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Autore

Carmen Laruccia

in archivio dal 23 giu 2013

23 agosto 1974, Roma

14 luglio 2013 alle ore 11:36

La possibile via dell'Amore

No, perché pensavo che amare significasse un’altra cosa.
Che non si riducesse a vivere insieme per risolvere la propria solitudine.
Io, pensavo, e ne sono certa, che amare te, o qualsiasi altro, sia una cosa che interessi prevalentemente me per poi trasformarsi  eventualmente in noi…
Amare è un verbo da coniugare al singolare, perché posso dire con certezza : io ti amo, ma non, noi ci amiamo, e mentre “sento” di amarti sono ferma, non faccio nulla, sono sola e so che è amore, il mio.
Perché l’amore deve essere un’azione?
O una simultaneità delle nostre stesse azioni?
Perché, anche se tu vivessi su un altro pianeta o non avessi fiato per seguirmi, io ti amerei comunque.
Perché non è quello che faccio insieme a te, ad essere qualificato come Amore, ma è l’idea che ho di te, che mi rimane addosso tutto il giorno.
Anche se tu non mi amassi, io continuerei a farlo comunque, finchè sentirei di farlo. Non è anche amore questo?
E se tu sparissi nell’eternità, gradiresti che ti dimenticassi, perché abbiamo cessato inevitabilmente di condividere le stesse azioni?
La realtà è che l’amore ha il valore che noi gli diamo.
C’è chi è più disposto a darlo, chi a riceverlo, e in alcuni casi, i più fortunati, ci si incontra, in una corrispondenza, di amorosi sensi.

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