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Autore

Andrea Callegaro

in archivio dal 26 apr 2006

13 ottobre 1974, Dolo (Ve)

26 aprile 2006

Tra i fogli di Marta

Intro: Un noir breve e perfetto, con ambientazioni precise e personaggi dal carattere ben delineato. Un insolito racconto scritto in versi, così si presenta Andrea Callegaro alla comunità di Aphorism.it. Torniamo a Marta: chi sarà l'assassino? Un altro sporco lavoro per l'ispettore Chechè…

Il racconto

INTRODUZIONE
Dal volto una pozza di sangue tingeva il cuscino e scendeva al busto
Mettendo in risalto il candore scultoreo del corpo nudo
Vicino al letto un cassetto aperto spandeva pensieri e poesie
Per terra fogli grondanti di slanci in avanti e malinconie
Marta dormiva quando…
qualcuno entrò nella stanza
aprì il cassetto, lesse qualcosa, poi gli affondò l’abat-jour sulla faccia


Perse la testa e distrusse il foglio
Mille coriandoli fece sul posto
Ritornò in sé e raccolse le prove
Ma il sangue nascose alcune parole

Il foglio parlava di qualcuno che l’aveva importunata

3 i maggiori sospettati:
un balordo detto il porco
l’idraulico del paese
e un ragazzino brufoloso

IL PORCO
Un pugnale grondante di sangue
tatuato in un braccio ancora gonfio
Altri 100 persi tra il pelo
dalla punta dei piedi fin sul collo

3 o 4 anni passati dentro
gli altri 30 a parlare di mogli degli altri,
turiste tedesche, bimbe inesperte, vedove fresche

Le sue storie ormai sono vecchie
soltanto i pesci le sanno ascoltare
Da ubriaco ulula al mare
“se Marta mi vuole comincio a lavorare”

L’IDRAULICO

Una mogliettina molto carina
e 2 figli che sono un tesoro
Una casa che sembra una villa
e quasi uno yacht che aspetta nel porto

Qualcosa però gli manca da esibire al mondo:
…il cuore di Marta impagliato!

Mazzi di fiori, anelli e collane
balle alla moglie, telefonate
appostamenti, promesse azzardate
…ma non c’è niente da fare

IL RAGAZZINO
16 anni e poca voglia di studiare
infatti spina birra in una pizzeria
la faccia devastata dagli ormoni
infatti notti bianche per poche ragazzine

da mesi sogna che mentre lui succhia dalla spina
lei si spalma il seno d’olio d’oliva
ad occhi semichiusi lei si allunga sul bancone
e a gambe aperte dice “vieni qui…amore”

FINALE
Cheché seduto in un bar del porto
guarda il mare e pensa:
alla solitudine del porco
alla pochezza dell’idraulico
alla fame del ragazzino

… il traffico alle spalle …

Dove il sole scaglia squame d’argento
dove sbatte la vela gonfiata dal vento
dove sbianca la cresta dell’onda
dove il gabbiano nel rosso sprofonda
dove l’occhio del gatto accende la notte
Cheché troverà le sue risposte

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