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in archivio dal 21 nov 2005

Annalisa Stamegna

02 febbraio 1980, Formia
Segni particolari: Non lo so. Il mio viaggio è appena iniziato. Alla ricerca di quel giorno, quel momento, quel luogo...
Mi descrivo così: Con le parole di Neruda: Giochi ogni giorno con la luce dell'universo...
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  • 10 dicembre 2005
    Non lo saprai

    Infilati sotto la mia camicia

    respira il mio odore

    e rimani ad aspettare

    in silenzio.

    Fuori è nero

    e io voglio viverlo senza di te.

    Chiudi le porte e aspetta.

    Quando vorrò verrò

    a bussare

    e forse

    sarò io

    e sarai tu

    e ancora non so dirti cosa.

    Nasconditi nella tua vita

    e conta i giorni

    i minuti

    gli anni.

    Il mondo non si ferma

    ma tu sì,

    e fai piano

    o il tuo pianto veglierà il mio sonno

    e non potrò più svegliarmi

    con te accanto.

    In piedi,

    al centro della stanza

    vuota

    vivi il tuo tempo

    e non ti allontanare.

    Fuori piove.

    O c’è il sole.

    Non importa,

    non lo saprai…

     
  • 21 novembre 2005
    Lame

    Spire di pensieri

    come serpenti

    stringono

    i fianchi

    salgono ad avvelenare il sangue.

    La mia bocca

    rossa

    morde la vita.

    Frecce

    di fuoco

    dalle ferite

    solcano

    la pelle dura.

    E brucia

    come trafitta

    da lame di coltello

    al sole del deserto.

     
elementi per pagina
  • “Ma che state facendo?” di Gabriele Aprea, è una raccolta di racconti umoristici e graffianti: episodi apparentemente ordinari che diventano ironici psicodrammi. Con la sua autoironia, l’autore è in grado di mostrarci la realtà da un punto di vista originale. Quando il dramma è in agguato, Aprea risponde sfoderando il tipico talento partenopeo, la leggerezza e il buonumore.
    Tra gli episodi più grotteschi e irriverenti, quello dedicato allo scolapasta offre un particolare richiamo alla lettura: il protagonista si domanda dove sia finito lo scolapasta, mentre la pentola bollente è già tra le sue mani, e la ragazza dei suoi sogni lo attende trasognata nell’altra stanza. Dove sia finito strumento, lo scoprirete solo andando avanti nella lettura, con un finale particolarmente… spumeggiante!

    [... continua]

  • Con Carmen Margherita Di Giglio siamo giunti al secondo volume della trilogia Nazista. Il titolo prende il nome dal castello di Werdenstein, incantevole e misterioso maniero, nelle cui stanze, specchi d’acqua, e suggestivi giardini si snodano le vicende di personaggi misteriosi e drammatici. Pagina dopo pagina, il castello sembra quasi prender vita, respirando all’unisono con i protagonisti e influenzando le loro decisioni. In questo contesto, emerge la narrazione dell’infanzia e della vita di Philipp von Rosemberg: una  figura emblematica, segnata irrimediabilmente dall’intensa e inquietante personalità della madre Helena.
    Il libro è una felice conferma del coinvolgente stile narrativo di Carmen Margherita Di Giglio, precedentemente osservato ne "Lo Scrigno di Ossian", il primo volume della trilogia: in Werdenstein riscontriamo una scrittura appassionata, data dalle atmosfere a tinte forti, dagli elementi esoterici, e dallo studio capillare dei personaggi.

