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Autore

Augusta Bianchi

in archivio dal 12 dic 2008

12 febbraio 1949, Viareggio (LU) - Italia

mi descrivo così:
Una quasi sessantenne con la voglia di vivere, ballare, cantare, scrivere di una ventenne, anzi molto di più!

15 maggio 2012 alle ore 8:39

La regina rossa

di Augusta Bianchi

editore: Giovane Holden

pagine: 80

prezzo: 11,70 €

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Un viaggio per mare, come Ulisse, per ripercorrere a ritroso la propria vita, il proprio viaggio esistenziale: è quello che fa la protagonista del romanzo breve “La regina rossa” di Augusta Bianchi che, dopo aver esordito nel 2007 con una silloge poetica dal titolo Ombre nello specchio, si cimenta ora in questa nuova forma narrativa.
Giulia, la protagonista, è l’alter ego della stessa autrice, che dopo una visita ai campi di sterminio decide all’improvviso di scrivere, nonostante la non verde età, perché la memoria è un dovere, va salvata, perché il ricordo di quelle atrocità deve servire alle generazioni future a non commettere gli stessi errori.
E in questo suo cammino a ritroso Giulia-Augusta rievoca tutte le tappe della sua vita, il dopoguerra con il boom economico, il Sessantotto e la contestazione con i figli dei fiori, il femminismo, il ruolo della donna all’interno della famiglia rispetto a quello dei suoi nonni e qui troviamo la descrizione affettuosa e commossa dei nonni della protagonista, il nonno anarchico da lei ricordato con affetto e la nonna chiamata “la regina rossa”; e poi l’amatissima Viareggio con le sue spiagge, la sua pineta, le sue Apuane, il salmastro di questa città in cui trascorreva le sue vacanze in contrasto con le nebbie di Milano e il cielo terso di Monza dove ha passato l’infanzia.
Augusta Bianchi, per dare una maggiore varietà alla sua narrazione, inserisce molto spesso alla fine dei capitoli alcune sue liriche e talvolta anche qualche pagina di diario che ci regalano l’immagine di una donna libera, fuori dagli schemi ma che si è dovuta assumere, comunque, le sue responsabilità di moglie, madre e impiegata in un lavoro che non le piace e che la fa sentire perennemente insoddisfatta.
Un bell’esordio narrativo, l’attendiamo ora alla prova del romanzo più lungo e concludiamo con le sue amare parole tratte dalla quarta di copertina: “possibile che la memoria sia così labile e l’uomo non abbia ancora acquisito la capacità di analizzare la propria storia e i propri errori?”.

recensione di Daniela Domenici

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