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Autore

Cecelia Ahern

in archivio dal 27 ott 2011

30 settembre 1981, Dublino - Irlanda

segni particolari:
Sono la figlia del primo ministro irlandese Bertie Ahern.
A soli 20 anni avevo già pubblicato un Bestseller: P.S. I love you.

mi descrivo così:
Sono una giovane scrittrice irlandese, tradotta in più di 50 paesi.

27 ottobre 2011 alle ore 12:23

Se tu mi vedessi ora

di Cecelia Ahern

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 355

prezzo: 7,56 €

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Ho amato questo libro. Parla di uno tra I miei più cari ricordi di infanzia: i cosiddetti amici immaginari. Elizabeth Egan ha 34 anni. Si prende cura del bambino di sua sorella Saoirse, Luke, perché è alcolizzata. La sua infanzia non è stata facile. Sua madre scappava e tornava in continuazione da quelle che lei chiamava avventure, lasciando lei e il padre da soli con una sorella in fasce da accudire. Lentamente il padre è diventato un uomo molto triste, in attesa che la moglie torni a casa. Elizabeth, crescendo, assomigliava sempre più lei e suo padre faceva fatica a guardarla senza tristezza. Decise, allora, di provargli che la somiglianza era solo fisica. A 34 anni vive una vita che sembra perfetta, con un bambino di sei anni, a cui non riesce a dimostrare affetto e una sorella che è scomparsa nel nulla. Ama il suo lavoro di designer di interni, anche se vive in un mondo color crema e marrone. Il giorno in cui Luke ha un nuovo migliore amico, Ivan, tutti i suoi incubi riaffiorano. Soltanto per Luke è l'unico che riesce a vedere Ivan. E la fantasia non ha posto nel suo mondo perfetto. Illusioni, che portano solo a delusioni, sono da tenere lontane da suo nipote. Allora inizia una crociata contro Ivan. Finquando lo incontra. La aiuterà a venire incontro a sè stessa, la aiuterà a ricordarsi verità perdute della sua infanzia, la aiuterà a far tornare la bambina persa che c'è in lei, ma soprattutto l'aiuterà a vivere e dopo qualche evento imbarazzante, lei finalmente scoprirà un'altra verità: gli amici immaginari eistono. Se la gente la smettesse di aver paura delle cose che non riescono a spiegare razionalmente allora riuscirebbe ad aprire gli occhi e a vedere così tante cose. Le loro menti viaggerebbero per posti sconosciuti. Scoprirebbero mondi nuovi. Se la gente la smettesse di dibattere su cosa è "normale" questo sarebbe un mondo più felice. Perchè immaginario è solo il nome che gli danno le persone monotone, che avrebbero un gran potenziale per essere fantastiche se solo buttassero giù quelle mura mentali tra cui vivono.

recensione di Katia Guido

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