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Poesie di Anna Giordano

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  • 27 gennaio 2017 alle ore 0:24
    Ricordare per non dimenticare

    Ricorda ragazzo la guerra passata,
    anche se né tu e né io l’abbiamo vissuta.

    Ricorda ragazzo,
    quello che gli altri hanno patito e
    che i nostri padri ci hanno raccontato.
    Quello che gli uomini hanno inflitto
     ai propri simili senza pietà,
    neppure per chi era appena nato,
    vecchi, bambini, donne e uomini,
    che come colpa li si accusava d’essere nati ebrei.
    Essi venivano,
    ricorda ragazzo,
    strappati dai letti mentre dormivano,
    mentre mangiavano,
    mentre pregavano,
    semplicemente, mentre vivevano.
    La loro colpa?
    Esser custodi delle proprie radici,
    come tu oggi lo sei delle tue .
     
    Ricorda ragazzo di non  odiare,
     coloro che sono da te differenti.
    Oggi le guerre le vedi in tv,
    sei già abituato a vedere massacri,
    che sono dati in pasto ai tuoi occhi,
    rendendo la guerra una cosa banale,
    una routine di tutti i giorni. 

    Ricorda ragazzo,
    la vita non è banale,
    è il più grande valore che ognuno possiede,
    è un dono prezioso,
    difendilo, sì, ma  con amore,
    la guerra non serve se dopo si muore,
    la morte non è di suo pari valore.

    Ricorda ragazzo,
    ricorda il valore,
    a quelli che un giorno racconterai l’orrore,
    per insegnare loro,
    di amare e non odiare,
    se vuoi che il mondo in meglio possa cambiare.

    Anna Giordano
     27/01/2007

     

  • 13 giugno 2016 alle ore 17:36
    Mare e cielo.

    Sul filo inesistente, all'orizzonte,
    si specchia l’anima del cielo,
    di sé  nel mare coglie il vero aspetto
    e si lusinga di rassomigliargli.
    Ridono i miei occhi
    nella gioia di un sospiro
    che solca l’esigua linea
    dell’incanto senza fine.

    Agosto 2011.Anna Giordano

  • 20 febbraio 2014 alle ore 10:23
    I tempi del tempo

    I tempi del tempo

    Vivo il presente che sarà il passato
    vivrò il futuro che sarà il presente.

    Il tempo è solo presente
    è l’attimo che vivo!

    L’inganno è nella mente
    pensando che il passato preceda il presente
    se pure, paradossalmente
    indica il tempo già vissuto.

    Solo il futuro è primo sul presente
    nonché sul passato.

    Presente:
    funambolo che scivola sul filo immaginario
    dei tempi del tempo
    con l’asta del futuro ed il passato
    bilancia il suo equilibrio.

    Un labirinto strano, il tempo della vita
    che ripercorro in mente
    con mille entrate nel passato
    ed una sola uscita nel presente.

    E qui, vedete?
    In questo preciso istante
    nel leggere (leggete).
    Vivete il presente che è già passato
    ed il futuro è già presente

    Si fondono in un tutt’uno nello stesso punto
    e nello stesso istante
    e prendono il nome di tre tempi distinti.

    Son certa e ribadisco
    che solo un tempo esiste
    il presente!
    Passato e futuro
    non sono che i tempi del suo tempo.

    Povera la mia mente!
    Che confusione
    quando si spegnerà
    in quel preciso istante del presente…
    pensate che tutto si fermerà?
    No!
    Poiché io farò parte del passato
    sì, ma anche del futuro di chi ricorderà
    nel suo presente il mio passato.

    Penso che dopo tutto il tempo impiegato
    a raccontarvi i miei pensieri e dubbi
    debba fermarmi qui e aggiungo solo
    che i tempi del tempo sono imperfetti
    e
    se continuassi a ragionarci sopra
    il tempo
    dal futuro, presente, passato
    ahimè!
    Diverrebbe infinito.

    Anna Giordano

  • 14 febbraio 2014 alle ore 16:23
    Forza di gravità

    Tra le latitudini del mio cuore
    dimori nello spazio senza tempo,
    continuamente, in questo amore che mi lega a te.

    Tra un meridiano e l'altro delle nostre vite,
    tempeste ed uragani sconquassano il nostro vivere,
    ma niente e mai nessuno, arriverà a spezzare
    la forza di gravità che imperterrita ci attrae.
    -- Anna Giordano 

  • 27 dicembre 2013 alle ore 2:04
    Pecché sule a Natale? (Perché solo a Natale?)

    Pecché sulo a Natale
    n’ce vulimmo cchiù bene
    facimme comme si tutto
    fosse pace e carità.
    Pecché sentimmo dinto
    na luce ca ce schiara
    pe vedè chistu munno
    cull’uocchie d’o perdono?
    Pecché sulo a Natale
    facimme chesti cose?
    Putesseme fa tante si sulo
    n’ce pensasseme
    ca’ ‘o core è sempe ‘o stesso
    e si putesse essere
    ogni juorno Natale,
    facesseme e stu munno
    nu paraviso…
    e basta!
     
    Perché solo a Natale?
    Perché solo a Natale
    ci vogliamo più bene
    facciamo come se tutto
    fosse pace e carità.
    Perché sentiamo dentro
    una luce che ci rischiara
    per vedere questo mondo
    con l’occhio del perdono?
    Perché solo a Natale
    facciamo queste cose?
    Potremmo fare tanto
    se solo noi pensassimo
    che il cuore è sempre lo stesso
    e se potesse essere
    ogni giorno Natale
    faremmo di questo mondo
    un paradiso…
    e basta.

