username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Augusto Orrel

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Augusto Orrel

  • 25 gennaio 2007
    Un ricordo

    “Posso sorella entrare nella stanza?”
    “Ma è tardi, sono stanca”.
    “Ti prego, sento il buio che stasera avanza…”
    “Va bene resta e siedi a quella panca”

    “Domani è festa e non andremo a scuola.”
    “Suonano le strade di Omignano”
    “Una rondine già vola!
    L’indico come un tempo con la mano”

    “Ma dimmi fratello, che succede?”
    “Niente, è solo un ricordo che ritorna ancora:
    chiusi nella soffitta, come prede…
    il terrore tra le mani, quella suora…”

    “Sempre mi picchiava nel collegio
    ricordo le scarpe rotte, il sacrilegio”.
    “Povero piccino! È stata dura!”
    “No! E’ solo che ritorna, nelle ossa, la sua cura ”.

  • 25 gennaio 2007
    In memoria

    Sono tornato a casa per piangere mia nonna.
    Le ho accarezzato i capelli bianchi,
    baciato la fronte.
    Solo oggi capisco quanto sia fredda la morte.
    Pare che dorma: è bella!
    Sulle labbra un sorriso,
    e mi sembra ieri che mi dava quattro lire
    per farmi mangiare.

     

    In memoria di Venuti Melinda
    Sabato pomeriggio 25/1/2003

  • 25 gennaio 2007
    A mia nonna

    È sera.
    Una foschia grigia,
    il tepore  del fuoco.
    Mio padre sonnecchia su una sedia;
    Quattro mani piangono
    la salma.

     

    Sabato sera 25/1

  • 25 gennaio 2007
    Il sogno del tuo cuore

    Siederanno ancora a quella vecchia panca
    dove l'inverno passava
    a ricordare il sole
    in quelle storie con la sua voce stanca,
    ma non sarà il nero velo tuo
    che poi frusciava a sera nella stanza
    dove riposa il caldo simulacro.

     

    Voleranno i bimbi ancora nel giardino
    e fiori nuovi saluteranno il viale,
    ma non più quelli che amavano
    il tuo canto e s'inchinavano
    alla lenta emorragia del lieve pianto. 

     

    Ci saranno ancora frutti
    sul nespolo di casa
    vuota quest'oggi
    come mai lo era
    al non sentire
    il sogno del tuo cuore.