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Autore

Anna Maria Di Simone

in archivio dal 23 set 2011

Livorno

24 settembre 2011 alle ore 16:03

Mio padre

Tutti quanti
sono
mio padre.
Di chi è
la mano
che non tiene
la mia?
Quale bocca
mi è conforto
nel pianto?
Quale cuore
vibra all’unisono
col mio?
Ognuno
è stato
mio padre.
Chi di loro
non ha asciugato
le mie lacrime?
Quali braccia
non hanno accolto
le mie
protese nel vuoto?
Quali occhi
non mi hanno veduta
sbocciare
da sola?
Mio padre
è tutti
e nessuno.
È immagine lontana
di carezze
che bruciano.
È la candida barba
di chi
non vedrò mai invecchiare.
La controfigura
dei miei fallimenti.
Desiderio mai pago
dei padri di tutti.
Io
mendica di amore,
prostituta del cuore,
in attesa di un treno
senza destinazione.

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