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in archivio dal 23 ott 2013

Antonio De Stefano

11 dicembre 1990, Napoli - Italia

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  • 27 ottobre 2013 alle ore 17:57
    ...

    i tuoi occhi
    hanno il sapore delle nuvole
    hanno il suono del mio accordo preferito
    non hanno il colore del cielo di oggi
    ma quando il cielo è come oggi, penso ai tuoi occhi
    questo giro di la minore che suona 
    le stanze silenziosamente si riempiono di noi
    e i tuoi occhi, i tuoi occhi sono gli occhi più belli che conosca
    il pomeriggio passa
    la domenica pomeriggio non passa mai
    e vorrei che i tuoi occhi mi sorridessero 
    come quando sono esaltato 
    come quando sono triste
    come quando i tuoi occhi sorridono ma 
    vogliono piangere.
    E pare che non capisca mai cosa vogliono i tuoi occhi
    pare che non capisca mai di che colore sono i tuoi pianti
    ma suonano anch'essi come questo giro di la minore 
    che ripetutamente non smetto di ascoltare
    evocandoti, ogni volta che il tempo scandisce le sue pause tetre
    e tu, tu e i tuoi occhi state là
    troppo lontani così vicini
    ma che ce posso fa
    è domenica pomeriggio 
    se non pensassi i tuoi occhi 
    mi annoierei

     
  • 23 ottobre 2013 alle ore 10:08
    Se t'incontrassi!

    E se ti incontrassi? 
    ahh se ti incontrassi 
    no ma se ti incontrassi.. 
    non lo so che farei.. 
    forse.. 
    forse.. 
    ma forse è meglio se non ti incontrassi!

     
  • 23 ottobre 2013 alle ore 10:06
    Senza Titolo

    io ti amo perché sei.. (qualcosa di bello che non mi so spiegare)
    tu non mi ami, e vabè pazienza!
    direte, ma come pazienza..
    eh pazienza, non mi scassate le fragole nel tinello
    poi.. succede che mentre ti amo.. .. a volte...
    comincio ad assomigliarti.. 
    ma non che prendo le tue fattezze.. no.. 
    diventerei un androgino 
    (il che basterebbe a rendermi un essere perfettamente autonomo) 
    no, in pratica un giorno mi sveglio, e sono te..
    il che di per sé è un guaio!
    poi scopro che quando sono te, mi sento te.. 
    parlo canto muovo le mani e sono le tue.. 
    gesticolo nervosamente, parole che saltellano dalla mia bocca 
    e sembrano proprio uscire dalla tua.. con la stessa dolcezza, forza 
    e pure antipatia, 
    quanto mi odio, quando odioso, mi faccio odiare come io odio te.
    ...sicuro non sono te, quando chiedo a qualcuna di fare le cose zozze.. 
    insomma io non lo so cosa voglio dire con quest'ammasso 
    nevrotico serale di parole sparse a cazzo.. 
    ma secondo me, mannaggia a te.. ti assomiglio e questo a chi non lo sa, piace..
    e si innamorano di me.. no, aspe, è di te che si innamorano (ma non lo sanno)
    lo vedi? c'è un tale caos in giro 
    che siamo tutte metà incomplete sparse a prendere l'amore sbagliato
    in tutto ciò mi domando.. io.. dove cazzo sono finito?