  • 11 ottobre 2013 alle ore 2:12
    Po, e sia

    Po, e sia
    Po, fiume che scorri dai monti a valle ,
    con acque cristalline che sgorgano da un viso,
    non il mio.
    Attraversi pianure e saluti  i fiumi finendo
    la tua corsa nelle braccia sue,
    il mare,
    a quale affidi le tue lacrime in un addio,
    le acque,
    tue creature .
     
    In piena tu divori tutto al tuo passare,
     i tuoi amici riversano in te la loro fiducia,
    le loro acque,
    che porti via con te nel lungo andare.
    Scorri su letti di ciottoli,
    travolgi sterpaglie e tronchi strappandoli alle sponde,
    senza mai fermarti,
    baci le rive lambendone i fianchi,
    che come un amante travolgi con passione.
     
    Po che vede le barche tagliargli le onde,
    la gente che guarda dall’alto dei ponti,
    le acque cangianti dal verde all’argento,
    scorrendo in silenzio tra ponti e città,
    pianure nebbiose  lo avvolgono in esse
    per farlo svanire agli occhi di tutti.
     
    Po-i apre le braccia nel giungere a mare   
    allarga le  dita sue d’acqua, in estuario
    per stringere del mare quelle sue ,
    per suggellare il patto che da sempre dura,
    in un fraterno abbraccio  gli affida l’acque sue,
     sotto lo  scintillio del sole si fondono
    in un bacio dolce e salato
    e tutto per incanto diventa una poesia
    quella del fiume che raggiunge il mare
    per continuare il viaggio senza mai arrestarsi
    per ritornare a un fiume di nome  Po - e sia.
     
    Anna Giordano

  • 07 settembre 2013 alle ore 23:22
    Così come l'autunno

    Così come l’autunno

     

    Non è più caldo il vento

    e dal mio sguardo escludo

    gli alberi nudi e inermi.

     

    Svaniscono nell’ombra delle nebbie

    carezze estive

    e il sole a testa china

    esilia nel tramonto.

     

    S’annega la mia anima nel nulla

    e tenta a trasformare

    il pensiero in primavera.

     

    Ma

    di colori caldi

    si veste la collina

    solca una lacrima l’anima

    mentre la pioggia

    sul vetro scivola

    in me il dolore ti racconta.

     

    Fuggo l’autunno

    e la nostra storia 

    il tempo si tinge di rosso purpureo

    colore che a te mi riconduce.

     

    Nell’anima ora…

    solo malinconia

    ma…

    tutto passa

    così

    come l’autunno.

    Anna Giordano

  • 02 luglio 2012 alle ore 18:39
    Terremoto

    Un attimo e luce non fu
    le tenebre rimasero impaurite
    e ancor più scura tinsero la notte.

    Le grida scossero il sonno
    dopo il boato
    urlo della terra incollerita.

    Ferite che squarciano l’esistenza
    intorno macerie sparse…

    La morte
    si beffa della vita
    che piange la sua sorte.

  • 02 luglio 2012 alle ore 18:36
    Pour... (Per)

    Pour…

    Pour évoquer la lumière,
    je raconterais  le soleil de tes yeux.

    Pour évoquer la mélodie,
    ferai-je  écouter son de ta voix.

    Pour évoquer la vie
    ferai-je entandre
    les battements de ton cœur

    Pour évoquer  l’amour…
    je parlerais de toi.

    ________________
    Traduzione:

    Per…

    Per evocar la luce,
    racconterei  il sole dei tuoi occhi .

    Per evocar la melodia,
    farei ascoltare la tua voce.

    Per evocar la vita,
    farei sentire i battiti del tuo cuore.

    Per evocar l’amore,
    parlerei di te.

    Anna Giordano

  • 02 luglio 2012 alle ore 18:34
    Pensiero

    Pensiero

    Fra le pagine del tuo cuore
    ho letto …
    ed ho appreso ad amare.

    Anna Giordano

  • 02 luglio 2012 alle ore 18:30
    L'attimo è...

    L’attimo è…

    Vita:
    un attimo senza fine,
    la fine in un attimo,
    l’incoscienza di un piede
    che indifferente
    schiaccia una formica.

    Anna Giordano

  • 02 luglio 2012 alle ore 18:28
    Trapezio di cielo

    Trapezio di cielo

    La vita a volte
    sembra priva di luce
    forse perché
    sovente
    mettiamo gli occhiali scuri!

    È un po’
    come un trapezio
    o
    rettangolo di cielo

    che si affaccia alla
    finestra nel soffitto
    e
    guarda all’interno
    di un’altra dimensione
    in cerca di quel sole
    che brilla nel suo cielo
    già da tempo.

    Anna Giordano

  • 02 luglio 2012 alle ore 18:26
    Ombre

    Ombre

    Ombre proiettate sul muro,
    le nostre vite ,
    riflesso sagomato senza volto,
    un’ illusione ottica,
    immagine sbiadita.

    Profilo che delinea
    solo i contorni della vita.

    Il resto è solo oscurità,
    in cui si celano le vere identità.

    Anna Giordano

  • 02 luglio 2012 alle ore 18:23
    Il girasole

    Il girasole

    Petali di sole la sua corolla,
    orna con schegge d’oro
    un cuore di semi.

    Viso rivolto al sole senza vergogna,
    l’ insegue con lo sguardo
    tutto il giorno,
    pregandolo di regalargli il caldo
    dei suoi raggi .

    E... verso sera,
    quando il sole va’ a dormire,
    cede  il posto del sorriso alla tristezza:

    china la testa e abbassa lo sguardo
    verso la terra
    e con malinconia stringendo intorno
    al cuore i petali  ancora caldi,
    attende che il sole si risvegli .

    Anna Giordano