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Poesie di Antonio Gargiulo

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  • 13 gennaio 2010
    Lupo mannaro alla Luna

    Nascosto tra mura abbandonate e fronde fitte,
    guardo te, Luna, causa del mio male.
    Tu bianca, ma vitrea come il ghiaccio
    di una lacrima triste che solidifica
    dopo un pianto intenso.
    Tu, ragione di mia tristezza
    per questo sortilegio che mi lega a te.
    Tu, lontana, ma vicina al mio male,
    legata a me con un legame
    si stretto da allontanar tutto il resto.
    Tu, che mi costringi a riprender fiato
    ogni vola per le convulsioni
    causate dalla trasformazioni tue,
    di cui io son specchio mio malgrado.
    Tu, fredda ed insensibile a questo sentimento mio
    di straziante sofferenza per essere costretto
    a rivelarmi diverso da quel che sono.
    Io che a causa tua posso avvicinarmi a lei
    solo con corpo non mio,
    guardarla attraverso occhi non miei
    e comunicar con lei con un linguaggio
    e una voce non mia, ti imploro.
    Sparisci da questo universo,
    o da questa galassia,
    o almeno da questo sistema solare.
    Oppur ancor vesti di nuvole le nudità tue,
    copriti in modo che non possa vederti,
    nasconditi agli occhi miei
    e ad ogni singola cellula del mio essere,
    fa in modo che non mi tramuti più
    per poter esser suo.