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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

02 gennaio 2013 alle ore 17:41

Inverno all'alpeggio

È del bucaneve

fronda e mirto

il pungitopo maraschino

nello stormir di foglia

che copre il niveo manto,

come occhio birichino

 in un ceruleo lampo.

 

È il crepitar di coccio

accanto al dimesso scranno

 che solitario attende

le fiaccate spalle

chine sui mesti desinari

 

tacito compagno

di rosari  e litanie.

 

 

Sul limitar del bosco

una malga

illumina alla sera.
Da "Nel migrar dei giorni" Edizioni La Conca, Roma 2000

Commenti
  • Maria Rosa Cugudda Una suggestiva quanto delicata lirica!

    02 gennaio 2013 alle ore 21:05


  • Aurora Cantini Ringrazio di vero cuore Maria Rosa Cugudda per l'attenzione mostrata verso la mia parola poetica: in questi mesi, qui da noi sulle montagne bergamasche, tutto è silenzio bianco, le malghe illuminate sui pianori sembrano luci di Presepe e gli uomini solitari nelle stalle evocano eventi antichi, secolari nel loro immutato vivere. Ma intorno c'è tanta armonia, la solitudine è lontana. Grazie

    03 gennaio 2013 alle ore 16:59


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