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in archivio dal 29 gen 2013

Andrea Tripodi


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  • 29 gennaio 2013 alle ore 22:28
    Carmela

    "Qui dove l'onda sorride alla rena
    dove il mio cuore connobbe l'ebbrezza
    io vengo e ricordo, dolente, il mio sposo
    la sua voce, le mani, la dolcezza, le feste

    Ed ascolto la voce e stringo le mani
    la dolcezza mi colma i pensieri ed il cuore
    il mio sposo sorride e mi attira al suo petto
    e canta per me le canzoni del mare

    Le parole piu' dolci, piu' forti, piu' vere
    rivolgo al mio caro, all'amato mio sposo
    le incido nell'acqua , le scrivo nel cielo
    perchè dicano al mondo
    che l'amore è coraggio
    e non teme bufere! "

     
  • 29 gennaio 2013 alle ore 22:27
    Dolore

    "Perchè il dolore non è solo la furia del vento che squarcia i cammini del cielo,
    che gonfia le acque, tormenta le cime,
    abbatte le siepi e inonda, spietata, le strade,
    avvolgendo le case di freddo e di buio.
    Dolore è anche la pioggia insistente, minuta, sottile;
    la plumbea pioggia che cade silente da un cielo remoto
    che non ama le nuvole, che rifiuta la luce.
    E' singulto di pianto che dilata la notte,
    che ignora la luna".

     
  • 29 gennaio 2013 alle ore 22:21
    Tratto da " Gli Idoli del Villaggio

    Nel cuore degli uomini riposa sempre una storia. In penombra essa occupa un angolo esiguo ed il suo manto ha i colori della mestizia o della nostalgia, del rammarico, del conforto o del lutto.
    E' tiepido rifugio o insidia spinosa; vive nel torpore del letargo o conosce le veglie dell'insonnia.
    Le sue parole sono suadenti come un mattino di luce o lasciano il bruciore delle unghiate sull'anima.
    Scorrono improvvise , mosse da un ignoto motore, percorrono sentieri impervi, sotterranei, tortuosi.
    Sono gelose dell'ombra e del loro mistero. E poi fluiscono nei pensieri degli uomini, inattese e spontanee. Fluiscono e diventano emozione o immagine; volano come un soffio malinconico o mordono come un ansima rude di struggimento e affanno

     
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