che quel cristallo ha illuminato

  • 24 ottobre 2006
    Così bella

    Sei così bella che il cielo ha inventato il sole per illuminarti il giorno e le stelle di notte


    non dire ad altri che è dedicata a te


    quando invece


    anche l’ossigeno che respiro


    porta scritto  ‘’A TE LA  PIU' BELLA TRA TUTTE LE COSE’’


    la natura e il cuore mi portano là


    dove m’impedisce di andare la ragione


    ma io vorrei che esplodesse


    vorrei che uscisse fuori  con tutta la sua forza


    TI AMO


    TI AMO


    TI AMO


    TI AMO


    TI AMO


    Vorrei gridarlo al mondo


    TI AMO


    Spalancare le finestre


    TI AMO


    Ma l’idea invece di prendere voce


    Resta chiusa e schiava della ragione


    Liberati pazzo sentimento!


    Esci!


    Prendi voce


    Dichiarati senza paura


    Che questa la ragione ci invita


    A rispettare


    E ripeti insieme a me


    TI AMO


    TI AMO


    TI AMO


    Voglio stringerti e dire ancora che sono innamorato di te


    Darti un sorriso


    Prenderti in braccio… TI AMO TI AMO TI AMO


    E dirti che sei così bella


    Che è nata la poesia


    Perché un giovane impacciato


    Trovasse il modo


    Di descrivere la sua stella


    e attraverso essa dirle


    TI AMO


    TI AMO


    TI AMO

  • 24 ottobre 2006
    Ohi

    Ohi…


    Che male fa


    Star giaciuto inerme


    Pesante e leggero


    Il corpo e la testa


    Vieni angelo mio


    E curami


    Vieni e porta


    La tua semplicità


    Ad illuminarmi


    Vieni e trasforma questo letto


    In un spiaggia dalla sabbia soffice


    E questo tavolo in una quercia


    E la polvere fa


    Che sia di stelle


    O magica


    Vedi tu


    Entra in questa camera


    E sorridi


    E sorridi


    E con la tua risata


    E batti il fischio


    Che da una mio orecchio all’altro viaggia


    Entra


    E’ tutto in disordine


    Sperando che al tuo passaggio


    Tutto fiorisca


    Bella


    Come una bambina


    Stringerti e proteggerti


    E farti un regalo


    E  poi un tuo sorriso


    Per strappartelo


    Un ‘idiozia


    Una scemenza


    Qualsiasi cavolata


    E sprecare energie


    Su questo foglio


    A tale scopo

  • 20 ottobre 2006
    Perfetta Armonia

    E di colpo…


    Come le bestie alla  verga


    Il mare dal Tridente percosso


    I suoi tormenti cessò


    Solo un’onda maestosa e melodiosa si alzò


    Tutte le bestie esposero il meglio 


    gli uccelli cantarono


    il leone non potendo espirare che suoni bruti


    azzittì e fluttuò al vento la sua criniera


    la naturale armonia accettava la sfida


    di una mortale creatura….


    Lo scoglio cercò di arginare il mare


    così la mia penna provò a descrivere lei


    armonia di canti, figure e suoni… lei


    che l’aveva generata stessa natura


    che ora dell’invidia per lei


    aveva paura… lei


    per lei  attraversati i campi


    affannata voce per prima volta sussurrò


    ciò che pateticamente oggi si spreca


    ciò che solo tale armonia spinse a fare


    a dire


    a urlare al cielo


    di un’afosa estate


    tale armonia soltanto


    a umani dolori


    pace posò


    e allora Natura di che ti lamenti?


