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Autore

Antonia Arslan

in archivio dal 14 mag 2014

1938, Padoba

segni particolari:
Il mio primo romanzo La masseria delle allodole, è stato portato al cinema dai fratelli Taviani.

mi descrivo così:
Sono una scrittrice e saggista italiana di origine armena.

14 maggio 2014 alle ore 9:32

La masseria delle allodole

di Antonia Arslan

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 233

prezzo: 9,27 €

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Prima di parlare del libro è doverosa una premessa di carattere storico.
Durante la prima guerra mondiale si compie, nell’area dell’ex impero Ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Il governo dei Giovani Turchi, preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Dalla memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, circa 1.500.000 di persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 vennero preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo dei Giovani Turchi.
L’obiettivo era di risolvere alla radice la questione degli armeni, popolazione cristiana che guardava all’occidente. L’obiettivo degli ottomani era la cancellazione della comunità armena come soggetto storico, culturale e soprattutto politico. Non secondaria fu la rapina dei beni e delle terre degli armeni. Il governo e la maggior parte degli storici turchi ancora oggi rifiutano di ammettere che nel 1915 è stato commesso un genocidio ai danni del popolo armeno.
Il 24 aprile del 1915 tutti i notabili armeni di Costantinopoli vennero arrestati, deportati e massacrati. A partire dal gennaio del 1915 i turchi intrapresero un’opera di sistematica deportazione della popolazione armena verso il deserto di Der-Es-Zor.
Sempre agghiacciante leggere del sentimento di prevaricazione che l'uomo ha su un suo simile, e ancor peggio su una intera popolazione quali gli Armeni. Cancellare, perché? Dietro ad un ingiusto agire c'è sempre l'interesse, che offusca e domina la ragione umana. Quello che mi ha fatto pensare a me è il sentimento della "viltà", questi uomini, che forse è troppo degno chiamarli così, sono dei vili, degli sporchi burattinai comandati dalla sete di potere.

recensione di Gino Centofante

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