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in archivio dal 14 nov 2014

Barbara de Haviland

Estero
Mi descrivo così: Passionale

elementi per pagina
  • 14 novembre 2014 alle ore 9:47
    Il tempo gocciola poco a poco. AMARCORD

     
    E stai lì 
    volgare puttana
    con l'aspetto di tenera madonna
    stretta la sottana
    seduta su una panca 
    le cosce aperte
    una mano sul pube
    Tutti conoscono la via.
    Gli uomini ti penetrano la carne 
    ti attraversano il corpo
    Nessuno ha voglia di raggiungerti l'anima

    Sono io poeta della tua rossa bocca
    pittore della tua natura pagata
    rapito dalla rotondità del pomposo culo
    come giocoliere infante 
    mi appenderò ai tuoi grossi seni

    Il tempo gocciola poco a poco

    Carezze di vetro 
    ha conosciuto la tua fresca pelle
    sorrisi cuciti e bavosi baci 
    sulla bocca di pesca
    Suonerò per te 
    il violino 
    un'ultima volta
    Strideranno le sue note e cadranno
    scivolandoti lungo le natiche, 
    sbattute 
    su un marciapiede di provincia 

     
  • 14 novembre 2014 alle ore 8:48
    Apatia

    "E venne mia madre a baciarci
    tornò per tre volte
    l'ultima, era vestita solo di una sottoveste
    ci baciò come una folle
    sapeva che non ci avrebbe più rivisti".

    La violenza e la pestilenza
    erano scritte sui libri
    "per gli altri "

    Noi per sopravvivere 
    ci nutrivamo di cani e topi
    la schiavitù diventava il nostro abito
    la ferocia l'unico scenario
    L'ignominia dell'uomo
    ci correva sulla pelle
    ci trafiggeva gli occhi

    Sulla bocca di tutti per un po'
    il tempo di far notizia,
    nel cuore di nessuno per amnesia.

    Tu lo chiami oblio
    io, del mondo, lo chiamo distacco
    o meglio
    la chiamo apatia

     
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  • 14 novembre 2014 alle ore 8:43
    Km 35

    Come comincia: Un itinerario in composizione lenta senza frantumazioni alle stazioni, libero come può soltanto lo spirito che si appresta a sviscerare le proprie verità trascurate Tutto per colpa di una ragione attenta che controlla l'emotività e rende certe persino le contraddizioni.

    Ho viaggiato tutta la notte. Gli occhi spaventati aperti sul nulla. Un treno lanciato come un'asta per aria tra vaticini e aruspici inconsapevole del deragliamento. Avevo cominciato bene, forse, ruggendo alla vita con il dinamismo che appartiene all'attore, al funambolo, al mangiatore di coltelli Sì, ogni cosa era mia a vent'anni. Anche il gioco più difficile del mondo ha una logica ed il ragionamento esatto può nascondere un errore.

     Esiste errore tra le costellazioni?

    Ho abbattuto totem con furore, poi con rassegnazione ho accettato tabù invischiati in autocompiacimenti mentali l'ambivalenza che distrugge lentamente crea ohnmachten camaleontici, in stretta simbiosi. In realtà è solo distanza incolmabile

    Ecco è lì l'elan vitale, ancora fermo al km 35.

    Ma oggi dico "chi se ne frega!"