    [... continua]

  • Il nome. Secondo Sabina Mitrano, autrice del saggio “Gaeta e il suo nome – un viaggio tra mito, storia e cultura” il nome “rappresenta il primo indizio, l’essenza dell’identità”. Per le persone, e per i luoghi.
    Siamo abituati fin da bambini a recepire oralmente le informazioni sulle nostre origini e su quelle della nostra terra, e spesso queste informazioni diventano parte del nostro DNA, contribuendo a comporre e a formare la nostra coscienza come una lente con utile a percepire la nostra dimensione nel mondo.
    Lo studio di Sabina Mitrano si propone di verificare le origini del nome della città di Gaeta, al fine di valorizzare il patrimonio culturale della propria terra.
    Avvantaggiata dalla sua posizione geografica nel, situata nel cuore del Mediterraneo, Gaeta è stata protagonista di eventi storici, ha assorbito influssi culturali e artistici di civiltà diverse e ha donato ispirazione a grandi poeti. La nostra studiosa imposta un vero e proprio viaggio nel quale la letteratura e la storia si intrecciano nello scenario unico che offre Gaeta: una sinuosa lingua di terra posizionata tra Roma e Napoli, che si affaccia su un golfo che porta il suo nome.
    Da Virgilio a Strabone, fino ad arrivare a Dante, ogni citazione ci appare come una rivelazione, espressa con l’entusiasmo della scoperta e la delicatezza dell’amore per la propria terra.

    [... continua]

  • In questo racconto lungo dal ritmo vivace e leggero, Alessandra Maltoni ci prende per mano in un'assolata giornata di agosto e ci conduce in una piacevole passeggiata lungo gli splendidi percorsi della Marina di Ravenna. Attraverso i simpatici dialoghi tra i due protagonisti, Rosa e il suo nipotino Carlo, un irresistibile bambino di otto anni dalla vispa curiosità, l’autrice trova lo spunto per spiegare con semplicità ed uno stile fresco e coinvolgente, l’affascinante e avventuroso mondo del mare e della marina, illustrando le caratteristiche dei porti e delle imbarcazioni che li vivacizzano.
    Il tono didattico e pedagogico con cui Rosa insegna al nipotino ad amare il suo mare non è mai pesante né scontato, semmai ricco di interesse e semplicità appassionante. Non è difficile lasciarsi trascinare dalle sensazioni suscitate dalla lettura di questo piccolo viaggio giornaliero dei due protagonisti, quasi potessimo sentire sulla pelle la frescura della brezza marina o incantarci davanti alla allegra realtà dei chioschi, dei porti e delle barchette ondeggianti sul mare assolato.

    [... continua]

  • Lerri Baldo è un poeta e un pittore. Ritrae emozioni. Intuisce i suoi versi come rappresentazioni di realtà, e anche la sua poesia è policroma, nei temi e nella forma. Si muove, con versatilità e disinvoltura, dal sentimento amoroso alla politica, dalla lirica alla narrazione.
    La vista sembra essere il fil rouge che unisce ogni verso e ogni  poesia di Baldo nella raccolta “Taci come il mare”. Il senso stesso è il principale interprete dei componimenti: esso è immagine, concetto, idea, nella quale il Poeta si riflette per rievocare le sue percezioni. Le sue poesie sono ritratti di vita caratterizzati da gradazioni, sfumature, dosaggi di colore e luce, e sono ispirate dai piccoli dettagli: un oggetto di uso comune, una ciocca di capelli, una foglia arsa dai primi freddi dell’inverno.
    "Acquamarina", "Taci come il mare" e "Onde" sono i titoli delle sezioni che compongono questa raccolta, che è sguardo ardente ed appassionato sulla vita, incorniciato dalle emozioni del Poeta.

    [... continua]

  • Arduo svelare la passione interiore del giovane poeta Lotto, che abbiamo conosciuto grazie alla raccolta di poesie “Silenzi”: i versi riuniti in questo piccolo volume appaiono, ad una prima lettura, di impronta onirica. Metafore ed allegorie si susseguono a ritmi incalzanti, e il Lettore si orienta tra  visioni simboliche, segni, immagini, nei quali non sembra inizialmente trovare una logica universale. La prima impressione è quella di essere immersi nei paesaggi lunari dipinti da  Dalì, alla ricerca di una decodificazione, una mappa, un sentiero.
    Le anime dell’Autore – molteplici, infinite, composite -  ci dirigono verso un’unica direzione e un solo senso: dopo un primo momento di interiore smarrimento, Lotto prende il Lettore per mano e lo conduce verso un orizzonte sconosciuto, dove potrà lasciarsi incantare da traslazioni, simboli, classicismi ed intime aspettative. Lotto ha una scrittura energica, variegata ed originale, che si riassume, a nostro avviso, nei versi finali della poesia “Promesse da folle”: sintesi di un’immagine forte e distintiva in cui si consuma una ritmicità densa e un’ispirazione ricca di sfumature.

