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Autore

Augusto Altavilla

in archivio dal 12 nov 2014

05 dicembre 1987, Copertino

segni particolari:
Sono un contrabbandiere,
un trafficante di emozioni di molta qualità.
Per questo, scappo lontano da mia madre e dalla culla.
La sincerità non è ben vista,
la libertà non è gradita.
La leggerezza è altrove,
nella mia città,
nei miei atri,
lontano da qui.

mi descrivo così:
Sono un ragazzo eclettico, è la varietà del mondo che mi stimola, mi aiuta a scrivere. Mi sento libero, so che il mondo non ha coscienza per giudicare, ma è coscienza, quella di ognuno, che con il giusto seme, può cambiare. Scrivere è terapeutico, distillo le emozioni in versi e me ne nutro.

12 novembre 2014 alle ore 14:19

Del caffé

Del caffè mi ricordo
quando ero troppo piccolo
per avere caldo o freddo a casa con mia madre,
mi ricordo 
l'aula della quinta elementare in Ottobre,
in cui era sempre primavera,
i piccoli bicchieri con il rossetto della maestra;
l'odore caldo
dal fornello elettrico
diceva che era momento di gioco,
di grandi avventure immaginarie,
Angelo o Roberto ,
cavalieri con scudi di cartone.
Del caffè mi ricordo 
la mia casa al sesto piano,
dove il caffè con Elena 
l'ho preso anche per gioco,
porto di mare, casa di tutti.
La Croce,
la montagna mia e di Lorenzo,
mi ricordo che non si dorme,
per stare insieme,
che era momento di parlare,
di grandi avventure interiori,
io e pubert uomini coi pantaloni corti.
Del caffè ho in mente la Toscana,
vino e caffè,
su una collina d'autunno e d'oro nel bicchiere.
Mi viene in mente la notte di ferragosto,
di profonde esplorazioni, 
del mondo che ci palpita dentro,
e mi viene in mente quanto cuore avevo, quanto cuore ho.
Per molti amici, un caffè.

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