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Autore

Antonio Sammaritano

in archivio dal 07 dic 2005

03 aprile 1960, Mazara Del Vallo (TP) - Italia

mi descrivo così:
Amore per la pittura la letteratura e i libri. Nel 2005 ha stampato, autofinanziandola e in forma inedita, la prima raccolta di poesie curandone anche la grafica: 20 copie per gli amici. 

23 maggio 2006

Alle mie figlie

Quel limone venne via dal tronco

sganciato al ramo che non aveva senso.

Manine ingenue ambivano curarmi,

Con la vinilica dei loro collage.

Ora più o meno gli manco tre stagioni.

 

Piove come le sbornie e vive quel limone;

Immani spazi nella mia memoria,

ora alla soglia d’esser donne

i collage non significano niente.

 

Giardini pensili strillanti per un fuoco:

per loro sarò rogo purché Cristo non veda.

Aquile magnifiche staccheranno il volo

Dall’alto vedranno viole che curiose

Da cuccioli portavano alla bocca,

Nei prati stessi dove cifre e armenti

crearsi in fila verso i comuni palchi.

 

Pagàno, il vento pregherò per due manine,

ali che mai scopriranno barriere

a patto che Cristo non mi  veda.

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