    [... continua]

  • Così come il suo pseudonimo,  il poeta Roberto Sannino propone nei suoi versi un vigore ed un’energia che catalizzano l’attenzione del lettore, donando alla raccolta l’immediata vitalità di un imperativo.
    Nella raccolta di poesie “Il Difetto” Iago fonde una serie di versi inconsueti e energici, dove ogni parola è contemplata, scelta, al fine di dare musicalità, forza ed intensità all’espressione.
    Così come ama descrivere se stesso nell’introduzione alla raccolta, Iago ci appare uno scrittore “di getto”, colui che ha il dono dell’ispirazione,  e che riesce abilmente a trasferire su carta l’impulso della passione poetica.  “Questo mi vivo io, l’intera fisicità sostiene ogni impulso ispirativo”.

    [... continua]

  • L’Amore è il tema fondamentale delle opere che compongono la raccolta di poesie di Silvana Stremiz “Sospiri Condivisi”. La Stremiz, con una forte carica di femminilità e sensualità, celebra il sentimento che muove il mondo, e lo racconta in tutte le sue forme, alla luce delle sue esperienze di vita.
    Le poesie sono intervallate da immagini e disegni a cura di Marco Montalto, che accompagnano il lettore nel viaggio attraverso l’universo sensoriale ed emozionale dell’autrice.
    Dall’amore passionale all’amore filiale, tutti i versi traboccano di spiritualità ed energia, ma ciò che colpisce maggiormente è la sincerità con la quale la Stremiz lascia il suo cuore libero di parlare, urlare, piangere e sorridere, senza veli e senza inibizioni.

    [... continua]

  • L’animo sincero, semplice e puro di Luca Gamberini filtra nelle pagine del libro “Come un cane…”: una raccolta di poesie caratterizzate da una scrittura diretta e originale.
    Gamberini si descrive senza veli in queste pagine che racchiudono un diario di vita, un viaggio personale in se stessi, fatto di immagini creative, speranze, pensieri, momenti di tristezza e di riflessione, confessioni.
    Emergono nella lettura interessanti e brillanti intuizioni poetiche. Gamberini ha la fortuna – inseguita dai più grandi letterati – di un’innata capacità di ascolto e di accoglienza, verso se stesso e verso gli altri: ci auguriamo che non la lasci mai andare via, ma che continui a farla fluire dentro di sé come un fiume in piena, per riempire ancora gli argini del suo animo e le pagine del suo “diario”.

    [... continua]

  • “Per una strada” è una raccolta di poesie, scritte tra il 1990 e il 2006, che racchiudono vari elementi, emozionali ed esteriori, che spaziano su vari argomenti: dalla vita alle emozioni, dalla cronaca alla storia.
    Emanuele Marcuccio attua, nei suoi versi, un’analisi tematica innovativa e vasta. E’ attento alla descrizione delle emozioni, che affiorano attraverso un’accurata analisi delle parole e delle espressioni, che risultano ricercate, musicali, a volte classicheggianti.
    Interpone il suo punto vista a quello della storia o della cronaca in componimenti che prendono spunto da personaggi o ragioni storiche di varia natura: troviamo Annibale, Seneca, Ulisse – personalità che hanno rappresentato, con pensieri e azioni, le tante sfaccettature dell’Umanità.
    Marcuccio ci appare come un maturo conoscitore dell’animo umano, e - come un pittore ritrae le sue tele ammirando il paesaggio - egli dipinge i suoi versi ricercando dentro di sé gli elementi che compongono la natura umana, collocandoli nell’armonia del mondo con liricità e pathos.

