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Autore

Antonietta Santaniello

in archivio dal 26 mar 2012

Formia (LT) - Italia

mi descrivo così:
Ribelle, agitata, quasi mai contemplativa, sono un vortice di idee e di fantasia. Quello che c'è ancora da scoprire su di me lo si legge tra le righe. Paceamore.

26 marzo 2012 alle ore 16:10

Riflesso.

Vivere con del vuoto dentro,
vivendo, colmare quel vuoto.
Ma il vuoto è colmato solo da materia inconsistente, aria soffocante, ferite infette, frammenti di sogni incollati da lacrime appiccicose.
Danze di sogni in una notte illuminata da squarci che rivelano il brillare dell'infinito;
Danzano sogni ubriachi, partoriti dal nulla, stordendo i viventi con la loro ebbrezza.
L'ebbrezza di sogni ubriachi è l'ebbrezza di vivere:
noi viviamo.
Ubriachi della vita e pieni di materia inconsistente chiamata anima,
noi viviamo nel nulla.
Noi siamo nulla,
pulviscolo dell'universo,
nascosti dalle ombre di questa notte,
rivelati da questi fotoni,
scandagliati da qualcuno che ci vuole bene,
o mortalmente colpiti da questi atomi sanguinanti verità.

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