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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

09 maggio 2012 alle ore 22:04

Mi ricordo tua madre (una donna di montagna)

Mi ricordo tua madre
il suo sorriso bianco
e il suo tormento lungo
sciolto sui capelli
aggrovigliati d’edera.

Quando i mattini
s’adombravano di sonni e mugugni
eccola mitigar l’incedere
con pensieri puliti e dolci
come di castagne
e geloni di brina adocchiati qua e là.

Mi ricordo tua madre
la sua casa le sue cose
l’odore di menta dei pizzi nei cassetti

E quell’uggiore
di tramonti solitari
spersi nella bruma
come i suoi occhi

Liquidi ricordi
di un’ombra che passa e va
sui nostri cuori
in un frullo d’ali all’orizzonte.

Da “Nel migrar dei giorni” 2000

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