    [... continua]

  • Sotto il cielo d’Irlanda è un libro che ha l’asprezza e l’intensità delle storie d’amore sincere e appassionate.
    Cristel Della Rocca, giovane fotografa appartenente ad una nobile famiglia veneziana, viene incaricata di effettuare un reportage sull’Irlanda. Prima di partire rinviene alcuni misteriosi documenti e un diario appartenenti a sua nonna, recentemente deceduta, a cui Cristel era particolarmente affezionata.
    Attraverso quel diario, che racconta la tragica storia d’amore tra la nonna e un giovane straniero, Cristel scopre un forte legame tra le sue radici e l’Irlanda. Il viaggio di lavoro diventa quindi un’opportunità per andare a fondo nell’oscuro passato familiare.
    Nel suo peregrinare in quella terra aspra e meravigliosa, Cristel conosce Jonathan, con il quale rivive quasi letteralmente il destino di sua nonna. Il loro amore, però, apre la strada ad un ciclo di minacce e tensioni ad opera dello stesso fratello della ragazza, preoccupato delle sorti dell’eredità di famiglia.
    L’autrice, Annamaria Platania, ci dona una prospettiva d’eccezione nella descrizione di una terra insieme romantica e selvaggia, grazie ad una narrazione dal ritmo incalzante e ricca di azione e pathos.

    [... continua]

  • Come dice il titolo stesso, la raccolta “Un tempo chiamato vita” riunisce poesie che raccontano la realtà di tutti i giorni, osservata dalla lente d’ingrandimento a tinte rosa di Silvana Stremiz.
    Il filo conduttore dell’opera è infatti l’amore, che unisce e che divide, contemplato in tutte le sue forme: filiale, familiare, passionale e romantico. Alla fine del volume è possibile accedere ad una raccolta di aforismi della stessa autrice, che rispecchiano la sua concezione della vita, suddivisi per argomenti: dai sentimenti umani (paura, amore, tristezza…) a temi generali (verità, poesia, religione, morte, matrimonio…).
    Un aforisma su tutti, in grado di riassumere fedelmente la poetica della Stremiz, potrebbe essere questo: “L’amore è il sogno, il senso e il traguardo di questa vita. Perché l’uomo è fatto per amare e farsi amare”.

    [... continua]

  • Un piccolo velivolo precipita nel deserto del Sahara. Sopravvivono solo Giselda, giovane donna di origini italo-tedesche, e il suo compagno Nicholas. Giselda, ancora sconvolta dal tragico epilogo della sua storia d’amore con Raul, scrive un diario, unico testimone di quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni della sua vita. L’unica speranza di sopravvivenza per Giselda e Nicholas, avendo a disposizione solo pochi viveri e una limitata quantità d’acqua, è di avventurarsi nel deserto e tentare di raggiungere un luogo abitato dove chiedere ospitalità, senza un vero itinerario da seguire e in balia dei repentini cambiamenti climatici della zona. La traversata del deserto si trasforma in un’avventura a tinte noir, con personaggi misteriosi e situazioni ambigue che intrecciano passato e presente in un unico filo conduttore.
    “Un barlume di speranza”, opera prima di Tiziana Iaccarino, caratterizzata da un registro narrativo vibrante, ricco di pathos e di tensione emotiva e psicologica, conquista l’attenzione del lettore e lo conduce repentinamente fino all’ultima pagina, nella scoperta di numerosi misteri che dal deserto del Sahara si dipanano fino alla lontana Cuba.

