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Autore

Aurelio Zucchi

in archivio dal 08 gen 2019

07 febbraio 1951, Reggio Calabria - Italia

segni particolari:
Amo definirmi uno "scrivente".
Priorità assoluta è il mare, poi viene tutto il resto.

09 giugno alle ore 11:58

Cieli

Cieli
per giorni e giorni uguali,
svogliate e inaffidabili chimere
quando l’unico colore percepito
è un fondo di cravatta da indossare.

Li ho visti
aprirsi insieme in sincronia
coi fuochi dei sorrisi innamorati.
Ricordo ben d’averli anche indicati
a donna amore che mi stava a fianco.
 
Li ho visti
dall’alto dei vent’anni
vincere le nubi e all’angol relegarle
come educande umiliate e offese
mandate in fretta dietro la lavagna.
 
Cieli
che, incazzati, chiudono i battenti
e grandi e grossi si fanno metter sotto
dal primo accenno d’ingarbugliata pioggia
o dal malessere di questo loro figlio.
 
Li ho visti, poi,
rompere ogni plumbeo assillo,
apparecchiare feste sotto il sole
nel cuore d’attimo d’una felicità sublime
ed invitarmi a prender posto al desco.
 
Cieli
malinconie d’azzurro smascherate
che a farsi belli pelano le stelle
e scippano la luna da dietro le montagne
per obbligarmi alle romantiche manie.

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