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Autore

Carlo Graziano

in archivio dal 18 gen 2008

19 ottobre 1975, Sant'Arcangelo

19 gennaio 2008

Cavallo pazzo

Il tempo passa e muta le persone
si paga un'altra tassa, si cambia direzione
involontariamente, lo sceriffo,
tira malamente giocando al califfo
forse è colpa mia che non detto mai il passaggio
sto ai bordi della via e alla torta dò un assaggio
ma avrei buttato da un palazzo chi piange una donna o un defunto
e forse Cavallo Pazzo è solo un pazzo presunto


Per la trasferta, vorrei venisse Scalpo Giallo
decisione sofferta, mi nuocerebbe l'intervallo,
ma l'ascia di guerra è ormai dissotterrata
e questa volta vuole fuomi di sangue rosso
non terra incolta da zappare giù nel fosso
dovrei concedermi qualche sollazzo ma non ne posso più
ma Cavallo Pazzo non può seguire la tribù.


Forse un'isola accoglierà quei dolci occhi
l'aquila vola e che la campana rintocchi
se sarà, Becco di Falco parlerà con chi vuole
o si girerà mostrando il marchio delle suole
e confesserà i dolori suoi con segnali nel vento
ma mai rinchiuderà i buoi ad un triste lamento
la gente non capisce un cazzo, forse è il paese,
però anche Cavallo Pazzo parla come un borghese.


Non puoi bagnarti di nuovo nella stessa acqua del fiume
l'uccello uscito dall'uovo vola via con le prime piume
niente dura in eterno o muore col sorriso
perciò la vita è un inferno o forse il paradiso
ma non avrei tradito Franckie neanche per un istante
e ora un gruppo di yankee è diventato più importante
nel rimischiare le carte si deve essere più scaltri
e Cavallo Pazzo non è più pazzo di tanti altri

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