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  • Una poesia intrisa di sensibilità e di misticismo, quella di Fedel Franco Quasimodo.
    Il suo libro “Colloqui con Cristo” raccoglie una serie di preghiere e di considerazioni sulla dottrina cristiana, traducendo in versi la devozione dell’autore verso Cristo.
    Proteso verso l’espressione più delicata del sentimento religioso - il dialogo aperto con Colui che crea e che protegge, che ama e che consola, che guida e che sostiene - Quasimodo rivolge all'interlocutore i suoi pensieri più accorati e sentite considerazioni sulle Sacre Scritture, accarezzando i temi portanti della religione, come la Carità, il Perdono, la Pietà, l’Umiltà. Ad ognuno di questi elementi, a Cristo e alla Vergine, Quasimodo dedica versi ricchi di spiritualità e di ispirazione poetica.

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  • La dolcezza di Michela Zanarella si evince fin dai primi versi della raccolta di poesie “Risvegli”, dove emergono, come una delicata visione, scene di vita rustica del passato.
    E’ come rivedere vecchi film al proiettore, con i colori sciupati e le immagini al rallentatore, è come tuffarsi nell’infanzia, dove sapori antichi e profumi familiari vengono fuori dallo schermo per trapassarci l’anima. La poetica di Zanarella è limpida, informale, profonda, caratterizzata da una forte propensione alla descrizione e all’immaginazione. Così il lettore affronta un vero e proprio viaggio per trovarsi lì, con lei, davanti al focolare, in una pista da ballo, sotto la pioggia o in un vociante mercato. Incanto e poesia, vecchio e nuovo si fondono e danzano insieme in un continuo rievocare e tornare al presente, in cui ogni verso è una sorpresa, ogni parola è magia. 

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  • “La gloria dell’indigente” è la raccolta di racconti di Davide Imbrogno.
    A ventun anni, Imbrogno si guarda attorno con occhi arguti e disincantati, pronti a cogliere ogni sfumatura del mondo circostante, che descrive come un universo viziato e perverso, dove ogni singolo individuo può trovare forza solo in se stesso.
    I suoi personaggi hanno un comune denominatore: sono figure disadattate, deluse, incerte che attendono il momento giusto per prendersi la rivincita sulla vita. A volte ci riescono, altre volte no. 
    Sono personaggi dal background difficile e tormentato, che si muovono in scenari metropolitani asettici e rudi.
    Una scrittura forte e decisa caratterizza tutti i racconti, rendendo la lettura piacevole e coinvolgente.

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  • “Semplicemente… Diamante” è il libro di poesie di Massimo Canton.
    Quest’opera, come scrive lo stesso autore, è “un’ode all’amore ed è dedicato alle donne”. Partendo così dalla donna per eccellenza, la Mamma, alla quale sono dedicati numerosi versi, Canton giunge a rivelare il segreto profondo che si nasconde dietro gli amori che costellano la vita di ogni uomo. Essi sono destinati a lasciare tracce profonde e nascoste, che emergono nel momento in cui si torna indietro nel ricordo.
    Il libro è caratterizzato da una poetica ricercata e accurata, ove ogni verso ha un ritmo denso e calibrato.
    Canton riflette profondamente sulla natura dell’amore umano, e sceglie di scrivere questo libro con l’intento di incoraggiare gli uomini a contemplare i propri sentimenti, sia per imparare ad amare le donne così come loro desiderano, sia per spronarli a comprendere l’importanza della persona che si ama.

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  • Caratterizzato da una narrazione corale, così come collettiva era la vita nomade dei commedianti, il libro “La Favola I – Eleonora” di Fabrizio Diotallevi, è la prima di tre parti di un esperimento narrativo che prevede diverse ambientazioni ripartite al Nord, al Centro e nel Sud della nostra penisola.
    Il primo capitolo è strutturato proprio nel Nord Italia, precisamente nella lattiginosa e romantica Venezia di Goldoni.
    Diotallevi gioca con espressioni e citazioni in dialetto veneziano, si diverte a far comparire personaggi illustri in azzeccati camei in stile cinematografico, ed è con queste tecniche che ci seduce per narrare “La Favola di Eleonora”.
    Tutto comincia con un viaggio a bordo della nave Belisario, il luogo in cui avverrà l'evento più straordinario dell'umanità: la nascita di una nuova vita. E questa nuova vita è donna, è Eleonora.
    Nello svolgersi delle vicende, la straordinaria ambientazione storica fa la sua parte, ed è trattata con cura e competenza dall'autore, che la intreccia in maniera sapiente con la narrazione profondamente immersa nel contesto culturale dell'epoca.
    Il risultato è ciò che cerca ogni lettore: un ritmo gradevole, che suscita interesse e fa perdere il senso del tempo in un viaggio fantastico.