    Rallegrati della tua opera


    Armonia di principesse, fate e dee


    E quel che più conta


    AMICA SINCERSA


    sempre e semplicemente Roxi

  • 20 ottobre 2006
    Tyche

    Per chi non lo sapesse: Tyche è la dea greca della fortuna


     


    Tyche che fai?


    ancora giri bendata?


    ancora ridi di noi?


    ancora giochi con noi?


    ancora giochi con me?


    ma dimmi piuttosto


    tu ci vedi meglio di un cieco dietro la tua benda?


    e dimmi non ti sei divertita abbastanza?


    o continuerai ancora a punzecchiare?


    che c'è Tyche?


    perché odi così tanto l'uomo?


    ci metti alla prova e noi


    REAGIAMO


    come pretendi che spalle al muro indietraggiamo?


    ci prometti le nuvole


    e poi ti arrabbi


    se qualcuno ti  corteggia con dei DADI


    se un fiume ci inonda


    non vuoi che arginiamo


    Tyche


    perché ce l'hai con noi?


    Tu sei il mare


    e noi disegnamo la rotta per una casa


    scrivi le nostre storie come barzellette


    che a me non fanno ridere


    Tyche!


    Vieni qui


    non nasconderti in sentieri ignoti


    vieni qui, svela la tua identità


    Dio? Javè? Allah? Budda?


    ti credi tanto migliore di noi, vero?


    Tyche vieni qua


    paga il tuo debito oppure affrontami


    faccia a faccia però


    non usare miei fratelli


    non indurmi ad alcun odio che non sia quello per te


    se pensavi che avrei cercato un tuo consenso hai capito male


    affrontami e vediamo come finisce


    Tyche! Vieni qua

  • Un giorno mi chiedesti dei sogni


    E io ti promisi una risposta…


    Poi una mattina ti vidi uscire dell’acqua


    E mi ricordai… Venere ti chiamai


    E infatti come una dea camminavi


    Come una dea il tuo portamento m’incanto


    Come dea i tuoi fianchi ondeggiavano sul mare


    E il vento spostò i tuoi capelli


    Per noto farmi il tuo viso


    E di una bambina il volto si presentò


    Mai parsi così bella


    Quella stella così mai illumino


    Venere ti chiamai e come una dea mi attirasti


    Mi colpisti e i tuoi occhi… ecco i tuoi occhi


    Quella luce il sogno e il tuo sorriso


    Le speranze e l’ingenuo desiderio


    quello è materiale per i tuoi desideri


    che nessuno li infranga mai


    e ti tolga quel sorriso avido di speranze


    non ascoltare il complimento stupido dell’ignorante


    che nessuno mai ti maledica


    onde incontrare il mio furore


    e quand’anche passeranno sul mio cadavere


    salirò dagli inferi e pace mai darò alle loro lingue


    ti proteggerò perché tu un giorno mi fosti di supporto


    ma ora basta sentimento fermati qua


    non andare oltre


    anche se lei ti dà pace


    anche se lei ti illumina anche se vorresti prenderla con te


    e portarla anche se…


    niente fermati qua…


    Grazie amica per essere uscita dall’acqua.

  • 20 ottobre 2006
    Come dirtelo

    Forse non dovrei


    Anzi è assolutamente vietato...


    Anzi  cancello subito questo pensiero…


    Ma forse se posso tacere una parola…


    Se posso fermare un gesto…


    Come fermare l’idea e il principio


    Da cui essi partono….


    Come dirtelo…


    Se non per mezzo di questi versi


    Che davanti a voi le parole si fermano


    I pensieri… non hanno più logica


    Non si collegano più


    Forse non dovrei dirtelo


    Ma come posso fermare la  penna


    Se questa scrive con il sangue


    Che dal cuore per il polso


    Alla sua punta arriva… e segna questo sentimento


    Perché così come alzando un muro


    Non impedisci al vento di soffiare


    Non posso evitare che la notte mi ti porti in dono…


    Ma questo è come l’umidiccio notturno…


    Troppo fragile perché l’alba


    Sia clemente con esso


    E quindi svanisce…


    Ma il giorno… provare a dirlo


    Sperare che la passione diventi razione


    E che dal pensiero sgusci parola..


    Tutto ciò è vagheggio


    Al tuo cospetto…


    Così nasce l’artista…..


    Così nasce la poesia…


    Che da te parte… e che per te vive


    E che per me parla.