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  • Spirituale, intima, moderna: ecco tre aggettivi per descrivere la poesia di Gerardo Di Filippo - il Poeta degli Angeli - come amano definirlo i suoi lettori.
    Il libro nasce con l’intento di “fare una carezza alla Vergine Maria”, ed è suddiviso in due parti: la prima raccolta ci introduce nell’animo del poeta, e i suoi componimenti, ricchi di spontaneità e chiarezza, presentano una serie di riflessioni che esprimono la personale visione del poeta su temi come la “diversità”, gli affetti, la famiglia e la religione. I suoi versi scaturiscono da una rinascita spirituale, e le sue parole rivelano un animo sensibile, dedito all’ascolto di se stesso e degli altri, proteso verso la vita.
    La seconda parte del libro è una raccolta di preghiere più o meno note, e di pensieri di Santi e grandi pensatori: da S. Agostino a S. Madre Teresa di Calcutta, ogni verso è una perla da conservare.

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  • Sullo sfondo della caduta dell’impero Azteco e dell’insediamento di Cortès, si intreccia il triangolo amoroso tra la giovane Necahual, bellissima e selvaggia, e due uomini molto diversi tra loro: il guerriero Yaotl e Ayotochin, uno spigliato artista. Entrambi innamorati della giovane, a loro spetterà il compito di introdurre Nacahual alla scoperta dei sentimenti più puri ed umani: l’amore, la passione, l’odio, la paura, in un intrigante susseguirsi di colpi di scena.
    Giusi Vanella ci conduce sapientemente nel viluppo dei sentimenti della natura umana, calandosi in un mondo e in una cultura misteriosa, l’impero Azteco, ed indagandone i rituali sociali e culturali, che fanno da cornice a questa affascinante storia d’amore.

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  • Che sia un romanzo particolare, lo si comprende sin dall’incipit, in cui Roberto Estavio rivela che lo spunto creativo sta alla base del libro è una serie di incontri con un vecchio conoscente, con il quale ha trascorso numerose serate di confidenze davanti ad una birra in un bar di campagna. E il romanzo è un “viaggio mentale”, come sostiene lo stesso autore, nella vita del protagonista, la trascrizione di quei racconti, la veritiera rielaborazione di riflessioni, pensieri in libertà, confidenze e rivelazioni confuse.

    Una mente al confine con la schizofrenia, che vive in un’altalena di emozioni e sentimenti contrapposti, il cui disagio si riflette nelle azioni quotidiane, rivelandone le fragilità, la sofferenza, il malumore. E’ un romanzo che apre nuove percezioni e nuovi stimoli, riprendendo i linguaggi segreti del flusso di coscienza e della scrittura libera da ogni regola. Liberatorio, a tratti allucinato, a volte partecipato, onesto e trasparente nella forma e nelle rivelazioni.

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  • E’ inizio autunno, e il freddo comincia ad avanzare, portando con sé gli ultimi ricordi dell’estate. Sara lavora in una tv locale, dove si occupa di televendite. Finché, a causa di un terribile episodio, si trova a fare ciò che crede di aver sempre desiderato: la giornalista. Ed è da questo spunto che il romanzo “e donne infreddolite negli scialli” di Cristina Mosca prende vita, tessendo una ragnatela di incontri, di sogni, di speranze, di contraddizioni, che si incrociano e si dipanano in una città bellissima, in cui il mare fa da cornice e raccoglie le memorie.
    Il mare, sempre lì, sempre presente, da secoli, racconta storie che si perdono in antichi momenti. E’ lui il vero protagonista del romanzo, perché il suo colore, il suo profumo, il suo magnetismo dispone ed influenza le vite e le scelte di tutti i protagonisti.
    Il romanzo è bello, a tratti divertente, in altri momenti romantico e drammatico. Sono gli occhi di una giovane scrittrice che guarda il mondo che la circonda senza perdersi un frammento del proprio sentire, senza dimenticare il proprio passato, congiungendolo al presente.
    E la storia di Sara si frammenta in tante piccole storie, si incrocia con le vite altrui cogliendone l’essenza, imparando ogni giorno, da ogni sguardo, come fare per essere davvero se stessi senza perdersi in una macchina visiva ed immaginifica. Svela se stessa, Sara, mentre il lettore scopre cosa si prova a vivere ogni giorno a contatto con il mare: subirne il fascino, la forza, in un impetuoso codice di rispetto e di amore.

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  • Due solitudini trovano il loro destino sul web. Emma sfida le sue giornate con la caparbietà di una donna che continua a credere nei propri ideali e nelle proprie forze, nonostante le avversità si abbattano su di lei come tempeste.
    Mauro, invece, non riesce ad uscire da un recinto di vizi e disperazione, dove la poesia è l’unica consolazione da una vita da fuggiasco, in una perenne ricerca di equilibrio.
    Al loro incontro, iniziato con un freddo raffronto tra tastiere e monitor, fatto di allusioni, illusioni, difese, segue la dolcezza e la complicità di due anime sole, che trovano l’uno nell’altro uno specchio in cui leggersi e confrontarsi, e un momento in cui sentirsi liberi di uscire dalla propria maschera di affermazione sociale.
    Sullo sfondo l’Italia tormentata e alterata della nostra epoca, e poi la poesia, l’amore, la letteratura.
    Nel romanzo di esordio di Giuliana Argenio, tutti gli elementi raccontano destini così vicini e così dentro  alla realtà, da poter essere la storia di qualcuno che conosciamo.
    Per porsi qualche domanda, per regalarsi pagine avvincenti e profonde.

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  • Roberto Sannino, in arte Iago, in Negativo a Colori, ci regala il suo punto di vista sul mondo e sulle emozioni umane. Prendendo spunto da sé stesso, dalle sue esperienze personali, dal suo vissuto, Iago traccia una strada nel cuore delle sensazioni umane, nell’Essere: l’Amore, la Paura, l’Eroismo, e ancora la Fragilità che si nasconde dietro ogni maschera. Iago guarda il mondo e lo dipinge, con i suoi colori, con le sue forme e il suo stile, creando un parallelismo tra i suoi ricordi e gli eterni codici letterari, con citazioni che vanno dalla Bibbia ai grandi autori classici. Senza perdere di vista la modernità del nostro tempo, tesse una tela di sensazioni che si dipana in ogni pagina del libro, poesia dopo poesia, verso dopo verso, riconoscendo che il ruolo della Poesia ha origine nella divinità dell’Uomo, e, come tale, è destinata ad eternare il nostro Essere.

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  • Il settimo giorno, è, biblicamente, quello del riposo e della contemplazione. In un mondo sempre più allo sbando, è importante che ci siano persone che, come Frà Matteo Pugliares, attraverso la Poesia diffondano messaggi di solidarietà e serenità, instillando in chi si ha di fronte la voglia di ricercare Dio. Perché, leggendo i suoi versi, si comprende come la Fede possa essere la strada per giungere ad una serenità piena, concreta, e duratura.
    Senza dimenticare le radici terrene, nelle parole di Frà Matteo Pugliares emergono i tormenti dell’Uomo, i dubbi, le incertezze, le analisi di chi la vita non solo la osserva scorrere, ma la vive e si immerge in essa come in un fiume in piena. Nei suoi versi le storie di coloro che hanno oltrepassato il margine, per conoscere i propri limiti, il proprio peccato, e la redenzione.

    [... continua]